giovedì 5 marzo 2026

#medio o mediocre - Il Breviario di Gianfranco Ravasi

#Medio o mediocre
Il Breviario di Gianfranco Ravasi


Stanco dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, lo scienziato si dedicò all’infinitamente medio.

Sempre graffiante nella sua ironia, Ennio Flaiano (1910-1972), scrittore e giornalista tra i più ascoltati e letti durante la sua vita trascorsa a Roma (era originario di Pescara), ha affidato al suo Diario notturno questa feroce notazione sulla “medietà” che ovviamente non è solo una questione scientifica. Essa, infatti, è soprattutto un modello sociale vincente, con buona pace dell’esaltazione ufficiale del merito e dell’eccellenza. È molto più facile omologarsi lungo una linea di mezzo, che spesso non è segno di equilibrio ma di mediocrità. Quest’ultima è di solito accompagnata dall’aggettivo latino aurea, perché così la definiva Orazio nei suoi Carmina (II, 10,5). In realtà il poeta si riferiva a una sorta di qualità morale, capace di non lasciarsi attrarre dall’opulenza sfrenata, ma anche attenta a evitare la povertà indecorosa. Da qui è nato l’altro motto latino di ascendenza aristotelica, In medio stat virtus, nella convinzione che il giusto stia nel mezzo, evitando le scelte estreme.

Diversa è la mediocrità a cui ci riferiamo: è orgogliosa di sé stessa, disprezza ogni impegno serio che costi sacrificio, si lascia guidare dal vantaggio immediato, detesta ogni scelta che esiga donazione di tempo e di energia. È una sorta di grembo rassicurante in cui stare quieti senza rischiare le sfide della società; è il minimo che sempre più viene chiesto a scuola, ma anche nel lavoro, pur di avere tempo libero e sforzo ridotto. Nelle sue Affinità elettive Goethe annotava: «La mediocrità ha come sua consolazione più grande il pensiero che anche il genio non è immortale».

(Fonte: “Il Sole 24 Ore - Domenica” - 22 febbraio 2026)