giovedì 24 dicembre 2020

"Un cuore che ascolta lev shomea" - n. 6/2020-2021 (B)

"Un cuore che ascolta - lev shomea"
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

NATALE DEL SIGNORE
MESSA DELLA NOTTE

Vangelo:



L'Amore del Padre per i suoi figli si è finalmente manifestato nella fragile carne del Figlio. L'infinitamente grande si è reso visibile nella piccolezza di un bimbo indifeso, perché noi potessimo accoglierlo senza timore. Erroneamente riteniamo che le caratteristiche di Dio - Mysterium Tremendum et Alliciens - siano l'onnipotenza, la magnificenza e lo splendore (cf. Dn 2,31ss) ma, in verità, queste sono le caratteristiche dell'idolo, della sua immagine satanica. Se il Figlio di Dio si fosse reso presente con potenza e gloria, necessariamente tutti lo avremmo accolto, ma non sarebbe stato Dio bensì l'idolo. Norma essenziale per la nostra fede è perciò la piccolezza, la porta stretta che dobbiamo attraversare per entrare nel Regno di Dio, una piccolezza in grado di abbattere ogni presunta grandezza, come il piccolo sasso, apparentemente insignificante, del libro del profeta Daniele (cf.Dn 2,34ss). Lo scandalo per l'uomo d'ogni tempo, è accogliere l'estrema fragilità di questo Dio che s'è fatto solidale con la nostra debolezza, poiché un Dio che ci viene incontro in questo modo, si espone inevitabilmente al rifiuto. Questo è il tallone di Achille di Dio, la vulnerabilità del suo grande amore per noi, che non può non rispettare la nostra libertà, anche a costo di lasciarsi rifiutare.  «A coloro, però, che lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12)