domenica 18 gennaio 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 11 - 2025/2026 - II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino


II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A

Vangelo:

Dopo la "Bat Qol", la voce del Padre al Giordano (cfr.Mt 3,17), anche il Battista rende testimonianza che Gesù è Figlio di Dio, «l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo». Il riferimento all'agnello allude certo al "Quarto Canto del Servo di YHWH" (Is 53,7). tanto più che la voce aramaica che indica l'agnello - Taleya - ha anche il significato di servo. Giovanni Battista con questo richiamo anticipa quale tipo di messianismo dovrà incarnare Gesù: non il Messia forte e potente che «con il solo sguardo sgomina gli invasori e annienta i nemici» (cit.). Giovanni è consapevole solo del suo non essere: non è lui il Messia, non è lui «la Luce vera che illumina ogni uomo» (Gv 1,8-9), egli è solo «Qol Qorè beMidbar» (Is 40,3), il suono, la voce, l'eco di quella promessa che adesso, in Gesù, s'è realizzata. «Rispettivamente Giovanni e Gesù sono la voce e la Parola, il testimone della Parola e la Parola testimoniata, l'uomo davanti a Dio e Dio davanti all'uomo» (cit.). Il volto del Dio che Gesù manifesta è totalmente nuovo, un volto che nessuno mai ha «veduto e conosciuto» prima (cfr.1Gv 4), un Dio che va oltre le attese dell'uomo, un Dio inimmaginabile e scandaloso. Il Dio che abita i Cieli del Cieli adesso si è fatto carne e calpesta la nostra terra, l'Immortale si fa mortale, il Tre volte Santo, l'implacabile giudice dei vivi e dei morti, «si fa peccato» (2Cor 5,21) e si accompagna ai peccatori. «Si fa solidale con noi anche là dove noi non siamo solidali con noi stessi» (cit.). E' lo scandalo inaudito di un Dio-Agnello che è tutto e soltanto amore: Gesù di Nazareth è davvero l'Emmanuele, il Dio-con-noi.