mercoledì 22 luglio 2026

#PARLARE DI SE' - Il Breviario di Gianfranco Ravasi

#PARLARE DI SE'
Il Breviario di Gianfranco Ravasi


Rimproveriamo spesso alla gente di parlare di sé; ma è l’argomento che sa trattare meglio!

È stato uno degli scrittori francesi amati dal pubblico, ma anche capace di assumere posizioni decise sulla ribalta sociopolitica (fu innocentista durante il celebre processo Dreyfus): da un saggio La vie littéraire, di Anatole France (1844-1924, Nobel 1921), abbiamo tratto questa gustosa battuta, destinata inizialmente agli intellettuali, ma valida per un vasto strato di persone. Quante volte ci capita di annoiarci a morte sentendo infiniti racconti che un altro fa delle sue vicende. Eppure, quante volte abbiamo ammorbato anche noi gli altri con le nostre storie, i nostri giudizi, le nostre considerazioni. Solo che noi non ci accorgevamo della noia altrui, presi come eravamo dal piacere sollecitato dal nostro pavoneggiarci o almeno dal nostro presentarci come uomo o donna ricchi di esperienze.

A bollare questo vizio era già un altro autore francese, un famoso pensatore moralista del Seicento, François de la Rochefoucauld, che nelle sue Massime consigliava: «L’estremo piacere che proviamo a parlare di noi stessi deve farci temere di non darne affatto a chi ci ascolta». Sobrietà e autocontrollo nel parlare ci eviterebbero anche giudizi maliziosi. A questo proposito, sono tentato di attingere ancora alla letteratura francese che confesso di amare anche a livello linguistico. Questa volta coinvolgo il poeta Paul Valéry con uno dei suoi Cattivi pensieri (1943): «Tutto quello che dici parla di te, soprattutto quando sparli di un altro». È un monito da non ignorare perché inconsapevolmente, quando si criticano con gusto i difetti altrui, forse si stanno esorcizzando quei vizi personali che non si vogliono vedere né tantomeno confessare.

(Fonte: “Il Sole 24 Ore  - Domenica” del 19 luglio 2026)