"Un cuore che ascolta - lev shomea"
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Vangelo:
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A
Questi sei brevi versetti del Vangelo di Matteo concludono il Discorso Apostolico, il secondo dei cinque grandi discorsi mediante i quali l'evangelista presenta la sua opera. Il Regno di Dio è solo questione d'amore: per il Padre, che ha inviato il Figlio Unigenito per la salvezza dell'uomo; per Gesù, che ha condiviso la sua intera esistenza con gli uomini fino a morire; per ogni creatura umana, immagine vivente di quel Dio Trinità che è tutto e solo Amore. L'Agape, l'amore gratuito, l'amore a perdere, quello che Gesù ha vissuto e ci ha lasciato in eredità perché ci amassimo gli uni gli altri, non è l'espressione di un sentimento passeggero: amare vuol dire scegliere, coinvolgersi totalmente, decidersi per Gesù e per il suo Regno di giustizia e di pace. Amare significa mettere in gioco ogni cellula del nostro essere senza tralasciare alcun aspetto e ambito della vita. Amare costa fatica, lacrime e sangue fino a spezzare e donare la vita per ogni uomo, fino all'infamia e alla crudeltà della croce, l'atroce supplizio che ci espone al ludibrio del mondo e che fa di noi dei reietti, maledetti da Dio e dagli uomini (cfr. Dt 21,23; Gal 3,13). Se non accettiamo di vivere tutto questo non possiamo dirci cristiani. Solo se ci impegniamo ad amare così come siamo amati dal Padre, saremo degni del suo Figlio Gesù e potremo far parte del suo Regno. La vita, dono gratuito del Padre, siamo chiamati a spenderla non a conservarla per noi stessi, perché «vivere è amare, e amare è far dono della vita, che non può essere gettata via con disprezzo, ma donata ai fratelli per amore del Figlio Gesù e della causa del Regno» (cit.)
