domenica 20 settembre 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 46 - 2025/2026 - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A

Vangelo:
Mt 20,1-16

Attraverso questa parabola Gesù rivela come tutto ciò che siamo e abbiamo è puro dono di Grazia elargito a quanti sono chiamati dal Padre a lavorare nel e per il Regno, sia a quelli che faticano dalla prima ora, come a chi ha lavorato un'ora soltanto. «La parabola è un Vangelo in nuce, molto simile al capitolo 15 del Vangelo di Luca» (cit.). Essa è in netto contrasto con l'etica del merito e accentua la gratuità del Padre che eccede ogni nostra possibile pretesa. La ricompensa, che è l'amore gratuito del Padre, è per tutti, un amore che non è possibile guadagnare col proprio lavoro perché è pura gratuità. Se non riusciamo a comprendere questo, rischiamo di preferire il dono a Colui che ce lo dona, ci serviamo di Dio per ottenere qualcosa che amiamo più di Lui. Amiamo il Signore non per se stesso, ma per la ricompensa. L'amore di Dio non è da guadagnare, tanto meno da meritare (l'amore meritato è meretricio), ma da accogliere e condividere con tutti. Se ne facciamo oggetto di guadagno o di merito, lo trasformiamo in possesso che ci allontana dalle logiche del Regno. «Come il fratello maggiore che non vuole entrare a prendere parte al banchetto, perché preferisce rimanere con i suoi meriti piuttosto che con il Padre e con il fratello» (cit.). Ci rifiutiamo di accettare che Dio sia Dio, lo vorremmo a nostra immagine e somiglianza, un piedistallo per il nostro orgoglio. Sappiamo bene, invece, che la salvezza non viene dalle opere, ma siamo salvati per Grazia, chiamati ad essere «benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandoci a vicenda come anche Dio, in Cristo, ha perdonato noi» (Ef 4,32).