domenica 15 marzo 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 19 - 2025/2026 - IV DOMENICA DI QUARESIMA anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

IV DOMENICA DI QUARESIMA - anno A

Vangelo:
Gv 9,1-41

Continua con questa pagina di Vangelo l'itinerario battesimale iniziato con il brano della Samaritana al pozzo (Gv 4,5-42). Si tratta di un cammino di illuminazione nella fede che non ha mai fine, un cammino che ci fa capaci di scoprire la nostra condizione di cecità, sempre bisognosi di guarigione. La pericope comincia con un cieco che alla fine vede e termina con dei presunti vedenti che, in realtà, sono i veri ciechi. Nel mezzo troviamo tutto il processo di illuminazione di colui che è nato cieco. L'evangelista mette in risalto in modo particolare la progressiva conoscenza che il cieco ha di Gesù: all'inizio come «quell'uomo», poi sempre con maggior chiarezza e in profondità: «è un profeta»«viene da Dio», è il «Figlio dell'uomo», e finalmente è il «Signore» che adesso può vedere e adorare. E' il cammino che ogni credente in Gesù è chiamato a percorrere, cammino faticoso che verrà a costare un prezzo altissimo: il rifiuto del mondo. L'ostilità e il rifiuto subiti dal cieco nato sono gli stessi che ha dovuto subire Gesù e che anche la Chiesa è chiamata a sostenere se vorrà rimanere fedele al suo Signore. In ogni tempo vi è un cieco che acquista la capacità di vedere e mostra ai sedicenti vedenti la loro cecità perché anche loro possano aprire gli occhi. Chi, infatti, viene alla luce dovrà sostenere la feroce opposizione di quanti dimorano nelle tenebre, i quali avvertono il dilagare della luce che in alcun modo possono arrestare. E' il dramma doloroso di ogni uomo in cui si compie il faticoso passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, da quel sistema di omologazione che tutti rende ciechi alla vera e piena libertà, per essere finalmente se stessi. Solo ora l'ex cieco, gettato fuori dalle tenebre di coloro che lo vogliono immerso nella cecità, può incontrare il volto di Colui che gli ha donato la vista e la vita.