REGINA CAELI
Piazza San Pietro
Lunedì dell'Angelo, 6 aprile 2026
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Il Papa: la malvagità corrompe la storia,
chiamati ad essere annunciatori di verità
Al Regina Caeli, Leone XIV ricorda il valore della testimonianza cristiana e della comunicazione onesta, esorta ad annunciare con le parole e le opere la Pasqua di Cristo che significa “dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”. Il Pontefice si sofferma sulla figura di Papa Francesco scomparso il 21 aprile dello scorso anno, e sulla sua “grande testimonianza di fede e di amore”
La verità oscurata dalle fake news e dalla menzogna ma che comunque viene incontro “viva e raggiante”, Gesù è infatti “la buona notizia da testimoniare al mondo”; un mondo in cui la malvagità “corrompe la storia e confonde le coscienze”. Papa Leone al Regina Caeli del 6 aprile, con circa 8mila fedeli in Piazza San Pietro sottolinea che “l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro”.
Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo.
I racconti di vita e di morte
È il Vangelo di Matteo a guidare la riflessione del Papa che ricorda come la liturgia, in questo tempo pasquale, celebra “l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte – afferma - è tolta per sempre, nel nome di Gesù”. Il Pontefice si sofferma sul racconto delle donne “che hanno incontrato il Risorto” e quello delle guardie che, corrotte dai capi del sinedrio, dicono che il corpo di Gesù è stato rubato.
Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva.
Le fake news
Due versioni che stridono fortemente nella sostanza più profonda e che Leone prende ad esempio per ricordare l’importanza di comunicare la verità.
Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento.
La verità viene incontro
“Davanti a tali ostacoli, però, - aggiunge il Papa - la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte”. Ricorda le parole di Gesù alle donne – “Non temete! Andate ad annunciare” – che valgono anche oggi.
Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita. Come il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro.
L’auspicio del Papa è che questo Vangelo raggiunga “quanti sono oppressi dalla malvagità”.
Il ricordo di Papa Francesco
A conclusione del Regina Caeli, la preghiera mariana che viene recitata fino alla solennità della Pentecoste, Leone ricorda tra gli applausi Papa Francesco che il 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo, consegnò “la vita al Signore”.
Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la Vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità.
(fonte: Vatican News, articolo di Benedetta Capelli 06/04/2026)
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LEONE XIV
(testo integrale)
Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! Buona Pasqua!
Questo saluto, pieno di stupore e di gioia, ci accompagnerà tutta la settimana. Festeggiando il giorno nuovo, che il Signore ha fatto per noi, la liturgia celebra l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza: la disperazione della morte è tolta per sempre, nel nome di Gesù.
Il Vangelo di oggi (Mt 28, 8-15) ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto (v. 9-11), o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio (v. 11-14). Le prime annunciano la vittoria di Cristo sulla morte; le seconde annunciano che la morte vince sempre e comunque. Nella loro versione, infatti, Gesù non è risorto, ma il suo cadavere è stato rubato. Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva.
Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte. Come alle donne giunte al sepolcro, anche a noi oggi Gesù dice: «Non temete! Andate ad annunciare» (v. 10). Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita. Come il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro.
Carissimi, quanto è importante che questo Vangelo raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze! Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo.
Con particolare affetto, alla luce del Risorto ricordiamo oggi papa Francesco, che proprio il Lunedì dell’Angelo dello scorso anno ha consegnato la vita al Signore. Mentre facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore, preghiamo insieme la vergine Maria, Sede della sapienza, perché possiamo diventare annunciatori sempre più luminosi della verità.
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Dopo il Regina Caeli
Cari Fratelli e Sorelle!
Rivolgo un cordiale benvenuto a tutti voi, cari pellegrini venuti dall’Italia e da vari Paesi. Saluto, in particolare, i ragazzi del Decanato di Appiano Gentile. Invio il mio pensiero a quanti, in diverse parti del mondo, partecipano alle iniziative promosse in occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, rinnovando l’appello perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia luogo di inclusione e di pace.
Ringrazio quanti, in questi giorni, mi hanno fatto pervenire espressioni di augurio per la Santa Pasqua. Sono riconoscente soprattutto per le preghiere; per intercessione della Vergine Maria, Dio ricompensi ciascuno con i suoi doni!
Vi auguro di trascorrere nella gioia e nella fede questo Lunedì dell’Angelo e questi giorni dell’Ottava di Pasqua, in cui si prolunga la celebrazione della Risurrezione del Cristo. Perseveriamo nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo.
Buon Lunedì dell’Angelo!
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