Tonio Dell'Olio
La profezia di cui abbiamo bisogno
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 3 settembre 2026
Leggo su Avvenire l’articolo di Marco Moroni e mi riconosco nella sua gratitudine. Anche i nomi coincidono: Enzo Bianchi, Angelo Casati, Carlo Maria Martini, David Maria Turoldo, Tonino Bello, Luigi Bettazzi, Hélder Câmara. E poi Alex Langer, Pepe Mujica, Pier Paolo Pasolini.
Voci diverse, pagine entrate in silenzio nella mia vita. Hanno trovato posto tra le domande, corretto lo sguardo, dato parole a intuizioni ancora senza voce. A volte mi accorgo di pensare con un pensiero ricevuto da loro, di leggere il Vangelo attraverso uno spiraglio che hanno aperto. E nella vita di tanti è accaduto lo stesso. Ci scommetto!
Noi siamo solo debitori. Anche quando abbiamo dimenticato da quale pagina sia arrivata quella luce. La loro profezia ci ha insegnato a cercare Dio nelle ferite della storia, a riconoscere nei poveri dei maestri, a credere nella pace quando sembrava un’ingenuità o un’utopia. Ci ha consegnato una fede capace di domande e una Chiesa da amare anche chiedendole di cambiare. E ora la gratitudine ci chiede qualcosa. Quel buon seme è affidato anche alla terra delle nostre scelte, alla cura delle relazioni, al coraggio di prendere parola e posizione.
Rileggere le loro pagine serve se ci aiuta a scriverne altre con la vita. Perché il seme non vada perduto, perché trovi mani disposte a seminarlo ancora e generi vita nuova. Anzi, nuova profezia.
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Enzo Bianchi e don Angelo Casati: il vuoto, la tristezza. E la gratitudine
