VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA LEONE XIV
IN SPAGNA
6-12 GIUGNO 2026
***************
Leone XIV sul volo per la Spagna:
il saluto ai giornalisti e l’appello per la pace
A bordo del volo per Madrid, il Papa incontra i giornalisti per un breve saluto. Nelle sue risposte alle domande rilancia il dialogo per l’Ucraina, esprime vicinanza al Libano e si sofferma sugli abusi, una ferita ancora aperta, e sulla guerra in particolare sulla pericolosità delle armi impiegate. Dalle monache di clausura spagnole un rosario per ogni cronista del seguito papale
«¡Muy buenos días a todos!». Con queste parole, pronunciate in spagnolo, Leone XIV ha salutato questa mattina, 6 giugno, gli oltre ottanta giornalisti che lo accompagnano nel viaggio apostolico in Spagna. Il volo papale è decollato dall’aeroporto internazionale di Roma-Fiumicino alle 8.13, diretto a Madrid, prima tappa della visita che porterà il Pontefice a incontrare comunità ecclesiali, autorità e fedeli del Paese iberico.
Leone XIV nella cabina di pilotaggio (@Vatican Media)
Come avviene tradizionalmente nei viaggi internazionali, il Papa, quasi al termine del volo, ha raggiunto la parte posteriore dell’aereo per salutare personalmente i rappresentanti dei media. Un incontro breve e cordiale, scandito da strette di mano, sorrisi e alcune domande sull’attualità internazionale. Accanto ai temi più impegnativi, non è mancato un momento di distensione quando al Pontefice è stato chiesto, arrivando in Spagna, se tifasse per il Real Madrid o per il Barcellona. Leone XIV ha risposto sorridendo di tifare “per tutte le squadre”, suscitando l’ilarità dei presenti.
La Chiesa ha un messaggio per tutti
“Questo viaggio è il primo viaggio di un Papa in Spagna dopo molto tempo, e personalmente sono molto contento”: così Leone XIV nel suo saluto ai giornalisti. “È una visita apostolica, per incontrare i fedeli, - spiega - celebrare la fede, annunciare il messaggio di Gesù Cristo, ma, al tempo stesso, per salutare tutti, tutta la società, perché la Chiesa ha un messaggio per tutti, come avrete visto, credo, con molta chiarezza, nella lettera enciclica che è stata pubblicata il 25 maggio”.
Il Papa nel suo saluto in volo (@Vatican Media)
Giovani, messaggeri dell’amore di Dio
Papa Leone sa che lo attende la grande euforia in particolare dei ragazzi. “Sembra che ci sarà - sottolinea - un gran numero di giovani con il loro entusiasmo e credo che, in tal senso, condividendo tutti la gioia della fede, potremo dare un messaggio molto bello”. Un messaggio, aggiunge, da portare a Madrid, a Barcellona, nelle isole Canarie, “tutto per vivere la fede e per annunciare il messaggio dell’amore di Dio, della carità, del rispetto per ogni essere umano”.
Gli abusi, ferita aperta
Interpellato sugli abusi compiuti dal clero, il Papa dice che incontrerà durante il viaggio alcune vittime, assicurando il suo impegno e di tutta la Chiesa a lottare contro quella che "è ancora una ferita aperta". Ieri sera, 5 giugno, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, aveva riferito dell’incontro organizzato dalla Chiesa locale
Iran, non è una “guerra giusta”
E alla domanda se in Iran ci sia una guerra giusta risponde: "Credo che sia già stato detto con molta chiarezza: in Iran gli elementi di una guerra giusta non si trovano. La teoria della guerra giusta proviene dai secoli passati quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione di cui dispone oggi l'uomo". Tra gli argomenti sollevati dai cronisti c'è il conflitto in Ucraina per il quale Leone XIV ribadisce la necessità di perseguire con determinazione sulla strada del dialogo e della pace. Il Pontefice rivolge, inoltre, il suo pensiero al Libano, confermando l’attenzione della Santa Sede verso la situazione del Paese attraverso il costante contatto con le autorità religiose. Rispondendo, poi, sul tema della guerra, il Papa richiama le riflessioni sviluppate negli ultimi anni dal magistero della Chiesa circa le profonde trasformazioni introdotte dalle moderne tecnologie militari e dalla capacità distruttiva degli armamenti contemporanei.
Leone XIV tra i giornalisti che lo seguono nel suo viaggio in Spagna (@Vatican Media)
Il dono delle suore
Durante il sorvolo del Mediterraneo, a contraddistinguere il viaggio anche un altro segno, meno visibile ma non meno significativo. Diversi monasteri di clausura spagnoli hanno infatti voluto sostenere spiritualmente la visita apostolica recitando un rosario per ciascuno dei giornalisti presenti sul volo papale. E a ogni operatore dei media è stata consegnata una corona del rosario, realizzata dalle comunità contemplative che hanno affidato alla preghiera il lavoro di quanti racconteranno questi giorni attraverso articoli, servizi televisivi, fotografie e collegamenti radiofonici. Un gesto semplice che unisce idealmente il lavoro dell’informazione e la vita nascosta delle claustrali, due dimensioni che spesso accompagnano, ciascuna a suo modo, i viaggi del Successore di Pietro. Al Papa è stato anche consegnato un disegno dei piccoli pazienti del Bambino Gesù.
Madrid in festa
Intanto a Madrid suonano le campane di tutta l'arcidiocesi per l’arrivo del Pontefice. La capitale spagnola accoglie Leone XIV per una delle prime grandi visite internazionali del suo pontificato. Tra le parole dedicate alla pace, il lavoro dei cronisti e la preghiera silenziosa delle comunità contemplative, il viaggio verso la penisola iberica è così entrato nel vivo già durante le ore del volo.
(fonte: Vatican News, articolo di Silvina Perez 06/06/2026)