domenica 27 dicembre 2020

"Un cuore che ascolta lev shomea" - n. 7/2020-2021 (B)

 "Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (B)


Vangelo:



Dopo la manifestazione ai pastori e agli umili, Gesù - il Pastore - viene presentato al tempio come è scritto nella Legge di Mosè. Il patto di alleanza tra Yahweh ed il popolo di Israele ha il suo segno visibile nella circoncisione che ancora oggi ne segna l'appartenenza. Il bambino viene accolto fra le braccia del vecchio Simeone, che significa: «Dio ha ascoltato», ed è figura dell'Israele rimasto fedele al Signore che attende senza stancarsi la sua consolazione. Egli è l'uomo che è sempre in ascolto della Parola e la mette in pratica, e il suo cantico - che la Liturgia ci fa pregare a compieta - è il grido pacato e incontenibile che finalmente esplode con il fiato di tutta l'umanità, come un fiume impetuoso che rompe gli argini e dilaga. Soltanto adesso possiamo chiamare per nome l'ineffabile Nome che nessuno mai è stato in grado di pronunciare: Gesù, salvezza di Dio per ogni creatura umana. «Poter pronunciare il Nome di Dio vuole dire ritrovare le proprie radici in quel Nome che sta all'origine di ogni altro nome» (cit.). Soltanto ora possiamo chiamare Dio per nome, perché Dio si è fatto concepire e si è donato ad ognuno di noi, realizzando così il più grande desiderio dell'uomo.