sabato 18 gennaio 2014

"Un cuore che ascolta - lev shomea' " - n. 9/2013-2014 (A) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo
di Santino Coppolino



Vangelo: Gv 1,29-34





Giovanni Battista indica Gesù come "l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo", ma cosa si intende per "Agnello di Dio"? E' l'immagine dell'agnello pasquale, quello che Dio ordinò a Mosè e al popolo di mangiare la notte di Pasqua, il cui sangue liberò il popolo dalla morte portata dall'angelo sterminatore e la cui carne fu l'alimento che permise al popolo di intraprendere l'esodo dall'Egitto (Es 12,1-4). Definendo Gesù quale "agnello di Dio", il Battista proclama l'avvento di una nuova Pasqua, di una nuova liberazione, di un nuovo e definitivo esodo dall'oppressione del "peccato del mondo".
Giovanni non parla dei peccati, delle colpe dell'uomo ma del peccato del mondo, quello che ha l'origine e affonda le sue radici nel peccato di Adamo, che è il rifiuto della pienezza di vita offerta dal Padre per seguire la strada del "divisore", il menzognero che conduce alla distruzione e alla morte, perché egli è "omicida fin dal principio"(Gv 8,44).
Nessuno, eccetto Gesù, ha la forza e la potestà di togliere questo peccato, perché solo Gesù è abitato stabilmente e in pienezza dallo Spirito di Dio, Spirito che Egli comunicherà a coloro che desiderano intraprendere questo nuovo e definitivo esodo dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli, dalle tenebre della morte alla luce della vita, e tutto questo senza combattere, senza lottare, senza indire alcuna crociata: basta brillare.