martedì 6 ottobre 2026

Francesco di Tonio Dell'Olio

Francesco 
di Tonio Dell'Olio




Non è facile comprendere Francesco d’Assisi. Anche perché non basta la sola intelligenza a intuirne almeno la forza, la grandezza e il senso. Bisogna impegnare i cinque sensi, il baule dei sentimenti, tutto il cuore dell’uomo, ovvero dell’umanità. Ed è vero pure che lo si capisce solo a metà se non si ospita lo stesso riferimento a Cristo di cui egli stesso fa il centro di gravità permanente di vita.

Non lo si capisce se non si intende il senso della paupertas e della minoritas che sono fonte di una libertà che non conosce uguali nel lungo solco della storia. 
È la condizione che gli permette un cuore perfettamente riconciliato con il cielo e con la terra, con gli uccelli e con i lupi. E, alla fine, ci rendiamo conto che ciò che riusciamo forse a intuire, lui l’ha vissuto, accolto, incarnato. Lo si capisce solo a metà se non ci si inzuppa di vangelo sine glossa che dice di evitare annacquamenti, diluizioni rassicuranti per consegnarvici senza riserve. È questo il terreno buono, l’humus che partorisce la humilitas, che a sua volta genera la pace e la sua costruzione, la giustizia e la sua esigenza, la solidarietà come seme di umanità, la fraternità segno di un mondo nuovo. Ma forse abbiamo già impegnato troppe parole, troppa “glossa”, per dispiegare una vita da contemplare e accogliere.

(Fonte: "Mosaico dei giorni" - 06.10.2026)