martedì 27 gennaio 2026

Il card. Zuppi, pastore nel tempo delle crisi sociali. Alla Cei chiarisce su migrazioni, fine vita e femminicidi

Il card. Zuppi, pastore nel tempo delle crisi sociali.
Alla Cei chiarisce su migrazioni, fine vita e femminicidi


Dal salvataggio dei migranti al diritto di voto responsabile, dalla difesa della vita alla promozione di una scuola aperta e pluralista, fino alla richiesta di una società che protegga realmente donne e giovani: la Cei rimane radicata in una visione di umanità integrale, che non separa fede cristiana e partecipazione attiva alla vita pubblica.

E il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente dei vescovi italiani si conferma una delle voci più ascoltate nel dibattito pubblico italiano su temi etici e sociali.

Migranti: «salvare tutti» e promuovere integrazione

Sulla questione delle migrazioni, Zuppi mantiene una posizione chiara e coerente: «non possiamo rassegnarci alla logica della morte» che continua a mietere vittime nel Mediterraneo. L’arcivescovo invita a salvare le persone in pericolo e a costruire un sistema di accoglienza serio, fondato sui diritti e i doveri che non si limiti a slogan ideologici ma promuova percorsi reali di integrazione e legalità. La sua visione richiama la necessità di una risposta europea coesa, perché «i migranti si devono salvare tutti», afferma, rifiutando tanto un approccio di totale apertura indiscriminata quanto soluzioni di esclusione categorica.

I ragazzi migranti di seconda generazione

L’ apertura del Consiglio Episcopale ha visto Zuppi intervenire anche sul tragico omicidio di un giovane di origine nordafricana molto ben integrato da parte di un ragazzo che ha la medesima origine ma con più difficoltà a integrarsi, a La Spezia, un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica nazionale e che il cardinale ha letto come un campanello d’allarme per tutta la società. In proposito, Zuppi ha sottolineato quanto sia urgente accompagnare i giovani, ascoltarli nelle loro fragilità e affiancarli nelle difficoltà, al fine di prevenire l’escalation di violenza e di disagio che, in casi estremi, può condurre a gesti tragici. Parallelamente, ha collegato questo episodio anche al fenomeno dei femminicidi, richiamando la comunità civile e educativa a una responsabilità condivisa nel costruire ambienti positivi, sicuri e inclusivi.

Due i fenomeni, “tra loro non contraddittori”, segnalati nel mondo giovanile, durante la sua introduzione al Consiglio permanente della Cei, in corso a Roma fino al 28 gennaio. “Il primo, assai preoccupante, riguarda il fatto che i minori segnalati per porto di armi improprie sono passati da 778 del 2019 a 1946 del 2024 e nel primo semestre del 2025 sono già 1096”. Ha detto il cardinale: “D’altra parte, il tasso dei minori in contatto con il sistema giudiziario è uno dei più bassi di Europa”. Di qui il grazie ai “tanti preti, religiosi e laici che dedicano la loro vita per offrire ai giovani alternative di senso e di educazione senza le quali ci sono solo la strada, le dipendenze, la pornografia”: per tutti, Zuppi ha citato padre Pino Puglisi, “e con lui tantissimi padri e madri della porta accanto”. “Dobbiamo tutti fare di più e compiere scelte coraggiose, continuative, con i collaboratori indispensabili ma anche le necessarie coperture giuridica ed economica perché quanti se ne occupano – ad esempio gli educatori – e si assumono grandi responsabilità possano farlo nel giusto riconoscimento delle loro competenze e professionalità”.

Femminicidi e violenza: guardare alla radice del disagio sociale

Il tema dei femminicidi e della violenza contro le donne è un’altra grave ferita che Zuppi richiama con urgenza. La violenza domestica e quella di genere «non possono essere lette solo come cifre statistiche»: per il cardinale, essa riflette un profondo disprezzo del debole e relazioni familiari disfunzionali. Per questo, oltre alle azioni repressive, è necessario promuovere cultura, educazione al rispetto e strumenti di tutela per le vittime e potenziali vittime.

Scuole cattoliche: un fattore di inclusione e di sviluppo educativo

Impegnato anche nella difesa della libertà educativa, Zuppi ha ribadito più volte l’importanza delle scuole cattoliche e paritarie per il pluralismo educativo italiano. Secondo il presidente della CEI, queste scuole svolgono una funzione fondamentale di integrazione sociale e di “ascensore sociale” soprattutto nei contesti economicamente fragili, e meritano un sostegno non come privilegio ma come contributo alla comunità e all’intera società.

Referendum e impegno civico: votare è un dovere

Su temi di vita civile come il referendum sulla giustizia, Zuppi ha invitato apertamente i cittadini ad andare a votare, sottolineando l’importanza di preservare l’equilibrio tra i poteri della Costituzione e di difendere autonomia e indipendenza della magistratura come pilastri di un sistema giusto. Per il cardinale, la partecipazione al voto non è un atto neutro ma parte integrante di una cittadinanza responsabile.

Fine vita: difendere il valore intrinseco della vita umana

Sul delicato tema del fine vita, Zuppi è stato altrettanto netto. Ha detto «no» a qualsiasi legge che introduca il suicidio assistito, definendo fuorviante l’idea di delegare a norme legislative decisioni che coinvolgono la fragilità e la dignità dell’esistenza umana nella fase finale della vita. Per lui la risposta alla sofferenza deve passare attraverso le cure palliative e l’assistenza umana, non la morte anticipata.
(fonte: Faro di Roma, articolo di Sante Cavalleri 26/01/2026)

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Leggi anche il testo integrale dell’Introduzione del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente: