martedì 7 novembre 2023

"Si sta rispondendo a un orrore con un crimine. I morti di Gaza sono benzina per il terrorismo. ... Seguo la lezione di Mosè, non sono un traditore”, intervista a Moni Ovadia

"Si sta rispondendo a un orrore con un crimine.
 I morti di Gaza sono benzina per il terrorismo. 
 ... 
Seguo la lezione di Mosè, 
non sono un traditore”
 intervista a Moni Ovadia

di Umberto De Giovannangeli



"Si sta rispondendo a un orrore con un crimine. I morti di Gaza sono benzina per il terrorismo. Netanyahu? Un fascista. Chi usa la Shoah per giustificare le azioni di Israele è il peggiore degli antisemiti. Due Stati? Scemenze"

Moni Ovadia è attore, cantante, musicista, scrittore. Soprattutto, è uno spirito libero che non ha paura di “provocare”. In particolare quando si parla di guerra, d’Israele e di Palestina. Ed è un ebreo “scomodo”. “Il popolo palestinese vive in prigione e in una condizione infernale: questo scatena la rabbia del mondo arabo. E l’Occidente mostra il suo doppiopesismo, sempre pronto a imputare la ferocia ai palestinesi, ma non batte ciglio sulla loro condizione di segregazione”.

Subito dopo l’attacco di Hamas aveva affermato, controcorrente: “Israele lascia marcire le cose, fingendo che il problema palestinese non esista, per cancellare la stessa idea che i palestinesi esistano e la comunità internazionale è complice”, aggiungendo che “questa è la conseguenza di una politica di totale cecità, di occupazione e colonizzazione. La Striscia di Gaza non è un territorio libero, è una gabbia, una scatola di sardine: è vero che dentro non ci sono gli israeliani, ma loro controllano comunque i confini marittimi e aerei, l’accesso delle merci, l’energia, l’acqua. La comunità internazionale è schifosamente complice. Non a caso l’Onu aveva già dichiarato Gaza zona ‘non abitabile’. La situazione è vessatoria, dirò di più: è infernale”. Per poi rimarcare che la morte anche di una sola persona, “sia essa israeliana o palestinese”, è sempre una tragedia e va condannata con tutte le forze.

Moni Ovadia, come ci si sente quando si parla di lei come di un “traditore” d’Israele e del popolo ebraico sotto attacco di Hamas?
Queste accuse le ricevo da quando, dopo l’assassinio di Rabin, ho affermato, e ne resto convinto ancora oggi, che i peggiori nemici degli israeliani sono gli israeliani stessi. Mi riferisco ai governi e alla parte maggioritaria della società. Nel momento in cui l’unico totem intorno al quale ti prosterni è la forza, sei già perduto, come si vede adesso. Mi hanno detto di tutto. Mi hanno anche minacciato di morte. Io ho imparato una cosa dal magistero di Mosè.

La prendiamo da lontano, ma va bene. Cosa ha imparato?
Quando Mosè scese con le tavole dal monte, tutti gli ebrei erano inginocchiati davanti al vitello d’oro. Era rimasto un solo uomo a difendere l’ebraismo: Mosè. Si parva licet…Io sono passato dall’essere non sionista ad essere antisionista. Perché il sionismo è un pensiero idolatrico. E l’idolo che adora è la terra. Un importante rabbino antisionista è solito dire: perché Dio ha dato il sabato, shabbat, agli ebrei e non agli altri popoli? Perché gli altri popoli sono idolatri della terra. Sono caduti nella trappola dei nazionalisti.

Come definirebbe ciò che da venti giorni sta accadendo nella Striscia di Gaza?
Si risponde ad un orrore, l’assassinio di civili inermi, perché quello è sempre un orrore, chiunque lo faccia contro chiunque. Ammazzare civili inermi è una cosa inaccettabile. La risposta di Netanyahu, come era prevedibile, è una risposta criminale. Ammazza civili innocenti, tanto poi quelli di Hamas si riorganizzeranno, ricevendo finanziamenti da ogni parte. L’islamismo wahabita finanzia questi movimenti e così una parte del mondo arabo. Hamas continuerà ad essere finanziato, mentre i palestinesi innocenti moriranno. I bambini, le donne, gli anziani, mentre Hamas si rafforzerà. Il terrorismo aumenterà a dismisura con tutti questi morti a Gaza. Stiamo parlando di una terra che è già un inferno, un lager. In più massacrati, senza elettricità, senza luce. Gaza vive così, in una condizione di lager, da oltre mezzo secolo. Da oltre mezzo secolo, se non da 75 anni, i palestinesi vivono sotto occupazione. Per averlo ricordato, Guterres è stato crocifisso. Ciclicamente, gli israeliani bombardano e la situazione peggiora sempre di più. Benny Gantz, che ora si è buttato in politica, quando era capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, si vantava: li abbiamo riportati all’età della pietra. Quando ragioni così, hai smesso – questo è quel che penso – di essere ebreo. Non te ne sarai accorto, ma hai smesso di essere ebreo.

Perché?
La Torah è un grande libro. Che prima parla degli esseri umani e poi parla degli ebrei. Prima devi essere un vero essere umano, in ebraico la parola essere umano si dice “Ben Adam”, figlio di Adamo. Non c’entrano gli ebrei. Essere umano è “Ben Adam”. Perché noi, secondo la Torah, discendiamo tutti dalla stessa matrice, tutti gli uomini della terra scendono da questa matrice, Ben Adam. Non solo. I maestri di un bellissimo libro ebraico, Pirké avòt, “Massime dei Padri”, affermano: perché è stata detta una cosa apparentemente così insensata, che tutti gli uomini discendono da un suolo uomo? E sa qual è la risposta?

Qual è?
I maestri rispondono è stato fatto per la pace. Perché nessun essere umano possa dire ad un suo simile: il mio progenitore era migliore del tuo.

In questi giorni di guerra si torna, lo ha fatto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a riesumare la soluzione a due Stati…
È una scemenza. Una scemenza che serve ai diplomatici ipocriti, falsi, per evitare il vero problema. Oggi c’è solo una soluzione possibile…

Vale a dire?
Uno Stato binazionale. Quello in cui io credo fermamente. Stesso Stato, stessi diritti. Una democrazia per i due popoli. Libertà religiosa. Quello che è una vera democrazia. Non quella israeliana. Quella israeliana è una democrazia etnica. Quando si dice e scrive “unica democrazia del Medio Oriente”, c’è da scompisciarsi dal ridere. Democrazia per gli ebrei. Subito dopo l’approvazione, nel 2018, della legge Su Israele, Stato-nazione del popolo ebraico, Israele è diventato una “democratura”. Un mio amico israeliano, di cui non faccio il nome perché non voglio causargli guai, mi disse una volta: se Israele va avanti così diventerà l’Iran degli ebrei. Anche perché gli ebrei laici finiranno per andarsene.

Quanta responsabilità ha in tutto questo Benjamin Netanyahu?
Benjamin Netanyahu è un fascista. Nel senso stretto della parola. È un vero fascista. Un uomo che crede nella supremazia di alcuni rispetto agli altri. Viene dal revisionismo sionista, che era un sionismo di estrema destra, quello ispirato da Vladimir ZÈev Jabotinsky, di cui il padre di Netanyahu fu adepto e segretario. Ben Gurion li chiamò fascisti. Netanyahu ha dimostrato che il sionismo revisionista è quella roba lì, fascismo. Una volta Ehud Barak, già primo ministro d’Israele, il militare più decorato nella storia dello Stato d’Israele, ebbe a dire, in una bellissima intervista concessa a Gideon Levy: se fossi nato a Gaza, se fossi stato palestinese, forse sarei stato un terrorista. Si può togliere il forse. È la stessa cosa che ebbe a dire Andreotti. Però se lo dico io sono un nemico del popolo ebraico, un assassino. Una volta mi è stato detto: Moni Ovadia studia l’yiddish per ammazzare più ebrei. Io non mi occupo di psicopatologia. Tutto questo non ha niente di politico. Non è un discorso sul piano della logica. È psicopatologia. Ci sono alcuni ebrei, anche in Italia, che vivono come se vivessero a Berlino nel 1935. Quando mai gli ebrei hanno avuto un esercito tra i più potenti al mondo? Quando mai? Quelli che usano la Shoah per giustificare Israele nelle sue azioni, li considero i peggiori antisemiti. Perché è come sputare sulle ceneri dei nostri morti, che erano davvero indifesi e abbandonati. Israele non solo è armato fino ai denti, anche con le testate atomiche, ma ha gli alleati più potenti della terra, gli Stati Uniti in primis. Gli antisemiti sono quelli. Quelli che coprono i crimini dell’oggi con la immane tragedia del secolo scorso. È un atto di blasfemia infame, tirare in campo ebrei che erano davvero indifesi, davvero vittime. C’è una differenza tra vittime e vittimisti.

Quale sarebbe?
Il vittimismo lo facevano anche i nazisti. Noi dobbiamo ammazzare gli ebrei, sterminarli, perché sennò quelli ci distruggono. Questo era il mantra dei nazisti. Perché ve la prendete con gli ebrei, cosa vi hanno fatto di male? Vogliono distruggere la Germania e impossessarsi del mondo. La propaganda di Goebbels si fondava su questo. Un vittimismo criminale che fece presa sui tedeschi.
Oggi quando tu dici distruggi mezza Gaza, e poi dici è successa questa cosa, chi è stata la vittima? Gli israeliani, ti dicono loro. Guai a questo vittimismo. Ricordo un’affermazione di un grande intellettuale palestinese scomparso, Edward Said: “la tragedia dei palestinesi è essere vittime delle vittime”. Che è altra cosa dal vittimismo giustificato, quando gli ebrei si dicevano giustamente vittime. Ma adesso, con non so quante centinaia di testate nucleari?

A proposito di immagini che lasciano un segno importante di speranza. Cosa ha provato nel vedere quel breve filmato dell’anziana signora israeliana, rapita il 7 ottobre da quelli di Hamas…
Ha detto shalom a quelli di Hamas. In ebraico le direi, abbracciandola se potessi farlo, kol akavod, tutto l’onore. Quella donna, in quella parola ha concentrato tutto il senso che noi dovremmo invocare per arrivare alla pace. E vedevo con che tenerezza l’uomo di Hamas le stringeva la mano per congedarla. Siamo in mezzo agli esseri umani. Anche il più feroce è un essere umano. Se non capiamo questo, siamo persi. Poi ho provato una grande emozione alle parole di Guterres. Naturalmente gli hanno dato subito dell’antisemita.
Le dico, in conclusione, come definirei in un dizionario l’antisemitismo. Metterei due voci. Una, quella vera. E l’altra direi: chiunque si opponga alla richiesta di totale impunità dei governi israeliani. I governi israeliani non vogliono difendersi. Vogliono avere l’impunità totale qualsiasi e cosa facciano. Dispiace di essere così duro. Ma è ora di finirla con gli understatement. Vorrei dirlo anche a tanta brava gente che parla di pace. Però essendo stati understate hanno permesso agli israeliani di andare avanti fino a questo punto. I palestinesi sono le vittime. Fuori di ogni discussione. Ma la catastrofe sarà per gli israeliani. Quando imbocchi la strada dell’integralismo etnico-religioso, quando ai coloni criminali permetti di fare scorribande bruciando le case dei palestinesi, loro fanno i pogrom. Ma se li fanno gli ebrei, tutti zitti. Io non sono così

(Fonte: pubblicato su L'Unita - 28.10.2023)