giovedì 1 ottobre 2026

VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALL'UNESCO (25-28 SETTEMBRE 2026) - lunedì 28 (pomeriggio) - Leone XIV: Il futuro dell’Europa non è uniformità, ma armonia delle differenze - Leone XIV lascia Metz e la Francia, concluso il quinto viaggio apostolico (cronaca/commento, testi e video)

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)

25-28 SETTEMBRE 2026

********

Lunedì, 28 settembre 2026
(pomeriggio)

METZ - ROMA 

16:00 SANTA MESSA presso la Cattedrale di Santo Stefano
18:30 CERIMONIA DI CONGEDO presso l’Aeroporto internazionale di “Metz-Nancy-Lorraine
19:00 Partenza in aereo dall’Aeroporto internazionale di “Metz-Nancy-Lorraine”
20:50 Arrivo all'Aeroporto Internazionale di Roma/Fiumicino

********


* SANTA MESSA

Dopo essersi congedato dalla Casa Vescovile di Metz, alle ore 15.00, il Santo Padre Leone XIV si è trasferito in auto alla Cattedrale di Santo Stefano per la Santa Messa per la pace e la giustizia. Al Suo arrivo, alle ore 15.32, ha compiuto un giro in auto scoperta tra i fedeli.


Successivamente, è entrato in Cattedrale per un breve momento di preghiera silenziosa davanti al Santissimo. Quindi, alle ore 16.04, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica. Dopo i Riti di Introduzione e la Liturgia della Parola, il Santo Padre ha pronunciato l’Omelia.

Al termine, prima della benedizione finale, l’Arcivescovo-Vescovo di Metz, S.E. Monsignor Philippe Ballot, ha rivolto al Papa alcune parole di ringraziamento e consegnato dei doni.

Successivamente, alle ore 15:52, il Papa si è trasferito in auto all’Aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine per la cerimonia di congedo dalla Francia.

********

Il Papa: il futuro dell’Europa non è uniformità,
ma armonia delle differenze

Nell’ultimo giorno del suo viaggio apostolico in Francia, il Papa presiede, questo pomeriggio 28 settembre, la Messa nella cattedrale di Santo Stefano a Metz. Nell’omelia ricorda il contributo del monachesimo e della Regola dei Canonici di san Crodegango di Metz nella costruzione di quei “fondamenti morali del mondo in cui viviamo”, come “il carattere sacro e inviolabile della vita umana”, la cura dei poveri e l’accoglienza degli stranieri


Guardare all’origine, per ritrovare la via del futuro. Da un lato, i principi morali e politici che hanno ispirato lo statista francese, il venerabile Robert Schuman, che studiò e lavorò a Metz, a sognare un’Europa riconciliata e integrata. Dall’altro, il patrimonio spirituale custodito dal monachesimo e dalla Regola dei Canonici di san Crodegango. Proprio qui, a Metz, in questa cittadina del nord-est della Francia, è opportuno puntare lo sguardo per ritrovare le radici e i valori fondativi del Vecchio Continente, feriti “da nuove divisioni e da nuovi conflitti”. Nell’omelia della Messa che presiede, questo pomeriggio 28 settembre, nella cattedrale gotica di santo Stefano a Metz, ultimo atto del suo viaggio apostolico in Francia, Leone XIV invita a non temere le differenze e a confidare che "storie e culture diverse" possano dare vita ad "un unico e meraviglioso mosaico di pace".

Da lì ci sono stati trasmessi i fondamenti morali del mondo in cui viviamo: principi quali il primato della persona e il carattere sacro e inviolabile della vita umana, in tutte le sue fasi e in ogni circostanza; la tutela della libertà degli individui; l’importanza primaria della famiglia come fondamento della società; l’attenzione verso i poveri e i più bisognosi; l’accoglienza dello straniero, il rispetto degli anziani.

Leone XIV giunge in papamobile nella cattedrale di Santo Stefano a Metz. (@Vatican Media)

In una città simbolo

Il Papa giunge in papamobile, attorno alle 15.30, sul sagrato della cattedrale di Metz, Saint-Étienne, la cui costruzione fu ordinata intorno al 1120 dal vescovo Conrad de Scharfenberg, dopo aver ricevuto lungo le strade l'intenso abbraccio delle migliaia di fedeli, festanti dietro le transenne. Una breve sosta di preghiera e di adorazione in ginocchio al Santissimo Sacramento. Poi stringe la mano ad Emmanuel Macron, presidente della Repubblica Francese, che partecipa alla celebrazione eucaristica, alla moglie Brigitte e ad altre autorità civili. Sono circa 35 mila - secondo le autorità locali - i fedeli distribuiti nella cattedrale, nelle strade e nelle aree limitrofe, che assistono alla Messa.

Leone XIV benedice i fedeli entrando in cattedrale. (@Vatican Media)

Diritto, pace e giustizia

Le Letture proclamate poco prima in lingua francese, sottolinea il Papa, aiutano a ritrovare la via del diritto, della giustizia e della pace. Il profeta Isaia ricorre a tre immagini: “il deserto, il giardino e la casa”. Il deserto “ci ricorda l’importanza dell’essenzialità e della semplicità”: qui, nella “sobrietà” e nel “silenzio”, si impara ad “attribuire il giusto valore alle cose” e ci formiamo “al contempo alla rinuncia e al sacrificio”. La seconda immagine è quella del giardino, un luogo dove regna la “giustizia” e la “bellezza”. Grazie all’acqua la vita fiorisce, simbolo della vita retta. La terza ed ultima immagine è quella della casa, “luogo di pace”. Se nel deserto e nel “giardino prevale l’azione di Dio, che fa germogliare e crescere”, la casa “richiede invece un contributo più diretto e più importante da parte dell’uomo”.

Così la pace, che è dono di Dio, richiede una risposta da parte degli uomini, in uno sforzo condiviso. Del resto, più che una semplice costruzione di pietre, la casa è un luogo di presenza umana e di amore.

La Parola del profeta, argomenta ancora il Pontefice, “ci ricorda come, in un mondo segnato dal limite, la concordia si costruisce solo nella carità, che sa condividere gioie e dolori, incoraggiare e perdonare, senza calcoli né limiti, come in una famiglia”.

Un momento dell'omelia di Leone XIV nella cattedrale di Metz. (@Vatican Media)

La forza della riconciliazione

Il Nuovo Testamento parla negli stessi termini. Nel Vangelo, Gesù che invita a “porgere l’altra guancia”, “ci insegna come trasformare il deserto in un’oasi, come piantare giardini e costruire case”, indica la via “che passa attraverso il perdono, la misericordia e la magnanimità”. Un insegnamento imprescindibile, specie nel mondo di oggi, in cui “assistiamo a tanta violenza, manipolazione e arroganza”. Proprio la storia contemporanea, aggiunge il Vescovo di Roma, dimostra che le parole disarmanti di Gesù, apparentemente pervase di debolezza e senso di resa, rappresentano invece l’unica via verso la riconciliazione.

Basta "guardarsi intorno", invita il Papa, e chiedersi "cosa producono, nel mondo e in noi stessi, atteggiamenti come la vendetta, la rivalsa e il futuro?". Quale futuro lasciano all'umanità, domanda ancora retoricamente il Pontefice, le "relazioni e i sistemi permeati dalle logiche spietate che derivano da questi atteggiamenti'?".

Voi che siete i figli di questa terra, lacerata in passato da conflitti fratricidi, sapete bene che non è vero che chi si vendica è più forte di chi perdona. Non è vero che chi non cede è più forte di chi cerca la riconciliazione.

Una lezione che proprio la storia della cittadina di Metz, geograficamente collocata a pochi chilometri dal confine con la Germania, ricorda plasticamente.

Metz e la Mosella testimoniano al mondo intero che la riconciliazione è possibile solo quando si ha il coraggio di spezzare la catena del risentimento. Ci vogliono forza e grande equilibrio per non lasciarsi sopraffare dal male, soprattutto quando le ferite subite sono profonde.

La navata centrale della cattedrale di Metz. (@Vatican Media)

Riconoscere e rispettare l'altro

Inizialmente francese, la città di Metz dopo la guerra franco-prussiana del 1870-71, fu annessa all'Impero tedesco. Tornò alla Francia nel 1918, per essere nuovamente riannessa durante la Seconda guerra mondiale, nel 1940, dalla Germania nazista. Fu liberata infine dalle forze americane nel novembre 1944. Dopo la grande Guerra, Robert Schuman divenne uno dei principali registi del riavvicinamento tra Francia e Germania e della costruzione dell’Europa.

Di fronte all’ingiustizia, commenta il Papa, l’”unica via di salvezza per l’uomo è l’amore”, ossia “dare fiducia a prescindere dalle circostanze”.

Il Pontefice cita il De civitate Dei di sant’Agostino, testo in cui il Vescovo di Ippona afferma che la pace tra gli uomini e “frutto di una tranquillitas ordinis”, ossia una situazione “in cui ciascuno riconosce e rispetta nell’altro una dignità e un ruolo unici e sacri”.

Qui a Metz, è bene ricordare che sono proprio questi i valori su cui si è costruita, nel corso dei secoli, l’Europa che conosciamo, con il suo patrimonio spirituale e morale, ancor prima che economico e politico.

Il Papa alza le Sacre Scritture. Sullo sfondo le vetrate della cattedrale gotica di Metz. (@Vatican Media)

Le radici dell'Europa

Anche san Giovanni Paolo II ricordava nell’Atto europeistico di Santiago di Compostela nel 1982 che l’Europa affonda le sue radici “nella vita e nell’opera di uomini e donne che hanno vissuto, predicato e condiviso gli insegnamenti del Vangelo”.

Ne sono testimonianza il grande contributo spirituale, culturale, e persino agricolo e artigianale che il monachesimo ha apportato alla storia del Continente, nonché l’opera di santi come il grande Crodegango, instancabile Pastore di questa comunità, che proprio qui, nella Regola dei canonici, ha dato una forma visibile alla comunione ecclesiale.

Da qui l’incarico di Leone XIV alla Chiesa locale di continuare a conservare "l’eredità unica di un dialogo fecondo tra società civile e fede” e di offrire al mondo il modello di un “laboratorio vivente di questa fedeltà”.

Le vetrate della cattedrale, ricoprendo una superficie di ben 6.500 metri quadrati, rappresentano la più vasta opera di vetreria gotica d’Europa. (@Vatican Media)

Armonia delle differenze, non uniformità

Come le finestre della cattedrale di Metz – con i suoi 6.500 metri quadrati di vetrate – lasciano filtrare la luce attraverso la policromia e il polimorfismo delle diverse tessere piombate, anche Dio “non cancella le specificità, ma unisce storie e culture diverse in un unico meraviglioso mosaico di pace, necessario alla nostra epoca, lacerata da nuove divisioni e da nuovi conflitti”.

Contemplando queste vetrate, impariamo che il futuro dell’Europa non risiede nell’uniformità, ma nell’armonia delle differenze, dove la ferita del passato diventa una fessura che lascia filtrare luce.

Una dialettica tra diversità e identità che esaurisce anche il senso “della nostra identità di Chiesa”, che utilizza diverse strutture in diverse parti del mondo, ma sempre per annunciare al mondo l’unica luce del Vangelo. Al termine della sua omelia e “al termine del mio viaggio in Francia”, Leone XIV esprime l’augurio che la comunità di Metz sia, “oggi più che mai”, un “faro di speranza per questo Paese, per l’Europa e per il mondo”.

Anche la preghiera dei fedeli esprime l'auspicio che "l'Europa, che è stata arricchita dall'annuncio cristiano, ritrovi le sue radici spirituali e riceva un nuovo slancio di fede anche sull'esempio dei suoi santi". A questo fine è necessario, prosegue la Preghiera universale", che "i responsabili delle nazioni, che sono al servizio dei cittadini, siano i costruttori di un vero spirito di fraternità e di giustizia e i promotori della riconciliazione".

Il Papa ascolta il saluto di benvenuto dell'arcivescovo-vescovo di Metz, monsignor Philippe Ballot. (@Vatican Media)

Il saluto di benvenuto dell'arcivescovo Ballot

Alla fine della celebrazione, l'arcivescovo-vescovo di Metz, monsignor Philippe Ballot, saluta il Papa con l'augurio che quanto avvenuto storicamente a Metz, con la riconciliazione degli antichi nemici, possa replicarsi in tutto il Continente e ovunque ci siamo conflitti e guerre. "Lei ci ha confortati lungo questo cammino - dice di fronte al Pontefice - la pace nasce sempre nei cuori, donata da Cristo risorto che ci rinnova. L’opera di Dio si compie così. Dio ci invita a unirci ad essa. Sostenuti dai suoi incoraggiamenti, illuminati dalla sua parola, essi continueranno a creare ponti e non muri, facendo delle frontiere luoghi di incontro. Là dove, oggi, ci sono conflitti, la speranza di vedere i nemici parlarsi e diventare amici non è un’illusione perché si è concretizzata qui. Come ha auspicato il cardinale Jean‑Marc Aveline ricordando il Mediterraneo, anche noi, là dove siamo, vogliamo partecipare al suo futuro, farlo diventare il mare della fraternità".

Subito dopo, il tradizionale scambio di doni. Il Papa riceve un modellino della cattedrale di Metz, un'icona stilizzata di Robert Schuman, un set con bottiglia e coppa. L'arcivescovo Ballot riceve un calice per la celebrazione dell'eucaristia.

Uno dei doni della Chiesa di Metz a Papa Leone XIV (@Vatican Media)
(fonte: Vatican News, articolo di Daniele Piccini 28/09/2026)

********

********

* CERIMONIA DI CONGEDO

Alle ore 18.40 Papa Leone XIV è arrivato all’Aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine per la Cerimonia di congedo dalla Francia.

Al Suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron.

Dopo aver salutato le rispettive Delegazioni, il Santo Padre è salito a bordo di un A321 Air France e, alle ore 19.33, è partito alla volta di Roma.
L’arrivo all’Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino è previsto alle ore 20.50.

********

Leone XIV lascia Metz e la Francia,
concluso il quinto viaggio apostolico

Salutato dal presidente Macron all’aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine, Leone XIV è partito alle 19.33 e ora è in volo verso Roma-Fiumicino, dove l’arrivo è previsto intorno alle 21.20. Nell’Air France A321 è prevista la tradizionale conferenza stampa nella quale il Pontefice risponde alle domande di alcuni degli 80 giornalisti al seguito. Tutte le tappe della sua uquarta e ultima giornata nel Paese transalpino.


Leone XIV ha lasciato la Francia dall’aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine, sul volo Air France A321, alle 19.33 e l’arrivo a Roma, dopo 1.075 chilometri e un’ora e 50 minuti di volo, è previsto intorno alle 21.20. In volo è prevista la tradizionale conferenza stampa di bilancio del quinto viaggio apostolico del Papa statunitense, che si conclude all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma-Fiumicino. Atterrato nella capitale, il Pontefice farà ritorno in Vaticano, nel Palazzo apostolico, e non si trasferirà, come fa di solità il lunedì sera, a Castel Gandolfo.

Il colloquio di Papa Leone XIV con il presidente Macron nell'aeroporto di Metz, prima del congedo (@Vatican Media)

Il congedo dalla Francia con Macron

Allo scalo di Metz il Pontefice è stato accolto e salutato dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Dopo uno scambio di battute sulla bellezza della cattedrale gotica della città, catturato dalle telecamere della diretta tv, il Papa e il presidente hanno avuto un colloquio privato di circa 30 minuti, non previsto dal programma, all'interno dell'aeroporto, che ha inevitabilmente fatto slittare l'orario del decollo. Insieme hanno poi partecipato alla cerimonia di congedo, con gli inni, gli onori militari e il saluto delle rispettive delegazioni ufficiali. Macron ha infine accompagnato, con la moglie Brigitte, il suo ospite fino ai piedi della scaletta per un ultimo, cordiale saluto.

Il saluto del presidente francese Macron al Papa, ai piedi della scaletta dell'aereo Air-France che lo riporterà a Roma (@Vatican Media)

La quarta e ultima giornata del viaggio del Papa

La quarta e ultima giornata di Papa Leone in Francia, dopo l’arrivo da Lourdes, è stata segnata da tre appuntamenti ufficiali a Metz, citta di frontiera a 55 chilometri dal confine col Lussemburgo, a lungo contesa il passato tra Francia e Germania, e passata definitivamente sotto il controllo francese solo nel 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Prima tappa, l’incontro interreligioso

Prima l’incontro interreligioso nel Centro Congressi Robert Schuman di Metz, l'incontro interreligioso, nel quale Leone XIV ha ricordato che è profanazione invocare il nome di Dio per legittimare la violenza, e ricordato che "La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana".

L’evento in ricordo di Schuman

Poi, nello stesso Centro Congressi dedicato ad uno dei padri fondatori dell'Unione europea, il Papa ha presieduto l’evento “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” e denunciato l’“inutile strage” che miete ogni giorno innumerevoli vittime, invocando “coraggio nella negoziazione” ed esortato a “sforzi creativi per la pace mondiale”.

La Messa nella cattedrale di Santo Stefano

Infine, nel pomeriggio, la Messa nella splendida cattedrale gotica di Santo Stefano a Metz, ultimo appuntamento del suo viaggio. Nell’omelia, Leone XIV ha ricordato il contributo del monachesimo e della Regola dei Canonici di san Crodegango di Metz nella costruzione di quei “fondamenti morali del mondo in cui viviamo”, come “il carattere sacro e inviolabile della vita umana”, la cura dei poveri e l’accoglienza degli stranieri. E sottolineato che il futuro dell’Europa non è nell'uniformità, ma nell'armonia delle differenze. Nel ringraziamento a braccio alla fine della celebrazione, il Pontefice ha invitato a continuare "a camminare insieme, uniti nella Santa Madre Chiesa, per la gloria di Dio e al servizio del suo Regno di amore, giustizia e pace".
(fonte: Vatican News 28/09/2026)

********

Guarda il video

********

Vedi anche il post precedente (all'interno altri link):