domenica 11 gennaio 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 10 - 2025/2026 - BATTESIMO DEL SIGNORE anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino


BATTESIMO DEL SIGNORE - anno A

Vangelo:

Il Battesimo ricevuto da Gesù non è certo per la purificazione dei suoi peccati e nemmeno, come un tempo si era soliti commentare, per darci l'esempio. La discesa di Gesù nelle acque del Giordano rappresenta la sua "opzione Fondamentale", la scelta fondante e inimmaginabile del Figlio che si fa nostro fratello mettendosi in fila con i peccatori, partecipando fino alla morte alla dolorosa storia dell'uomo. Gesù che si immerge insieme ai peccatori è l'icona visibile dell'Emmanuele, il Dio-con-noi, che sconvolge le attese messianiche di Israele e anche le nostre. Gesù è il sasso descritto nel Libro di Daniele, che abbatte e manda in frantumi le nostre false immagini di Dio (cfr. Dn 2,31-49). Il brano è una sorta di sintesi di tutto il Vangelo di Matteo che ci svela il "Misteryum Trinitatis", il disegno d'amore del Padre offerto a tutti. La decisione di Gesù di ricevere il battesimo sarà anche quella di ogni credente invitato a immergersi nell'abisso e nel vissuto del suo Signore, per divenire, a sua volta, trasparenza dell'amore del Padre per ogni creatura umana. Nel Vangelo di Matteo la scena al fiume Giordano fa da inclusione con quella del Golgota (Mt 27,45 ss). Al Giordano Gesù si immerge nelle acque, sul Golgota si immergerà nella sua morte; al Giordano si squarciano i cieli, alla sua morte si squarcerà il velo del Tempio; al Giordano riceverà lo Spirito Santo e dal Padre sarà chiamato Figlio Amato, sul Golgota consegnerà il medesimo Spirito a tutti e sarà riconosciuto Figlio di Dio dal fratello più lontano, il centurione, un immondo pagano. «Sigillo d'amore sull'opzione di Gesù è la voce del Padre che si fa Dabar, Parola/Evento, nella fragile carne del Agapetos, il Figlio Amato, volto vivente di Colui che non ha volto» (cit.).