venerdì 5 ottobre 2012

OREUNDICI - IL QUADERNO DI OTTOBRE 2012: RIPARTIAMO DA TREVI - "GESÙ MAESTRO DI RELAZIONE" di Arturo Paoli e L'EDITORIALE di Mario De Maio

IL QUADERNO DI OTTOBRE 2012 
RIPARTIAMO DA TREVI

GESÙ MAESTRO DI RELAZIONE
l’ideale è racchiuso nella parola “amici”
di Arturo Paoli

... Se uno legge attentamente il vangelo e si domanda: Gesù è un uomo di preghiera? La risposta è sì e no. I discepoli che lo seguono e che probabilmente si aspettavano che insegnasse loro a pregare, ad un certo punto si sentono un po’ delusi e glielo dicono:Giovanni insegna a pregare – quelli che si dichiarano profeti, maestri, inviati da Dio prima di tutto insegnano a pregare - tu che fai? Gesù allora insegna una preghiera breve ed essenziale che è il Padre nostro...
Agli apostoli insegnava come comportarsi con la gente, come comportarsi fra loro, il centro della sua azione è il regno di Dio: cercate prima il regno di Dio. Che cos’è questo regno? La relazione umana. Nelle parrocchie invece di incontrarsi unicamente per pregare sarebbe bene che si desse il primato alla relazione: come ci comportiamo fra noi? come ci dedichiamo a quei poveri vicini nostri che vivono nello stesso circondario e sono disoccupati, non sanno come tirare avanti, non hanno risorse di nessun genere? Noi dovremmo cominciare da quelli perché Gesù ha cominciato da loro, non dai sani ma dagli ammalati, che non sono solo quelli colpiti da una vera malattia, sono tutti quelli che vivono male, che non sanno come vivere, che non hanno la forza di vivere. A Gesù non interessa insegnare a pregare, non è un guru, è venuto per sistemare le relazioni umane, per insegnarci a vivere con gli altri. L’ideale è racchiuso nella parola amici: bisogna diventare amici, e agli apostoli che si domandano chi sia superiore, dice: siate amici fra voi, e li controlla quando si rende conto che c’è un po’ di mare mosso, che non c’è cordialità perfetta. Si ferma e dice: ricordatevi che siete fratelli fra voi e dovete amarvi, e per imprimere in loro l’importanza di questo, l’ultima notte della sua vita, lava i piedi a ciascun discepolo...
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L'EDITORIALE 
di Mario De Maio

Karl Rahner usava volentieri l'immagine della brace che si nasconde sotto la cenere. "Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace sotto la cenere in modo da fare rinvigorire la fiamma dell'amore? La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote, l'apparato burocratico della chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. (…) Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque. Uomini che siano vicini ai più poveri e circondati da giovani che sperimentino cose nuove. (…) Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell'istituzione."
Avete riconosciuto in questa citazione le parole che il cardinal Carlo Maria Martini ci ha lasciato, come testimone da raccogliere, nella sua ultima intervista dell'8 agosto scorso. Ci hanno talmente colpito che abbiamo ripreso l'immagine della brace sotto alla cenere nel titolo del nostro convegno invernale che faremo a Roma dal 1° al 4 novembre (in calce trovate il depliant con il programma).
In questo quaderno riportiamo alcune delle "ricchezze" che ci sono state donate nell'ultimo convegno a Trevi. Più volte ci siamo ripetuti che questo tempo di crisi è anche un tempo di maturazione di nuove forme di vita. Segni nuovi, da scoprire insieme, sono l'obiettivo della nostra attenta e comune riflessione. E' tempo di… tenerezza, passione e desiderio.
Il presente non basta a nessuno, è tempo di… ravvivare la brace che giace nel cuore di ognuno di noi. L'amore creerà futuro.


Per vedere con chiarezza
la realtà della vita
occorre salire in alto

Carlo Maria Martini

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IL PRESENTE NON BASTA A NESSUNO
la brace sotto la cenere
11° convegno invernale di spiritualità
Roma, 1 - 4 novembre 2012