sabato 12 marzo 2022

Pax Christi. Mons. Ricchiuti: Tacciano le armi ! - La guerra si poteva evitare, sbagliato dare armi agli ucraini

Tacciano le armi !

Dichiarazione del Presidente di Pax Christi

Abbiamo accolto l’invito di Papa Francesco per la giornata di preghiera e digiuno per la pace, ieri, Mercoledì delle Ceneri. Un invito anche alla conversione. Mi unisco al dolore per le vittime di questa guerra in Ucraina, e di tutte le guerre. Dalle tante coscienze, da numerose piazze d’Italia sale sempre più forte il grido di pace e di no alla guerra. Si chiede il non coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto né con armi e né con preparazione di uomini.

Certo, la condanna all’aggressione operata da Putin è totale. La guerra è sempre una tragedia. Ma non possiamo con questo dimenticare, o peggio ancora assolvere, la NATO (di cui l’Italia fa parte) dalle sue gravi responsabilità.

Sono sconcertato dalla decisione del Governo e del nostro Parlamento di inviare armi all’Ucraina. E, ancora di più, resto senza parole leggendo le dichiarazioni del nostro ministro della difesa, Lorenzo Guerini, su La Stampa di oggi, che oltre a ritenere uno scenario possibile una guerra che può durare 10-20 anni, alla domanda del giornalista sulla decisione della Germania di aumentare le spese militari fino al 2% del Pil, risponde: “Noi abbiamo un trend in crescita da quando sono ministro: da settembre del 2019 a oggi, il bilancio della Difesa è cresciuto di oltre 3 miliardi e mezzo, siamo all’1,4% del Pil. Si tratta di fare più investimenti per presidiare un pezzo della nostra sovranità nazionale e tecnologica».

No, Signor Ministro, “mostrare i muscoli” non può essere, e non potrà essere la strada che porta alla pace! Io non ci sto! E con me credo tantissime donne e uomini di buona volontà, di Pax Christi e non solo. Che credono e vogliono la pace. “Se vuoi la pace, prepara la Pace, non la guerra!” Mi sembra che qui si vedano ben chiari i grandi interessi delle lobby delle armi. Non per niente da tempo sono in aumento le spese militari. Non ci sono i soldi per tante necessità ma per le armi si trovano sempre. E si decide addirittura di destinarle a zone di guerra, rendendoci, secondo alcuni esperti analisti, un Paese ‘belligerante’.

Proprio un anno fa, papa Francesco nel suo viaggio in Iraq affermava, a Ur dei Caldei,: “Un’antica profezia dice: «Verranno giorni in cui spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci. E un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo” (Is 2,4). Questa profezia non si è realizzata, anzi spade e lance sono diventate missili e bombe!”.

Come cittadino che fa riferimento alla Costituzione Italiana (Art. 11) che ripudia la guerra, e da credente e vescovo che fa riferimento al Vangelo, credo sia mio e nostro dovere offrire solidarietà umana e accoglienza a chi fugge dalla guerra, ma è altrettanto doveroso un impegno deciso e radicale contro l’irrazionalità e l’immoralità di ogni guerra e la sua preparazione. Non possiamo versare benzina sul fuoco. E’ questa è la conversione che vogliamo chiedere anche in questo tempo quaresimale.

Pax Christi sarà a Roma il prossimo 5 marzo con tante donne e uomini per chiedere pace.

Mi auguro che allo jus in bello si sostituisca il Diritto Internazionale alla Pace.

Impruneta (Fi), Casa per la Pace, 3 marzo 2022

+ Giovanni Ricchiuti,+
Presidente Nazionale di Pax Christi
Vescovo di Altamura-Gravina – Acquaviva delle Fonti

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Pax Christi. Ricchiuti: la guerra si poteva evitare, sbagliato dare armi agli ucraini

Parla il presidente del movimento in Italia, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti


Pax Christi ha fatto sentire la sua voce sulla guerra in Ucraina, non poteva essere altrimenti. «Tacciano le armi» è il titolo della dichiarazione firmata dal presidente dell’associazione, Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, che fa eco alle parole del Papa e «chiede il non coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto né con armi e né con preparazione di uomini».

Monsignor Ricchiuti, Russia e Ucraina che cosa le evocano di primo acchito?
Tante cose. ...

...

Come giudica il voler contribuire alla risoluzione del conflitto rifornendo l’Ucraina di armi?
L’Italia non poteva mandare le armi all’Ucraina, perché l’articolo 11 della Costituzione è fin troppo chiaro. Lo è anche la legge 185/90 – di cui don Tonino Bello fu uno dei suoi promotori – anche se il Consiglio dei ministri ha voluto sfruttare la possibilità che la legge prevede di una deroga, con l’assenso della Camere, per mandare armi a un Paese in guerra. Come uomo, come credente e come vescovo, non mi stancherò di dire questa è la strada sbagliata. Un consigliere regionale della Puglia, Fabiano Amati, ha definito nei giorni scorsi quelli che sostengono queste posizioni dei “pacefondai”. È un’espressione che lui usa con dileggio ma che accetto di buon grado.

A che cosa serve pregare per la pace? Molti credono sia solo un gesto simbolico, come il minuto di silenzio.
La preghiera prima di essere richiesta è ascolto. ...

Leggi tutta l'intervista da Avvenire

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