lunedì 5 gennaio 2026

"Io vorrei augurare a me, e anche a voi, che il nostro cammino possa essere un cammino illuminato dalla presenza di Gesù. Lui è salvezza, è salvezza per noi, è salvezza per il mondo." Omelia p. Gregorio Battaglia (video) 01/01/2028

Omelia p. Gregorio Battaglia
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto


MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
01/01/2026


Oggi che è il primo giorno dell'anno, di questo 2026, penso che sia bello sentire come la liturgia ci apre a questa prospettiva di augurio che è più di un augurio. 

Nella prima lettura, che è presa dal libro dei numeri, veniva detto che Mosè riceve da Dio queste parole da ripetere sul popolo:

 «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

 E' interessante questa insistenza sul Volto di Dio. Faccia risplendere il suo volto per te.

E' l'augurio ma è molto di più che l'augurio. E' una certezza di fede. 

Dio non gira il suo Volto da un'altra parte, nonostante, ripeto, una storia che non solo non è edificante la nostra, ma è quantomai avviluppata in questa spirale di violenza.

Ma Lui non gira il Volto da un'altra parte. Lui ci guarda ma il guardare di Dio è il guardare che è rivolto a sostenere, a spingere la vita. Fare in modo che l'umanità ritrovi questa strada.

Perché il suo benedire è un tutt'uno con il dono di ogni bene, della vita, della terra, dei frutti. Tutto viene da questo Volto benedicente del Padre. 

Uno si chiede ma perché il mondo va male? Se Lui ci guarda dovrebbe andare tutto bene.

Perché ci vuole la risposta nostra. A questo Volto che è rivolto verso di noi, questo Volto benedicente, questa volontà di vita da parte di Dio, questo richiede la nostra appoglienza. Noi saremo capaci di rivolgere lo sguardo verso di Lui e saperlo guardare?

Riscoprire che siamo guardati e a nostra volta saperlo guardare, accogliere questo. Ed è l'incontro. Un incontro a questo punto che richiede da noi una vera risposta.

Se Lui ci benedice con il dono della vita, con il dono dei frutti, noi dovremmo imparare a rispondere di conseguenza con una vita che sia davvero in linea con questa sua volontà di vita. Dovremmo.

Il fatto stesso che noi non ci riusciamo è stato il motivo per cui (questo lo diceva Paolo nella seconda lettura), nella pienezza del tempo, Dio, che cerca di educare questa umanità a riscoprire la vera via della vita, dopo aver parlato attraverso i profeti, adesso ci ha donato il Figlio.

Nella pienezza del tempo Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge perché avessimo l'adozione a figli. Ecco questa è la vera risposta che Lui si attende da noi. Imparare a vivere da figli suoi. 

...

E credo che sia oggi bello questo invito a imparare a chiamarlo, questo dono che Dio ci ha fatto attraverso la figura della Madre, attraverso Maria, poter continuare a chiamarlo Gesù. 

Ma chiamarlo significa non solo invocarlo, significa anche prendere contatto con Lui, imparare a conoscerlo, imparare a scoprire da Lui come si vive in obbedienza a questo Padre, in risposta a questo Volto che ci guarda, questo Volto benedicente, come si risponde, come si vive su questa terra in obbedienza a Lui.

Ecco, solo così questo anno assumerà un'andatura diversa, meno tenebrosa. 

E io vorrei augurare a me, e anche a voi, che il nostro cammino possa essere un cammino illuminato dalla presenza di Gesù. Lui è salvezza, è salvezza per noi, è salvezza per il mondo.

E se noi cerchiamo davvero di conoscerlo sempre di più, di vivere possiamo dire quasi lasciandoci abitare da Lui, lasciando che Lui prenda dimora in noi e allo stesso tempo noi impariamo a dimorare in Lui, più cresce questo rapporto con Lui e più per questo mondo ci può essere uno spiraglio di luce. Perché Lui è la nostra pace, Lui è la luce, Lui è la vita. Ecco, questo vorremmo che sia per noi, questo anno che si apre.

Ripeto, un anno che non si presenta bene. ... Le cose stanno veramente male, non stanno bene, è inutile che ci illudiamo, inutile che spariamo. E la liturgia oggi ci dice, ma se il nostro sguardo ha la forza di elevarsi e guardare in faccia questo Volto del Padre, così come Gesù ci sta insegnando, è Lui il dono, è Lui che ci insegna a camminare per le strade della Pace, forse, forse si profila per noi, per tutti, un cammino vero di vita e non un inferno. Un inferno come quello di Gaza, come quello dell'Africa, del Sud, dell'Ucraina. Inferno, e noi ci stiamo specializzando nel creare inferno. E in più abbiamo dei politici che continuano a ripetere, la pace la possiamo fare solo se ci armiamo. Guardate, così, così la pace non ci sarà mai. Ci sarà solo, solo e unicamente l'inferno della guerra. 

E vorrei davvero che prendessimo l'invito di oggi, di questa liturgia, vorrei che noi lo prendessimo sul serio. Dio, nella sua grande misericordia, ci ha fatto il dono del FiglioEcco, cerchiamo di conoscerlo, così come Maria ha cercato di capire chi era quel Figlio, quel Figlio che le è stato dato, quel Figlio che Lei ha concepito: ma chi è, che mistero c'è, come si cresce con Lui? Viviamo, ripeto, la nostra esistenza, questo nostro anno, in obbedienza a Lui, e camminando dietro di Lui.

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