mercoledì 28 gennaio 2026

BREVIARIO - #LE CONVENZIONI di Gianfranco Ravasi

BREVIARIO
#LE CONVENZIONI 
di Gianfranco Ravasi


Quando i tuoi amici cominciano a complimentarsi con te per la tua aria giovanile,
puoi star certo che pensano che stai invecchiando.

Che ormai sia vecchio, lo capisco anche dal fatto che, quando ci si incontra tra amici, la prima battuta è sempre la stessa che ci scambiamo: «Come ti trovo bene!». Qualcuno arriva al punto di dire all’altro: «Ma tu ringiovanisci, invece di invecchiare». Ho formalizzato questa prassi scontata con le parole di uno scrittore che può essere considerato il padre della letteratura umoristica americana, Washington Irving, nato a New York nel 1783 e morto nel 1859 (la citazione è desunta dalla sua opera Bracebridge Hall). La sua osservazione induce, però, a parlare non tanto della vecchiaia quanto delle convenzioni. Ci sono, infatti, espressioni, modi di dire e di fare che sono parte della nostra  comunicazione normale e che vengono adottati per tradizione e spesso per educazione e stile comportamentale.

Si sa che non rappresentano la realtà, ma sono destinati a fungere quasi da tappeto per far correre i rapporti umani. In qualche caso, però, si può essere tentati di aggrapparsi a essi e di ritenerli fondati: così, da un lato, in chi li usa si ha ipocrisia e, d’altro lato, in chi li accoglie si genera illusione. Pensiamo
al rituale dei complimenti, delle congratulazioni, delle lodi. Tuttavia, vogliamo spezzare una lancia a favore delle convenzioni: dopo tutto, ci assicurano relazioni interpersonali un po’ fini ed eleganti, prive di quella volgarità e sbracataggine a cui oggi si ama indulgere. Certo è però che, con realismo, non ci si deve affidare a esse come a un unico sostegno per avere fiducia in sé e nel prossimo.

(Fonte: Il Sole 24 ore  - Domenica - 18.01.2026)