Tonio Dell'Olio
L’importanza di farsi i fatti degli altri
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 30 giugno 2026
È accaduto a Moglia (Mantova). Un bambino di appena sette mesi è rimasto per ore accanto alla nonna cinquantanovenne chiamata a custodirlo perché i genitori lavoravano, ma che era morta nella notte per un arresto cardiaco. A salvarlo dalla disidratazione completa non sono state telecamere o sofisticati sistemi di allarme, ma i vicini di casa. Hanno sentito quel pianto insistente, hanno capito che qualcosa non andava e hanno deciso di intervenire.
Hanno fatto ciò che troppo spesso ci viene sconsigliato: si sono fatti i fatti degli altri. Hanno risalito la corrente della cultura che alimenta egolatria e indifferentismo, trasformando le città in luoghi affollati ma disabitati da relazioni. Eppure la convivenza civile nasce proprio dal contrario: dal buon vicinato, dall'attenzione discreta, dal senso di comunità, dalla capacità di accorgersi di chi manca, di una finestra che resta chiusa, di un pianto fuori dall'ordinario, di un silenzio che interroga.
Non è invadenza, è responsabilità. Non è curiosità, è prossimità.
Forse dovremmo rivalutare il coraggio di "farci i fatti degli altri", quando questo significa custodire la vita. È il modo più semplice e autentico per ricostruire comunità nelle quali nessuno resti invisibile. Perché una società si misura non da quanto si restringe o si scolora nell'individualismo come un capo lavato male, ma da quanto sa prendersi cura delle persone che vivono accanto.
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