martedì 17 maggio 2011

"Ave Mary. E la chiesa inventò la donna" di Michela Murgia

... In questo fervore di scrittura femminile molto terrena, che chiama in causa i poteri contemporanei, la politica, la televisione, la pubblicità, le escort e le ministre col tacco a spillo, appare finalmente il personaggio più inaspettato, umano e celestiale, antico ed eterno, celebre e sconosciuto, mitico ed universale, da imitare e inimitabile: la Madonna, Maria di Nazareth, per Michela Murgia semplicemente Mary: Ave Mary, come si intitola il suo nuovo libro, sottotitolo "E la chiesa inventò la donna"...

... Con sguardo critico ma non impietosamente giudicante, evidenzia deficit e ritardi nella valorizzazione femminile in "casa cattolica", raccontando di aver «patito spesso rappresentazioni limitate e fuorvianti di me come donna, il più delle volte contrabbandate attraverso altrettante povere interpretazioni della complessa figura di Maria di Nazareth. Ho sofferto quando le ho riconosciute nel magistero dei papi, ma ancora di più quando le ho viste passare sotto traccia nella pastorale comune, nella preghiera popolare, nell’arte visiva e nella musica religiosa»...

Promette bene l’ultimo libro di Michela Murgia, Ave Mary, che rilegge la figura di Maria nella tradizione cattolica rovesciando molti luoghi comuni che ne hanno pietrificato l’icona secondo un’immaginario molto più maschile (e clericale) di quanto fosse plausibile.
Leggi tutto: Risvegli (nell'articolo anche il link al video con l'intervista di Fabio Fazio a Michela Murgia a "Che tempo che fa" dell'8 maggio e quello all'articolo «Le donne della "spazzadora"» di Vittorio Cristelli)