sabato 1 giugno 2013

"Un cuore che ascolta - lev shomea' " - n.22 di Santino Coppolino

Rubrica
Un cuore che ascolta - lev shomea'
"Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)


Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: Lc 9,11-17




L'Eucaristia è solo il dolce Gesù che viene nel nostro cuore depositario delle nostre confidenze, che ci consola nei momenti di dolore e di angoscia? Come sarebbe riduttivo per la nostra fede e per la nostra vita; sarebbe una "Eucaristia impoverita". Che pensava Gesù quando pronunciò sul pane e sul vino quelle parole che noi cristiani ripetiamo ad ogni celebrazione Eucaristica: 
"Prendete e mangiate/bevete, fate questo in memoria di me"?
Pensava di dare se stesso all'umanità per portarla ad essere, come Lui, veramente figlia a sua immagine. Il Concilio ci ricorda che il Signore, nel mistero Pasquale, assume e libera il popolo di Dio. L'Eucaristia assume e libera il popolo di Dio per trasformare la storia umana, perché diventi una storia di salvezza, per mettere dentro la storia di ognuno di noi -storia di violenza, di inimicizia, di divisione- dinamiche di amore e pace, di giustizia e liberazione.
"Fateli sdraiare e date voi stessi da mangiare", sono due azioni che Gesù comanda di fare e che hanno un solo significato: DIVENTATE SERVI DEI VOSTRI FRATELLI.
Si è in comunione con Gesù se si diventa servitori dei fratelli, in questo cammino di liberazione e di comunione fraterna, servitori così come Lui lo è stato. Il servizio è l'unico potere concesso alla Chiesa, come ci ricorda Papa Francesco, e il grembiule è l'unico paramento sacro che siamo invitati ad indossare.
"Capite che cosa vi ho fatto" ? (Gv 14,12)
ci dice Gesù dopo aver lavato i piedi ai suoi.
Anche noi facciamo lo stesso.