lunedì 25 giugno 2012

"Il Concilio dei poveri" di mons. Luigi Bettazzi

Il Concilio dei poveri

La Chiesa dei poveri: il Concilio Vaticano II e l’attenzione agli ultimi della storia.
di Luigi Bettazzi
*Vescovo emerito di Ivrea e presidente del Centro Studi Economico-Sociali per la Pace

Uno degli argomenti che venivano sollecitati da tutti i vescovi partecipanti al Concilio Vaticano II (i “Padri conciliari”) era quello de “la Chiesa dei poveri”. Non era un tema proposto ufficialmente, anche se papa Giovani XXIII aveva in antecedenza puntualizzato che “il mistero di Cristo nella Chiesa è sempre, ma soprattutto oggi, il mistero del Cristo nei poveri, poiché la Chiesa è sì Chiesa di tutti, ma soprattutto Chiesa dei poveri”. 
È vero che, nella storia, la Chiesa è sempre stata “per i poveri”, quasi che i poveri fossero i beneficiari esterni di una Chiesa che non è loro. E, invece, si indicava ora che i poveri devono sentirsi non “oggetto” della carità della Chiesa, ma “soggetto” della Chiesa stessa, parte attiva nella costituzione della mentalità e dell’operatività. E questo anche sul piano ecclesiale, dato che l’organizzazione della Chiesa universale, sia sul piano dell’elaborazione delle dottrine come sul piano delle strutture operative, appariva tutta in mano all’Europa, con l’annessione del Nord America, riducendo gli altri territori – il cosiddetto Terzo Mondo – a beneficiari della Chiesa del Primo Mondo. 

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