lunedì 16 febbraio 2026

#Sarò breve - Il Breviario di Gianfranco Ravasi

#Sarò breve
Il Breviario di Gianfranco Ravasi


Si potrebbero classificare le attività umane secondo il numero di parole di cui hanno bisogno: più gliene occorrono e più c’è da pensar male del loro carattere.

Nitido e tagliente è questo giudizio presente in quel capolavoro incompiuto che è L’uomo senza qualità dello scrittore austriaco Robert Musil (1880-1942). Spesso ci imbattiamo in persone aureolate da un alone di parole e proprio attraverso questo fumo dorato riescono a nascondere il vuoto che sta nel loro pensiero e nel loro agire. A questo punto vorrei lasciare il commento a un sacerdote e scrittore spirituale molto popolare che ebbi anche come amico, Alessandro Pronzato (1932-2018), desumendolo dalla sua opera Piccoli passi verso l’uomo. Tra parentesi, molti anni fa quando papa Francesco fu in visita a Cuba e all’ormai vecchio e malato Fidel Castro, gli consegnò proprio un libro “sapienziale” di don Alessandro, tradotto in spagnolo.

Ecco la scenetta esemplare da lui proposta e che è accaduta un po’ a tutti. «Ci sono tipi che esordiscono: Sarò breve… Tu guardi smarrito la trentina di fogli che tengono in mano. Non te ne risparmiano neppure uno. Non una virgola. Non una parola. Bisognerebbe, a un certo punto, alzarsi tutti in piedi e dire a uno di questi chiacchieroni incontinenti: Quando hai finito, ricordati di spegnere la luce». Lo sproloquio è il vizio della comunicazione del nostro tempo che, da un lato, ha adottato un linguaggio semplificato e fatto di slogan e, dall’altro, ha imboccato la via del talk show, e non dimentichiamo che talk in inglese è “chiacchierare”. Ritroviamo, allora, sobrietà e sostanza nel nostro parlare. Il monito di Cristo è lapidario: «Sia il vostro parlare: sì, sì; no, no. Il di più viene dal maligno… Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Matteo 5,37; 7,21).

(Fonte:  “Il Sole 24 Ore - Domenica”  8 febbraio  2026)