lunedì 31 agosto 2026

ANGELUS 30/08/2026 - Leone XIV: accettare le vie di Dio anche quando non corrispondono alle nostre attese

ANGELUS

Piazza della Libertà (Castel Gandolfo)
Domenica, 30 agosto 2026

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Leone XIV: accettare le vie di Dio anche quando non corrispondono alle nostre attese

All’Angelus da Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, il Papa mette in guardia dalla tentazione di pensare che il Signore sbagli o si disinteressi del suo popolo. Nella confusione di circostanze fuori dalle proprie aspettative, incoraggia a seguire l’esempio di Pietro: non interrompere il dialogo, ma mettersi in docile ascolto. “La grandezza del Primo degli Apostoli”, afferma il Pontefice, “si manifesta anche in questo”


Il Papa tra i fedeli (@Vatican Media)

“Sì, credo che tu sei il Messia, ma non è così che si salva il mondo”. Una professione di fede a metà, incompleta, quella che idealmente – dopo la prima, “bellissima” – pronuncia Pietro a Gesù, manifestando il suo dissenso dopo che il Signore svela ai discepoli il Mistero della sua Pasqua. Un’affermazione in cui è facile cadere di primo impulso, specialmente quando le vie di Dio appaiono incomprensibili, diverse da quelle prefigurate. L’invito è a non interrompere il dialogo, ma a mettersi docilmente in ascolto, manifestando con fiducia anche la propria difficoltà di comprensione. In questo sta la “grandezza del Primo degli Apostoli” secondo il suo successore, Papa Leone XIV, che questa mattina, 30 agosto, pronuncia la catechesi dell’Angelus da Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, dove ieri ha presieduto la Messa e partecipato alla processione della Madonna del Lago.

Un Messia diverso dalle aspettative

È ancora di fermento l'atmosfera nel cuore del piccolo comune laziale, che i pellegrini riempiono agitando bandiere e ventagli. La riflessione che il Pontefice offre loro si focalizza sulla rivelazione di Gesù, che annuncia ai discepoli il suo destino di sofferenza a Gerusalemme che lo condurrà alla morte e alla resurrezione. Affermazioni ben lontane dalle attese di un Messia “trionfatore e potente”, che nelle idee dei discepoli avrebbe dovuto “sconfiggere e calpestare” i nemici. Già i gesti e le parole del Signore avevano creato scalpore, ma quest’ultimo messaggio “va davvero oltre ogni previsione”, portando Pietro a esclamare: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”.

Opporsi alla tentazione di un Dio disinteressato

Un’inversione repentina rispetto al precedente riconoscimento di Gesù come “il figlio del Dio vivente”. Sorpreso e deluso dalle parole del Signore, Pietro sembra ritrattare le sue parole in un’ideale professione che il Pontefice così riformula:

“Sì, credo che tu sei il Messia, ma non è così che si salva il mondo”.

Un moto di zelo, animato da “amore sincero”, ma che porta a una riflessione profonda:

Anche per noi, infatti, non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre. Allora la tentazione è di pensare, contro ogni logica di fede, che sia il Signore a sbagliare, o peggio ancora a non ascoltarci o a non interessarsi di noi.

Mettersi in ascolto senza giudicare

Di fronte a questa incertezza, e pur nella sua impulsività, il Primo degli Apostoli insegna due cose importanti, secondo il Papa. La prima, è il non avere interrotto il dialogo con Dio. Pratica che Leone XIV invita a perseguire anche manifestando la propria difficoltà nel comprendere ciò che il Signore chiede.

La seconda, è di non giudicare mai l’operare di Dio, ma piuttosto di metterci in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che ci sta rivelando attraverso il suo agire, anche quando non corrisponde alle nostre attese. E la grandezza del Primo degli Apostoli si manifesta anche in questo.

Una fede umile e sincera

Alle parole dure di Pietro, Gesù replica con un’affermazione altrettanto forte: “Va’ dietro a me, Satana!”, spiegando poi che per calcare le sue orme è necessario rinnegare sé stessi, imbracciando la propria croce. E Pietro lo farà, accettando la sfida e rimanendo fedele al Cristo riconosciuto come Redentore, fino al martirio.

Chiediamo allora al Signore di avere anche noi, nella nostra vita di fede e nella nostra preghiera, la stessa sincerità di Pietro, nel dirgli umilmente ciò che davvero sentiamo, anche quando il cuore è confuso, e al tempo stesso di saper coltivare la sua stessa docilità, nell’accettare ciò che ci chiede al di là delle nostre attese.

Una vista di Piazza della Libertà (@Vatican Media)
(fonte: Vatican News, articolo di Edoardo Giribaldi 30/08/2028)

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PAPA LEONE XIV


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona domenica!

Oggi il Vangelo ci parla di Gesù che svela ai discepoli il Mistero della sua Pasqua imminente: il Messia – dice – dovrà «andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno» (Mt 16,21).

Ciò che afferma è molto lontano dalle loro attese di un Messia trionfatore e potente, con il cui aiuto sconfiggere e calpestare i nemici (cfr Sal 108,14). Già avevano avuto modo, nel tempo trascorso con Lui, di stupirsi di tanti suoi gesti e parole. Quest’ultimo messaggio, però, va davvero oltre ogni previsione. In particolare, Pietro manifesta il suo dissenso e rimprovera Gesù, dicendogli: «“Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”» (v. 22).

Poco prima ha riconosciuto in Lui «il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (v. 16). Ora, invece, sorpreso e forse deluso da ciò che sente, in contrasto con la bellissima professione di fede che ha appena fatto, lo rimprovera. Sembra dirgli: “sì, credo che tu sei il Messia, ma non è così che si salva il mondo”. Il suo è un moto di zelo, certamente animato da amore sincero, e nondimeno ci fa riflettere.

Anche per noi, infatti, non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre. Allora la tentazione è di pensare, contro ogni logica di fede, che sia il Signore a sbagliare, o peggio ancora a non ascoltarci o a non interessarsi di noi. Di fronte a questa incertezza Pietro, pur nella sua impulsività, ci insegna due cose importanti.

La prima è di non interrompere mai, nemmeno in questi momenti, il dialogo con il Signore, anzi di manifestargli con fiducia anche la nostra difficoltà a comprendere ciò che ci chiede.

La seconda, però, è di non giudicare mai l’operare di Dio, ma piuttosto di metterci in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che ci sta rivelando attraverso il suo agire, anche quando non corrisponde alle nostre attese.

E la grandezza del Primo degli Apostoli si manifesta anche in questo.

Gesù gli risponde: «Va’ dietro a me, Satana!» (v. 23), e spiega a lui e agli altri discepoli che, per calcare le sue orme, dovranno rinnegare sé stessi, prendere la loro croce e seguirlo (cfr v. 24). Pietro lo farà: dopo averlo ascoltato, accetterà la sfida e rimarrà fedele alle parole del Cristo, che ha riconosciuto come suo Redentore, per tutta l’esistenza, fino al martirio.

Chiediamo allora al Signore di avere anche noi, nella nostra vita di fede e nella nostra preghiera, la stessa sincerità di Pietro, nel dirgli umilmente ciò che davvero sentiamo, anche quando il cuore è confuso, e al tempo stesso di saper coltivare la sua stessa docilità, nell’accettare ciò che ci chiede al di là delle nostre attese.

Ci aiuti Maria, che è stata obbediente ai disegni di Dio fin sotto la Croce del suo Figlio Gesù.

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

da Haiti giungono notizie drammatiche del grave massacro perpetrato a Kenscoff, nel quale hanno perso la vita numerose persone mentre altre sono sequestrate. Esprimo la mia vicinanza orante alle vittime e ai loro familiari e chiedo che vengano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi. Rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili affinché si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza.

Assicuro la mia preghiera ai colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet. Preghiamo per chi ha perso la vita, per i feriti e i dispersi, per le famiglie, per i soccorritori. Possa la sollecitudine di tutti contribuire ad alleviare le sofferenze e a recare gli aiuti necessari alla popolazione.

Continuiamo a pregare per la pace. Sant’Agostino, la cui memoria abbiamo celebrato in questi giorni, diceva che «la pace […] è simile al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli mentre lo spezzavano e lo distribuivano» (Sermo 357, 2). Possano aumentare nel mondo quanti con coraggio spezzano e distribuiscono il pane della pace, superando le divisioni, promuovendo la giustizia, praticando il perdono, per il bene di tutti.

On Tuesday, we celebrate the World Day of Prayer for the Care of Creation. This marks the beginning of the Season of Creation – observed by Christians of various denominations – whose theme this year is “Living Water.” As I recalled in the Message for this Day, caring for our common home calls for a conversion of heart, so that what has been used to bring about destruction may instead be directed toward life. I invite everyone to join in prayer and action, that we may become channels of the living water of God’s peace, refreshing our wounded world.

[Martedì celebriamo la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Essa segna l’inizio del “Tempo del Creato” – osservato dai cristiani di diverse Confessioni – il cui tema quest’anno è “Acqua viva”. Come ho ricordato nel Messaggio per questa Giornata, la cura della nostra “casa comune” richiede una conversione del cuore, affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita. Invito tutti a unirsi, in preghiera e azione, affinché possiamo farci canali di acqua viva della pace di Dio, dona ristoro al nostro mondo ferito].

Saluto tutti voi, fedeli di Castel Gandolfo e pellegrini di vari Paesi! In particolare do il benvenuto ai partecipanti alla manifestazione benefica “Run to Rome”, ai giovani che hanno vissuto il cammino della Via Lucis itinerante, al gruppo dei Devoti della Madonna dei Miracoli di Corbetta e ai motociclisti presenti per il loro tradizionale incontro annuale.

Ringrazio le Forze dell’Ordine e quanti hanno contribuito al mio soggiorno estivo qui a Castel Gandolfo, come pure al servizio a tutela della sicurezza durante gli incontri con i pellegrini. Tante grazie!

Invio il mio cordiale saluto ai fedeli che seguono l’Angelus da Piazza San Pietro.

E a tutti auguro una buona domenica!