ECUMENISMO
LA PREGHIERA CRISTIANA
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EGIDIO PALUMBO (OCARM):
1. La preghiera è un’esperienza umana e religiosa (nel senso che appartiene ad ogni religione), che nasce da un bisogno della persona religiosa e della comunità, che chiedono aiuto a Dio, alla Divinità o ad un Essere Trascendente
2. Diversa è l’esperienza della preghiera ebraico-cristiana.
A) LA PREGHIERA NASCE DALL’ASCOLTO
Innanzitutto nasce dall’ascolto della Parola di Dio. Per questo, all’inizio della preghiera, credente e la comunità chiedono:
Sal 51,17: «Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode».
Perché?
La fede biblica, in particolare l’apostolo Paolo, ci ricorda che «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza», perché «non sappiamo come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio» (Rm 8,26-27).
Ecco perché Gesù ci consegna il Padre Nostro («Quando Pregate, dite: Padre nostro...»: Mt 6,9-13; Lc 11,2-4) e la tradizione biblica (AT e NT) ci consegna il libro dei Salmi e vari Cantici ed Inni. Dio pone sulle nostre labbra la sua Parola, affinché preghiamo in modo conveniente, secondo i suoi desideri.
Seguendo la prospettiva della preghiera, possiamo dire che tutta la S. Scrittura è raccolta nella preghiera:
- si apre con Gen 1, che è un testo sapienziale e liturgico dell’opera creatrice-salvifica di Dio (un’opera che continua ancora), scandito in sette giorni e da un ritornello («E Dio vide che era cosa buona/bella»),
- e si chiude in Ap 22,20 con l’invocazione della comunità dei credenti: «Amen. Vieni, Signore Gesù».
b) La preghiera porta a Dio la voce e i gemiti dell’umanità
Inoltre, alla luce della Parola, la preghiera educa il credente e la comunità ad ascoltare anche l’umanità che gioisce, spera, geme e «soffre le doglie del parto» (Rm 8,22), nell’attesa che nasca una nuova umanità, un mondo migliore (cf. Rm 8,18-25).
Nella preghiera noi portiamo a Dio la “voce” e i geniti di ogni creatura e dell’intera famiglia umana, come recitano il Sal 150,6 («ogni vivente dia lode al Signore») e la liturgia della Chiesa cattolica («...anche noi fatti voce di ogni creatura che è sotto il cielo, confessiamo il tuo Nome ed esultanti cantiamo»: Prefazio della IV Preghiera Eucaristica).
Dunque, nella preghiera portiamo la vita, perché la vita stessa diventi preghiera.
c) Da qui le varie forme di preghiera in sintonia con le varie situazioni esistenziali
Ed è per questo che la preghiera cristiana, rivolta a Dio Padre-Madre, per mezzo del Figlio Gesù, nostro fratello e Signore, e nello Spirito nostro Paraclito (“avvocato” e compagno di viaggio), diventa – a seconda dei contesti vitali ed situazioni esistenziali – preghiera di intercessione, di lode, di ringraziamento, di supplica e lamento, di contrizione, di domanda.
Riguardo alla preghiera in generale, Gesù esorta a pregare «senza stancarsi» (Lc 18,1), in realtà il testo dice «senza incattivirsi».
Riguardo poi alla preghiera di domanda (cf. Mt 7,7-11; 21,22; Lc 11,9-13), Gesù e la fede biblica del NT esigono che le domande siano conformi alla volontà di Dio (cf. Mt 6,10) e «secondo i disegni di Dio» (Rm 8,27), perché pregare non è piegare la volontà di Dio ai nostri interessi, nè strumentalizzare il suo Nome per cercare consensi sociali e politici. «Dio realizza tutte le sue promesse, ma non tutti i nostri desideri» (D. Bonhoeffer, pastore luterano e martire nel campo di concentramento dei nazisti).
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