venerdì 19 febbraio 2021

LITURGIA DOMESTICA - I DOMENICA DI QUARESIMA (B) "Con Gesù. Dal deserto rinasce la vita" Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto

LITURGIA DOMESTICA 


I DOMENICA DI QUARESIMA (B) 


"Con Gesù. 
Dal deserto rinasce la vita" 


Fraternità Carmelitana 
di Barcellona Pozzo di Gotto
a cura di fr. Egidio Palumbo



Preparare in casa
 l’“angolo della preghiera” 

Entriamo nel tempo liturgico della Quaresima, cammino di fede verso la Pasqua del Signore, itinerario spirituale dove riscopriamo la fecondità del nostro battesimo, l’essenzialità della vita, i valori che veramente contano per la nostra esistenza e la lotta che siamo chiamati a sostenere contro noi stessi e contro tutte le forme di idolatria presenti nel nostro mondo che ci distolgono da un cammino autentico di crescita umana e cristiana. 

Anche nel tempo di Quaresima diventa importante perseverare nella preghiera in famiglia, facendo della preghiera un ascolto dialogico con Dio e con la sua Parola. Lo sappiamo: non esiste solo la chiesa parrocchiale o la chiesa santuario per pregare. Per i cristiani ognuno – a motivo del battesimo e della cresima – è sacerdote in Cristo e quindi chiamato a pregare per sé e per gli altri, e ogni famiglia cristiana è chiamata per vocazione ad essere chiesa domestica

Per cui ogni famiglia può approntare in casa l’“angolo della preghiera”, quello che i nostri fratelli cristiani della chiesa orientale chiamano “l’angolo della bellezza”. 

In un luogo della casa, su un tavolo o su un mobile o su una mensola si possono collocare una icona del Cristo, una lampada (da accendere per la preghiera), una Bibbia aperta e un fiore. Ecco l’angolo bello, l’angolo da cui, attraverso l’icona, lo sguardo di Dio veglia sulla famiglia. Non siamo noi a guardare l’icona, ma è l’icona a guardare noi e ad aprirci alla realtà del mondo di Dio. 

Per il tempo di Quaresima l’“angolo della preghiera” possiamo mettere in maggiore evidenza la Bibbia, il libro che contiene la Parola di Dio, e un cero che ci richiama il cero pasquale, simbolo di Cristo Luce del mondo, che illumina il cammino della nostra vita. 

In questo angolo la famiglia si riunisce per pregare in un’ora del giorno compatibile con i ritmi di lavoro. 

Si può pregare seguendo varie modalità: 

- Prima modalità. Leggere il brano del vangelo della liturgia del giorno, breve pausa di silenzio, poi recitare con calma il salmo responsoriale corrispondente e concludere con la preghiera del Padre Nostro, la preghiera dei figli di Dio e dei fratelli in Cristo Gesù (per le indicazioni del vangelo e del salmo del giorno utilizzare il calendarietto liturgico). 

- Seconda modalità. Per chi sa utilizzare il libro della Liturgia delle Ore, alle Lodi e ai Vespri invece della lettura breve, leggere il vangelo del giorno alle Lodi e la prima lettura del giorno ai Vespri. 

- Terza modalità. Si può utilizzare un libretto ben fatto, acquistabile nelle librerie che vendono oggetti religiosi. Si intitola “Amen. La Parola che salva” delle edizioni San Paolo, costa € 3,90 ed esce ogni mese. 

Di ogni mese contiene: la preghiera delle Lodi del mattino, le letture bibliche della celebrazione eucaristica dei giorni feriali e della domenica con una breve riflessione, la preghiera dei Vespri della sera, la preghiera di Compieta prima del riposo notturno e altre preghiere. 

Scrive papa Francesco in Amoris Laetitia al n. 318, dando altri suggerimenti per la preghiera: 

«Si possono trovare alcuni minuti al giorno per stare uniti davanti al Signore vivo, dirgli le cose che preoccupano, pregare per i bisogni famigliari, pregare per qualcuno che sta passando un momento difficile, chiedergli aiuto per amare, rendergli grazie per la vita e le cose buone, chiedere alla Vergine di proteggerci con il suo manto di madre. Con parole semplici questo momento di preghiera può fare tantissimo bene alla famiglia». 

Sì, la preghiera in famiglia rafforza la nostra fede in Cristo Gesù e rende saldo il vincolo d’amore tra marito e moglie, tra i genitori e i figli, tra la famiglia e il territorio in cui abita e il mondo intero. 

In questa proposta di Liturgia Domestica seguiamo la prima modalità.




Prima Domenica di Quaresima – B 



Con Gesù. 

Dal deserto rinasce la vita 



I. Apertura della Liturgia domestica

Solista: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.


(Accensione del cero)



Solista: Sii benedetto, o Padre, che fai germogliare il deserto della nostra vita.

Tutti: Eterno è il tuo amore per noi!

Solista: Sii benedetto, o Gesù Figlio di Dio, che non ci lasci solo nel cammino della vita.

Tutti: Eterno è il tuo amore per noi!

Solista: Sii benedetto, o Spirito Santo, che ci orienti e sostieni nella scelte della vita.

Tutti: Eterno è il tuo amore per noi!



Solista: Beato l’uomo che gli empi non segue,

             che mai percorre sentieri d’iniqui,

             né degli stolti i ritrovi frequenta;

             ma sua gioia è la legge di Dio,

             legge amata e meditata giorno e notte.



Tutti: Ma non così, non così gli empi.

         Iddio veglia il cammino dei giusti,

         mentre gli empi finiscono nel nulla.


                    (Sal Salmo 1, trad. poetica di Davide Turoldo)



II. Ascolto orante del vangelo di Marco (1,12-15)

    Apriamo il vangelo di Marco al cap. 1. Facciamo una breve pausa di silenzio, e poi chiediamo allo Spirito Santo che ci apra alla comprensione di questo scritto che contiene la Parola di Dio per noi oggi. 

Tutti: Vieni, Santo Spirito,

         manda a noi dal cielo

         un raggio della tua luce.

         Lava ciò che è sordido,

         bagna ciò che è arido,

         sana ciò che sanguina.

         Piega ciò che è rigido,

         scalda ciò che è gelido,

        drizza ciò che è sviato.



        Leggiamo attentamente e con calma la pagina di Marco, cap. 1, dal verso 12 fino al verso 15. 

Dopo la lettura del vangelo, recitare insieme



Protesi alla gioia pasquale,

sulle orme di Cristo Signore,

seguiamo l’austero cammino

della santa Quaresima.



La legge e i profeti annunziarono

dei quaranta giorni il mistero.

Gesù consacrò nel deserto

questo tempo di grazia. […]



Sia parca e frugale la mensa,

sia sobria la lingua e il cuore.

Fratelli, è tempo di ascoltare

la voce dello Spirito.

(dalla Liturgia)



1. Meditiamo la pagina evangelica. Ecco alcuni spunti.

Iniziamo il cammino della Quaresima verso la Pasqua del Signore. La Quaresima, come è ormai costume secolare, viene dopo il carnevale, dopo la festa delle maschere con le quali ci si nasconde il proprio volto, la propria identità; ci si mostra agli altri in un modo totalmente diverso da quello che realmente si è nella vita. Indossare una maschera è come fare l’attore. Nel teatro greco le maschere nascondevano la vera identità degli attori, impegnati sulla scena a rappresentare un personaggio diverso dalla loro realtà personale. Un attore, pur con tutta la sua bravura e la sua capacità di immedesimazione in un personaggio, rimane sempre un attore, uno che recita sulla scena un personaggio che in realtà non è lui. E non a caso, ci sono attori di talento che sanno interpretare più personaggi: da quelli più drammatici a quelli più comici. Il carnevale, quindi, ci maschera la realtà, ce la falsifica. 

      La Quaresima, venendo dopo il carnevale, smaschera il nostro volto, ci riconduce alla nostra realtà, a ciò che realmente siamo: siamo polvere, siamo creature deboli e fragili; non siamo dei “padreterni” in questo mondo, non siamo perfetti, ma abbiamo bisognoso di conversione, di cambiare stile di vita come figli/figlie e fratelli/sorelle. La Pasqua del Signore è proprio questo cambiamento di stile di vita: il passaggio (pasqua significa “passaggio”) dall’uomo vecchio, egocentrico e affetto da autolatria (l’idolatria di sé che maschera la realtà di noi stessi), all’uomo nuovo, allocentrico, orientato dall’amore, il cui centro gravitazionale non è l’io («nessuno di noi vive per se stesso»: Romani 14,7; questo vuol dire che non dobbiamo aver cura di noi stessi in modo egoistico) ma agli altri. È la Pasqua che evoca il nostro battesimo. 

2. Il Mercoledì della Ceneri, che apre la Quaresima, ci dice proprio tutto questo. Le “ceneri” ci ricordano quello che noi realmente siamo: fragile polvere, creature. La “cenere”, però, ha anche la proprietà di purificare: perciò ci viene ricordato che abbiamo bisogno di conversione e di affidarci al Vangelo per diventare figli/figlie e fratelli/sorelle. Infatti la pagina del vangelo di Matteo 6,1-6.16-18 ci invita all’elemosina, ovvero ad essere attenti verso gli altri, ad avere compassione dei poveri, ad essere fratelli; ci invita alla preghiera, ovvero al dialogo con Dio, all’ascolto della sua Parola, a vivere da figli di Dio; ci invita al digiuno, ovvero all’essenzialità e alla sobrietà, ad un uso rispettoso e non padronale delle cose di questo mondo e del creato. Elemosina, preghiera e digiuno: un itinerario quaresimale verso la Pasqua, verso la rinascita della vita. 

3. Con la prima Domenica di Quaresima inizia l’itinerario vero e proprio della Quaresima. I nostri occhi sono invitati a guardare il Cristo che sospinto dallo Spirito nel deserto è messo alla prova dall’avversario (cf. Marco 1,12-15), da quella forza ostile, presente nell’animo umano, che pensa ed agisce non secondo Dio ma secondo logiche mondane. Come avversario si comportò Pietro quando volle ostacolare il cammino del Maestro (cf. Marco 8,32-33) e quando lo rinnegò non riconoscendosi come uno dei suoi discepoli durante il processo di Gesù davanti al sommo sacerdote (cf. Marco 14,66-72); come avversari si comportarono coloro che stavano sotto la croce insultando Gesù e invitandolo a salvare se stesso (cf. Marco 15,29-32).





4. Il deserto, nel quale Gesù è sospinto dallo Spirito, rappresenta quella condizione di aridità che spesso caratterizza la nostra esistenza personale e la nostra convivenza civile e religiosa. Una condizione di precarietà, di smarrimento e di invivibilità per l’assenza di punti di riferimento. 

    Ma il deserto per la Bibbia ha anche un’altra faccia: l’assenza di punti di riferimento diventa anche quella condizione di silenzio e di essenzialità che apre all’incontro con Dio e all’ascolto della sua Parola. 

    È interessante che nella narrazione dell’evangelista Marco, Gesù sta nel deserto, che è il deserto della vita, e ci sta senza parlare, in silenzio, in ascolto e in obbedienza alla Parola di Dio. E ci dice Marco: «Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano» (Marco 1,13), una evocazione, secondo la profezia di Isaia 11,6-9; 65,25, di quel futuro di riconciliazione e di pace che porterà il Messia.




Ebbene, con Gesù, il Messia di Dio, è dal deserto che è possibile rifondare la nostra vita e il mondo; è dal deserto, dalla condizione di aridità ma anche di essenzialità e di ascolto, che è possibile rinascere, ricominciare, che è possibile aprirsi ad un futuro diverso di riconciliazione e di pace. Per la fede biblica, a volte è dal deserto che fiorisce la vita (Isaia 32,15; 41,18), è dal deserto che rinascono prospettive di dialogo e di comunione (Marco 1,45). Queste sono anche le vie di Dio che dobbiamo imparare a conoscere (vedi il salmo responsoriale: Sal 25). 

5. Il diluvio, del quale si accenna nella prima lettura (vedi Gen 9,8-15), è stato causato dalla malvagità degli uomini (cf. Gen 6,5) che ha corrotto le relazioni umane e ha distrutto la terra. Con il diluvio, allora, la terra diventa come un deserto, un luogo invivibile. Eppure, c’è un giusto, Noè, che, anche lui stando in silenzio, in obbedienza a Dio, costruisce un’arca che è una specie di microcosmo che ospita uomini, donne, piante, animali… Quell’arca, costruita da Noè, il giusto, garantisce al mondo un futuro di salvezza, un’alleanza di pace con Dio e con gli uomini. Dal diluvio/deserto rinasce un nuovo mondo. 



Ma ora abbiamo paura, Signore, 

che non tu manderai ancora diluvi 

ma noi stessi rischiamo di distruggere 

con le nostre mani la tua creazione: 

la terra è piena di veleni, Signore, 

e noi non sappiamo più arrestarci 

su queste fatali strade di morte: 

Signore non lasciarci in balìa di noi stessi, 

ma salvaci dall’incombente catastrofe. Amen. 

       (Davide Turoldo) 



         Perciò l’apostolo Pietro (vedi seconda lettura: 1Pt 3,18-22) può evocare il diluvio come figura del nostro battesimo: immersi nell’acqua, si muore all’uomo vecchio e, uscendo dall’acqua, riemergendo, si rinasce all’uomo nuovo ad immagine di Cristo. È una rinascita esistenziale, è la rifondazione e ricostruzione della nostra vita personale e comunitaria. Infatti, quest’acqua «non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo». 


Pure il diluvio è immagine santa: 

nulla vi è di perduto nel mondo, 

tutto si svolge al bene per chi ama 

e della fede nel Cristo egli vive! 



È del battesimo il simbolo vero: 

vero il lavacro che sgorga dal legno, 

segno pur esso dell’arca che porta 

la più attesa salvezza del mondo. 



È il giusto ucciso una volta per sempre 

ma reso vivo da Dio in ispirito: 

giusto offerto per sempre agli ingiusti, 

che a Dio riporta l’intero universo. 

                        (Davide Turoldo)

 

All’inizio della Quaresima, con il Salmo 25, chiediamo al Signore che ci faccia conoscere e camminare secondo le sue vie, affinché dal “deserto” della nostra vita personale e dal “deserto” delle nostre comunità e delle nostre città possa rinascere un futuro di giustizia e di pace per questo nostro mondo.





Figlio di Dio tentato come noi,

donaci la forza di resistere come te

alle nere aggressioni del maligno

e salvaci dagli scoraggiamenti:

ti chiediamo un cuore nuovo e una mente nuova

per credere nel vangelo:

il tempo si compia anche per noi

e venga finalmente il Regno. Amen.

      (Davide Turoldo)



III. Intercessioni

Solista: Dio pone l’arcobaleno come segno di alleanza tra il cielo e la terra. Nel Figlio Gesù Egli lega indissolubilmente a sé la nostra terrosa umanità per innalzarci alla sua vita divina. Confidenti nel suo amore di Padre, innalziamo a Lui le nostre preghiere e le nostre suppliche ed insieme diciamo: 

Tutti: R/ Salvaci, Signore nostro Dio

Voce 1: - Abbi pietà della tua Chiesa, o Dio, dei tuoi ministri e di tutto il tuo popolo: falle il dono di una vera conversione, perché libera da ogni schiavitù e idolatria possa amare solo Te, sommo ed unico Bene e restare sempre in ascolto obbediente della tua Parola. Preghiamo. 

Voce 2:- Sii benevolo con noi, o Dio, che abbiamo intrapreso questo cammino quaresimale. Donaci il tuo Santo Spirito, perché ravvivi il ricordo del nostro battesimo, ci faccia comprendere le parole del tuo Figlio Gesù e ci dia la forza e la determinazione di camminare dietro di Lui come suoi veri discepoli. Preghiamo. 

Voce 1:- Ti affidiamo, o Dio, il mondo intero e la storia dei nostri giorni. Soffiano venti gelidi di odio e di rancore e la guerra diventa per tanti una scelta obbligata. Illumina con la tua sapienza i governanti e i popoli a ritrovare la via della ragione e del dialogo. Preghiamo. 

Voce 2: - Converti, o Dio della pace, il cuore di chi produce ed esporta armi. Converti il cuore dei nostri politici e governanti, che a parole dicono di essere per la pace, ma nei fatti favoriscono e coprono il commercio delle armi. Preghiamo. 

Voce 1: - Ti vogliamo pregare, o Dio, in modo particolare per tutti coloro che persistono nel male. Fa’ che la loro durezza di cuore possa essere incrinata dalla testimonianza di persone che credono nel Vangelo. Preghiamo. 

Voce 2: - Ti affidiamo, o Dio, nel silenzio di questa preghiera i nostri parenti e amici defunti e le vittime del coronavirus [pausa di silenzio, e poi riprendere a leggere →]; ti affidiamo anche le vittime della guerra, della criminalità mafiosa, della violenza urbana e tra le mura domestiche. Dona a tutti la tua consolazione e la tua pace. Preghiamo. 

Solista: Come popolo di Dio, chiamato a rinascere nel deserto della vita, diciamo insieme:

Tutti: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.

          venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà

          come in cielo, così in terra.

          Dacci oggi il nostro pane quotidiano

          e rimetti a noi i nostri debiti,

          come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

          e non abbandonarci alla tentazione,

         ma liberaci dal male. Amen.


- Concludere con la Preghiera:
Tutti: Ascolta, o Dio, la nostra preghiera ed esaudiscila secondo la tua volontà, perché nel nostro cuore non venga mai meno il coraggio per affrontare le prove che incontriamo nella vita. Per Cristo nostro Signore. AMEN. 

Solista: Benediciamo il Signore.

Tutti: Rendiamo grazie a Dio.




IV. Proposta di preghiera per il pranzo

Tutti: Dio, Padre nostro,

          il digiuno che gradisci

          è uno spirito contrito,

          sensibile ai bisogni degli uomini.

          Crea in noi un cuore nuovo,

          affinché ti rendiamo grazie

         con una vita che ti piaccia,

         tutta di giustizia e di amore.

         Per Cristo nostro Signore. Amen.

               (da Preghiere per una tavola fraterna)