sabato 10 settembre 2011

Enzo Bianchi e la comunità di Bose nel dossier del mese di Settembre di “Jesus”

L’ultimo numero del mensile dei paolini “Jesus” ha dedicato la copertina e un trionfale dossier di 33 pagine alla comunità di Bose e al suo fondatore e priore Enzo Bianchi.
Nei rilanci che il dossier ha avuto sui media, la maggiore evidenza è stata data a un lamento che Bianchi canta e ricanta da anni: sull’afonia del laicato.
In politica e nella Chiesa, dice, i laici “è come se non ci fossero più”, perché “la voce che spettava loro l’hanno assunta alcuni vescovi”

Il priore di Bose fa il punto sulla vita della sua Comunità: «È diventata una realtà più grande di quella che pensavo». Sulla vita religiosa: «Oggi è più difficile la perseveranza che non la vocazione». E sulla Chiesa: «Ho vissuto la falsità sulla mia pelle». Ma resta sereno: «Il Signore mi ha mandato tanta gente in gamba. Posso tornare alla mia solitudine».

A quarant'anni dalla sua nascita ufficiale, la Comunità monastica di Bose è cresciuta e si è consolidata. Ma senza perdere lo spirito profetico e la radicalità evangelica degli inizi.


Tra i tanti nostri post precedenti sulla comunità di Bose riproponiamo:

Bose, ovvero la pratica della bellezza