mercoledì 2 settembre 2026

Non è troppo tardi per una profonda conversione ecologica


Non è troppo tardi
per una profonda
conversione ecologica


«Non è ancora troppo tardi»: lo ha detto Leone XIV auspicando «una profonda conversione» ecologica, quella necessaria affinché ciò che è stato usato per la distruzione sia reindirizzato verso «la salvaguardia del creato».

L’appello del Pontefice è riecheggiato nel tardo pomeriggio di ieri, durante la celebrazione della messa per la custodia della Creazione svoltasi presso il Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo.

Nella Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, il Vescovo di Roma ha quindi esortato a porre «in “modalità silenziosa” tutti i rumori delle opere umane per ascoltare la voce melodiosa della creazione, in cui Dio, Autore di ogni cosa, ci parla». Questo esercizio contemplativo, infatti, costituisce un primo passo verso «un’autentica conversione ecologica». Perché è dalla presa di coscienza di mancanze ed errori che nasce «un impegno rinnovato a restaurare le relazioni tra le creature secondo la volontà del loro Artefice».

La Giornata di ieri ha dato inizio al “Tempo del creato”, ovvero cinque settimane dedicate alla preghiera e all’impegno nella cura della Casa comune, nella consapevolezza — ha rimarcato il Papa — di una «responsabilità personale e collettiva nella custodia dell’armonia originale». Tale periodo si concluderà il 4 ottobre, in coincidenza con l’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi. Sull’esempio del Poverello, dunque, Leone XIV ha chiamato alla promozione di «quella fratellanza universale che è inseparabilmente unita» alla tutela della creazione.

Al termine del rito, il Papa è rientrato in automobile in Vaticano.

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(fonte: L'Osservatore Romano 02/08/2026)