venerdì 21 febbraio 2014

Papa Francesco parla "la lingua del cuore"... e invia "un saluto gioioso e nostalgico" ad un convegno di preghiera di "fratelli separati"

Papa Francesco, martedì 14 gennaio 2014 ha ricevuto in udienza il vescovo responsabile dell’International Ecumenical Officer per la Comunione delle Chiese Evangeliche Anthony Palmer. Nel corso di quell’incontro, ha registrato con un iPhone un messaggio che poi lo stesso Palmer ha mandato in onda durante un recente raduno negli Stati Uniti. 
Nel video, Papa Francesco si esprime in italiano, anche se, come ha detto lui, in effetti parla "la lingua del cuore" e, come sempre gli accade, arriva dritto al cuore di ognuno. 

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Il miracolo dell’unità è cominciato”. In modo informale, con un videomessaggio girato da un suo “amico”, il pastore pentecostale Tony Palmer, Papa Francesco afferma che ha “nostalgia” dell'unità tra i cristiani, oggi separati:
“Separati perché i peccati ci hanno separato: i nostri peccati, i malintesi nella storia. Una lunga strada di peccato comunitario. Ma chi ha la colpa? Tutti abbiamo la colpa! Tutti siamo peccatori! Soltanto uno è il giusto: il Signore. Io ho la nostalgia che questa separazione finisca e ci dia la comunione”.

Guarda il video

Segue un primo commento al video di P. Antonio Spadaro S.I.

1. Papa Francesco sposa in pieno la logica relazionale della comunicazione. Il video è girato da un vescovo non cattolico amico del Papa da anni. La registrazione avviene perché essa sia condivisa con altri dentro una assemblea di preghiera. In questo senso il Papa recepisce il fatto che comunicare non significa semplicemente trasmettere ma condividere in un contesto di relazioni. E’ dunque sempre una testimonianza. Il video ha un forte taglio testimoniale.

2. Papa Francesco non ha alcun problema a mostrare la sua difficoltà a parlare l’inglese. E’ sempre se stesso. Dice alcune parole e poi passa all’italiano (non allo spagnolo), ma dicendo che in realtà parla la lingua del cuore che ha una grammatica semplice. Il Papa così appare autentico, semplice, senza filtri, senza bisogno di set o di luci aggiustate. E’ se stesso, naturale, a suo agio. Risolto.

3. Il Papa invia un messaggio alto ma lo fa in maniera semplice e facendo appello a due sentimenti: la nostalgia e la gioia. Il suo messaggio è quello dell’impegno ecumenico. Si riconosce fratello tra fratelli. Dice di provare gioia e nostalgia. Gioia perché parla a fratelli che pregano, e questo fa capire come il Signore è all’opera sempre e dovunque. Ma anche con nostalgia, nostalgia dell’abbraccio tra i cristiani. Perché i cristiani sono divisi. Gli manca quell’abbraccio. Le divisioni tra i cristiani ci sono, e sono colpa dei nostri peccati, dice. Solo il Signore è giusto. Sente il bisogno di invitare a quel pianto che riconcilia. Dunque il suo messaggio si modula a due livelli: l’impegno ecumenico a superare le divisioni, e i sentimenti di nostalgia e gioia. Quello di gioia è il primo perché dice l’unità, l’abbraccio ora possibile e necessario.

4. Il Papa comunica questo messaggio alto e impegnativo usando un mezzo pop come l’iPhone e con un messaggio che va innanzitutto a persone riunite, e poi va anche su una piattaforma pop come YouTube. Non solo: in questo messaggio semplice e diretto cita Alessandro Manzoni. Non c’è più distinzione tra alto e basso, tra cultura che si trasmette in forme alte e cultura pop che si trasmette in forme popolari.

5. Il Papa si rivolge a cristiani pentecostali, che rappresentano una grande sollecitazione per le Chiese, specialmente le più giovani. In questo senso il Papa abbraccia questa realtà, chiede di pregare. Accetta la sollecitazione e la pone su un piano di fede e di comunione fraterna. La risposta del vescovo protestante nel suo discorso di presentazione di questo video è eloquente. A proposito dei protestanti afferma: “The protest is over!” (La protesta è finita).

Questo video è talmente naturale e semplice da rivelare una grande sfida per la missione della Chiesa nel nostro tempo. (fonte: cyberteologia)

Il video integrale del convegno (in inglese)
(al min.31 il videomessaggio del Papa)