venerdì 21 aprile 2023

Feriti da uno sguardo

Feriti da uno sguardo

La dolorosa storia del quindicenne afghano Khalil Ahmad testimonia il dramma della povertà di un intero Paese e denuncia il turpe commercio degli organi umani


Ci si è interrogati a lungo se pubblicare questa foto, terribile e dolorosa, che coinvolge un minore in un contesto di vulnerabilità e di grande drammaticità. Un’immagine che ha già, comunque, una sua ampia diffusione: è lo scatto — intitolato The Price of Peace in Afghanistan — con cui l’artista danese Mads Nissen ha vinto il premio World Press Photo Story of the Year 2023.

Una foto “difficile”, quindi, che si è deciso di evidenziare, fedeli all’impegno di sottrarre alla coltre dell’indifferenza le tante, troppe storie di dolore che incontriamo nelle “periferie” del mondo. Quello sguardo non si può oscurare. Deve raggiungere i nostri occhi, deve poterci ferire.

Khalil Ahmad è un giovane di 15 anni, eppure da poco gli è stato asportato un rene. Non per una malattia. Per la fame. Siamo ad Herat, nell’Afghanistan occidentale. Suo padre Mohammad, operaio edile, aveva perso il lavoro e, non riuscendo più a portare a casa cibo e medicine per la famiglia (una moglie e dodici figli), aveva chiesto prestiti ad amici e conoscenti, i quali – tornati i talebani al potere, dopo il ritiro delle forze militari di Stati Uniti e Nato a fine agosto 2021 – hanno preteso di riscuotere il credito. Non avendo i soldi, ha compiuto l’inimmaginabile per un genitore. Un gesto difficile da comprendere, forse anche seguendo la pista della disperazione. Ha accompagnato il figlio in un ospedale e venduto il suo rene per 3.500 dollari. Ogni merce ha il suo prezzo. E oggi Khalil soffre di dolori cronici e non ha più le forze per correre con gli amici.

Dell’Afghanistan ci si è rapidamente dimenticati. Finito l’interesse per la guerra, si è voltata pagina. Eppure, è allora che è scoppiata la crisi. Gli aiuti internazionali sono stati bloccati e dal 2021 il prodotto interno lordo nazionale è crollato di oltre il 20 per cento. Secondo dati del Wfp il 97 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, nove milioni di persone sono a rischio di carestia e il numero dei bambini gravemente malnutriti si attesta a oltre un milione.

In questa situazione di povertà estrema e disperazione è cresciuto il traffico illegale di organi, che vengono espiantati senza alcun controllo, e poi commercializzati. La zona di Herat è la più colpita da questa piaga, che per gli ospedali è un grande affare. I funzionari del Loqman Hakim Hospital, in base ad alcune testimonianze raccolte da media internazionali, calcolano di aver eseguito più di 1.000 trapianti di rene in cinque anni, attirando pazienti da tutto l’Afghanistan.

La fame «costituisce un vero e proprio scandalo, un crimine che viola i diritti umani fondamentali. È quindi dovere di tutti estirpare questa ingiustizia attraverso azioni concrete e buone pratiche, e attraverso politiche locali e internazionali coraggiose», ha detto Papa Francesco al pre-vertice Onu sui Sistemi alimentari, svoltosi a Roma nel luglio 2021. Da allora sono passati quasi due anni. Eppure, la globalizzazione dell’indifferenza non sembra avere fine. 
(fonte: L'Osservatore Romano, articolo di Roberto Paglialonga 21/04/2023)