lunedì 24 agosto 2026

ANGELUS 23/08/2026 - Leone XIV: la fede non è abitudine o "sentito dire" ma risposta personale a Dio

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 23 agosto 2026


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Leone XIV: la fede non è abitudine o "sentito dire"
ma risposta personale a Dio

All’Angelus in Piazza San Pietro, il Papa esorta a non chiudersi in convinzioni e sicurezze religiose. La chiamata di Gesù, infatti, “non ci è data una volta per tutte”, ma deve essere rinnovata e approfondita perché si rimanga coerenti con quanto è professato, “vincendo la tentazione di sapere già tutto”

I fedeli in Piazza San Pietro per l'Angelus (@Vatican Media)

La trasmissione della fede è necessaria, spesso guidata da intenzioni propositive. Ma il “sentito dire” non è sufficiente. Circoscrive la risposta personale che ciascuno è chiamato a dare a Gesù, che non è fornita “una volta per tutte”, ma viene reiterata ed esplorata per non cadere in una professione abitudinaria o viva solo nell’illusione “di sapere già tutto”. È questo il cuore della catechesi che Papa Leone XIV offre questa mattina, 23 agosto, guidando la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro.

Rinnovare le scelte della vita

“Chi è davvero Gesù per me?”, è la domanda che il Vangelo di questa domenica pone in rilievo. Interrogativo già decisivo per le prime esperienze di discepolato e posto proprio da Cristo, senza dare nessuna risposta per scontata, ai dodici apostoli: “Ma voi, chi dite che io sia?”

Fratelli e sorelle, questo è un passaggio fondamentale per i discepoli di ogni tempo, per ciascuno di noi. La fede, infatti, non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine.

Gesù, personaggio storico o il Cristo di Dio?

L’interrogativo posto da Gesù si interfaccia, nella vita del credente, specialmente attraverso la preghiera e meditazione del Vangelo. Ma si incarna anche chinandosi sui bisognosi, lavorando per la costruzione di una rete di relazioni, e nei contesti che più interpellano la propria coscienza.

Nel campo della nostra vita, insomma, possiamo verificare se per noi il Signore Gesù è soltanto un grande personaggio della storia che ha detto e fatto cose importanti, oppure il Cristo di Dio, Colui che è stato inviato per farci entrare nell’amore del Padre e trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo.

Non accontentarsi

Leone XIV esorta quindi a non chiudersi in “convinzioni e sicurezze religiose”, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo.

A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del “sentito dire”, dei luoghi comuni, di ciò che ci è stato trasmesso magari anche con buone intenzioni; ma Gesù ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci scavare dall’amicizia con Lui, in un incontro sempre nuovo che può anche chiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle immaginate.

Percorrere nuove strade

Tali vie sono sia personali che comunitarie. Ma il loro tratto comune consiste nell’avanzare senza affidarsi esclusivamente al come si è fatto nel passato.

È importante, invece, chiederci spesso: chi è il Signore per me? Lo conosco davvero? Cosa mi chiede oggi il suo Vangelo? Quali passi e quali scelte dovrei compiere?
(fonte: Vatican News, articolo di Edoardo Giribaldi 23/08/2026)


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PAPA LEONE XIV


Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Il Vangelo di questa domenica (Mt 16,13-20) ci mette davanti a un interrogativo che interpella ciascuno di noi nel cammino della nostra fede: chi è davvero Gesù per me?

Dal racconto evangelico si comprende quanto questo interrogativo sia decisivo per l’esperienza del discepolato. Infatti, nonostante i dodici apostoli avessero già condiviso molto della vita e del ministero del Maestro, Gesù non ha voluto dare per scontato che lo conoscessero davvero e che avessero compreso il mistero del Regno di Dio. Allora, dopo aver chiesto quali erano le opinioni della gente su di Lui, si rivolge direttamente a loro: «Ma voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15).

Fratelli e sorelle, questo è un passaggio fondamentale per i discepoli di ogni tempo, per ciascuno di noi. La fede, infatti, non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine.

La domanda che ogni giorno ci viene posta – chi è Gesù per me e qual è il significato della sua presenza nella mia vita – emerge specialmente nella preghiera e quando meditiamo sul Vangelo; ma anche quando ci troviamo davanti alle ferite e ai bisogni dei fratelli, oppure nelle relazioni e nelle situazioni che più interpellano la nostra coscienza. Nel campo della nostra vita, insomma, possiamo verificare se per noi il Signore Gesù è soltanto un grande personaggio della storia che ha detto e fatto cose importanti, oppure il Cristo di Dio, Colui che è stato inviato per farci entrare nell’amore del Padre e trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo.

Carissimi, impariamo a non chiuderci nelle nostre convinzioni e sicurezze religiose, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo. A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del “sentito dire”, dei luoghi comuni, di ciò che ci è stato trasmesso magari anche con buone intenzioni; ma Gesù ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci scavare dall’amicizia con Lui, in un incontro sempre nuovo che può anche chiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle immaginate. Questo vale sia per il nostro percorso personale, sia per il cammino della Chiesa e per le scelte pastorali, laddove a volte pensiamo che basti procedere come abbiamo sempre fatto. È importante, invece, chiederci spesso: chi è il Signore per me? Lo conosco davvero? Cosa mi chiede oggi il suo Vangelo? Quali passi e quali scelte dovrei compiere?

Invochiamo la Vergine Maria, che nel suo cuore cercava la volontà di Dio attraverso il Figlio suo, perché ci guidi sempre nel cammino della fede.

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

nella mia preghiera ricordo spesso la Repubblica Democratica del Congo, in particolare per il diffondersi dell’epidemia di Ebola che purtroppo sta provocando molte vittime. Incoraggio una risposta da parte della Comunità internazionale, che coinvolga anche le comunità locali nell’opera di prevenzione, per salvare tante vite umane.

Sono vicino anche alla popolazione della Repubblica Centrafricana, che piange le vittime del crollo avvenuto in una miniera a Zamboyé. Il Signore accolga quanti hanno perso la vita e sostenga l’impegno di garantire la sicurezza e la legalità dei siti minerari.

Domani ricorre il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche. Prego per i defunti e per le loro famiglie, e per tutte le comunità coinvolte. La fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione.

Saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini di diversi Paesi.

In particolare, do il benvenuto al Coro Primaziale della Cattedrale di Gniezno, in Polonia; come pure ai seminaristi e ai superiori del Pontifical North American College; e ai giovani di Bormio e della Valfurva.

Auguro a tutti una buona domenica!