Recita del Rosario con Papa Leone XIV
Grotta di Nostra Signora di Lourdes nei Giardini Vaticani
Sabato, 30 maggio 2026
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Leone XIV, il Rosario è una preghiera che diventa missione e profezia
La conclusione del Mese Mariano nei Giardini Vaticani e la preghiera per la pace
E’ della più belle tradizioni vaticane quella della recita del Rosario alla Grotta di Lourdes nei Giardini. E Papa Leone XIV per il secondo anno partecipa a questo momento speciale davanti alla copia della Grotta di Massabielle che i francesi regalarono a Leone XII.
E in questo 2026 si prega per la pace, perché “Contemplare con Maria i misteri del Rosario ci conduce a riconoscere in Gesù Cristo l’unica definitiva Parola, che il Padre ha pronunciato, Parola di pace per tutti coloro che ritornano a Lui con il cuore pentito”.
Un Rosario al quale si sono collegati tanto santuari mariani in ogni parte del mondo.
I Misteri Gaudiosi, le preghiere alternate ai canti, l’omaggio dei fiori bianchi all’altare della Grotta da parte del Papa, e il tramonto estivo di Roma portano i fedeli ad ascoltare la riflessione di Leone XIV che spiega che la pace “non è una teoria da verificare in laboratorio, né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse. Quando la si ricerca con cuore sincero, essa è piuttosto un impegno quotidiano della nostra vita: scaturisce dalla giustizia e dall’amore, come armonia che unisce le persone, le famiglie, le comunità, i popoli. Anche in questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si vuole ascoltare il grido di chi ne è privato: bambini innocenti, madri e padri angosciati, prigionieri maltrattati, profughi, persone sofferenti di ogni età. Tutti costoro hanno sulle labbra una sola parola: pace!”.
Una invocazione a Maria che “porge l’orecchio” perché la pace è dono di Dio che “abbatte i muri dell’inimicizia, che vince l’arroganza con l’umiltà e riscatta dal peccato l’intera creazione”.
E allora “ogni volta che ritorniamo al Signore, la sua pace diventa il nostro impegno, secondo i compiti e le responsabilità di ciascuno”.
Il Rosario è una preghiera che “diventa così missione e profezia: non dovrà più esserci pianto di innocenti nelle nostre città; nessuno dovrà fuggire dalla propria casa per la minaccia delle bombe; la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità. Ma ognuno può e deve fare la sua parte, cominciando da cose piccole ma importanti, astenendosi da ogni violenza verbale o fisica, nella vita di ogni giorno e anche nei social media”.
Ognuno può diventare un pacificatore, perché “la pace vera inizia in un cuore che ama; viene testimoniata da labbra che pronunciano parole di riconciliazione; si riflette negli occhi che guardano al mondo con mitezza e saggezza. Questa è la vera forza, la forza della verità e dell’amore.
Dio cerca costruttori di pace! La nostra Madre Santissima ci aiuti a rispondergli ogni giorno il nostro “eccomi”, non a parole ma con i fatti”.
Nelle preghiere si pensa alle vittime delle guerre e anche per le famiglie lacerate. Ma anche per “quanti soffrono la violenza della guerra, per i prigionieri e quanti subiscono umiliazioni che attentano la dignità della persona, perché non perdano la speranza e trovino il conforto di quanti si dedicano al superamento della violenza”.
Negli schermi le immagini dai santuari collegati. Dopo aver impartito la Benedizione il Papa si è intrattenuto a lungo a salutare anziani e malati.
Moltissimi coloro che hanno seguito la recita del Rosario dai maxi schermi in Piazza san Pietro.
(fonte: ACIStampa, articolo di Angela Ambrogetti 30/05/2026)
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DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
AL TERMINE DEL ROSARIO NEI GIARDINI VATICANI
«Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con fiducia» (Sal 85,9). Le parole del Salmo accompagnano bene la nostra preghiera del Rosario questa sera, perché esprimono la speranza della quale sentiamo il bisogno, soprattutto davanti alle difficoltà e alle violenze del tempo presente.
Disponiamo allora il nostro cuore all’ascolto della Parola di Dio, così che nella preghiera possiamo comprendere il senso di quanto accade nella storia, riconoscendo la provvidenza di Dio che sempre la guida e ci soccorre. La Vergine Maria è modello del credente, che porge l’orecchio del cuore per ascoltare “che cosa dice Dio”. Ella ci è di esempio con la sua obbedienza, che accoglie l’incarnazione del Figlio di Dio nel grembo.
Contemplare con Maria i misteri del Rosario ci conduce a riconoscere in Gesù Cristo l’unica definitiva Parola, che il Padre ha pronunciato, Parola di pace per tutti coloro che ritornano a Lui con il cuore pentito. Il Signore non ci abbandona mai, anche quando noi lo dimentichiamo, anche quando perdiamo la via, Egli viene a cercarci e si fa vicino con l’amore di sempre. Come ricorda il profeta Isaia: «Io pongo sulle labbra: pace, pace ai lontani e ai vicini» (Is 57,19). Chi ha fiducia in Dio comprende questo annuncio di pace e ne diventa artefice, costruendola con le sue stesse mani (cfr Mt 5,9).
La pace, infatti, non è una teoria da verificare in laboratorio, né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse. Quando la si ricerca con cuore sincero, essa è piuttosto un impegno quotidiano della nostra vita: scaturisce dalla giustizia e dall’amore, come armonia che unisce le persone, le famiglie, le comunità, i popoli. Anche in questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si vuole ascoltare il grido di chi ne è privato: bambini innocenti, madri e padri angosciati, prigionieri maltrattati, profughi, persone sofferenti di ogni età. Tutti costoro hanno sulle labbra una sola parola: pace!
Noi lo sappiamo: la pace è sempre possibile perché è dono di Dio. Questa pace, la sua pace, ha il volto di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che nella sua vita donata per noi ha riconciliato il cielo e la terra. Come scrive l’Apostolo Paolo: «Egli è la nostra pace» (Ef 2,14): Colui che abbatte i muri dell’inimicizia, che vince l’arroganza con l’umiltà e riscatta dal peccato l’intera creazione.
Quando il Signore Gesù è con noi e ci comportiamo da veri discepoli del suo amore, allora lo Spirito Santo può realizzare ciò che appare umanamente impossibile. Quando invece ci si allontana da Dio, ci si allontana anche dall’uomo, dal nostro prossimo, restando indifferenti al suo dolore. Ogni volta che ritorniamo al Signore, la sua pace diventa il nostro impegno, secondo i compiti e le responsabilità di ciascuno.
La nostra preghiera diventa così missione e profezia: non dovrà più esserci pianto di innocenti nelle nostre città; nessuno dovrà fuggire dalla propria casa per la minaccia delle bombe; la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità. Ma ognuno può e deve fare la sua parte, cominciando da cose piccole ma importanti, astenendosi da ogni violenza verbale o fisica, nella vita di ogni giorno e anche nei social media.
Cari fratelli e sorelle, la pace vera inizia in un cuore che ama; viene testimoniata da labbra che pronunciano parole di riconciliazione; si riflette negli occhi che guardano al mondo con mitezza e saggezza. Questa è la vera forza, la forza della verità e dell’amore.
Dio cerca costruttori di pace! La nostra Madre Santissima ci aiuti a rispondergli ogni giorno il nostro “eccomi”, non a parole ma con i fatti.
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