Restituzione di memoria
di Tonio dell'olio
C’è una buona notizia che arriva dalle Nazioni Unite, e non ha il sapore del riscatto facile, ma quello più sobrio e necessario della verità. La risoluzione promossa dal Ghana, approvata con 123 voti favorevoli, riconosce la tratta degli schiavi africani come il più grave crimine contro l’umanità e invita ad avviare percorsi di riparazione.
Non è una sentenza giuridica, ma è un passaggio storico: chiamare per nome le ferite significa iniziare a curarle. Qui non si tratta di rivincite, ma di memoria restituita e di responsabilità condivisa. La richiesta di restituire beni culturali sottratti, insieme all’apertura a scuse ufficiali e compensazioni, allarga lo sguardo: la giustizia non è solo economica, ma riguarda la dignità e l’identità dei popoli. Eppure il voto racconta anche le resistenze. I tre “no” di Stati Uniti, Israele e Argentina segnano una chiusura netta. Ancora più eloquenti sono le 52 astensioni, tra cui quelle del Regno Unito e sei Paesi membri dell’UE: astensioni che suonano “pilatesche”, soprattutto da parte di nazioni ex coloniali, come se la storia potesse essere riconosciuta senza pagarne il prezzo. Resta però un varco aperto. Non è il trionfo della giustizia, ma un passo verso di essa. E, forse, verso una riconciliazione che non nasca dall’oblio, ma dalla verità finalmente condivisa.
(Fonte: Mosaico dei Giorni - 26.03.2026)
