#IDEE MORTE
Breviario di Gianfranco Ravasi
anzi soltanto quella morta ne produce.
Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.
Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.
Uscì nel 1979 col titolo Nero su nero, e il suo autore, Leonardo Sciascia (1921-1989) l’aveva definito il suo «diario pubblico», fatto di considerazioni spesso incisive, affidate sempre a un dettato limpido ed essenziale. È il caso di questa affermazione che riceve ancora oggi conferma, come lo è stato nei secoli. Ci sono pensieri inconsistenti, vani o, peggio, fatiscenti e “marci” che purtroppo ispirano emozioni, passioni, esaltazioni folli.
Fiorisce spesso in molti un’attrazione diabolica per la perversione, un gusto macabro per ciò che è sporco, corrotto, infame. Il fanatismo religioso, ideologico o politico si abbevera a teorie simili a morte gore, rincorre progetti devastanti. Il fondamentalismo, la stupida acquiescenza agli slogan, l’isteria nazionalistica e tante altre malattie del pensiero producono solo morte.
Lo stesso Sciascia, in un’altra notissima opera, Candido (1967), applicava questa interpretazione anche alla ricchezza che è bella, ma morta, soprattutto morta anche se bella.
Molti sono protesi verso carogne ideologiche, nutrendosi di falsità; sono rigidi nel difendere i loro interessi, arroccati nella tutela del loro orizzonte. Quanto abbiamo scritto finora a commento del testo di Sciascia potrà sembrare a molti lettori una tirata savonaroliana. È vero, ma in qualche momento a sé stessi, prima che agli altri, è necessario proporre una sorta di vaccino spirituale, certamente forte ma terapeutico contro ogni degenerazione del pensiero.
(Fonte: Pubblicato su "Il Sole 24Ore - Domenica" - 10.05.2026)
