domenica 22 marzo 2020

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 20/2019-2020 (A) di Santino Coppolino

"Un cuore che ascolta - lev shomea"
Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)

Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino





Traccia di riflessione sul Vangelo della domenica
a cura di Santino Coppolino

IV DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) 

Vangelo:

Gv 9,1-41


Continua l'itinerario battesimale iniziato Domenica scorsa col brano della Samaritana al pozzo. E' un cammino di illuminazione nella fede che non ha mai fine e che ci rende capaci di vedere la nostra condizione di cecità, sempre così bisognosi di guarigione. Il brano inizia con un cieco che vede e termina con dei presunti vedenti che restano ciechi. In mezzo c'è tutto il processo dell'illuminazione dell'ex cieco nato. L'evangelista sottolinea in modo particolare la conoscenza che il cieco ha di Gesù: all'inizio come «quell'uomo» (v.11), poi sempre più chiaramente e in profondità: «è un profeta!» (v.17); «è da Dio» (v.33); è il Figlio dell'uomo, è il Signore che ora vede e adora (v.35-38). Questo è il cammino che ogni credente è chiamato a percorrere, un cammino che ha da pagare un prezzo altissimo: il rifiuto del mondo. L'ostilità incontrata dal cieco è la medesima che ha dovuto sostenere Gesù, la stessa che deve sostenere la Chiesa e ogni credente. In ogni tempo c'è un cieco che acquista la vista e mostra ai presunti vedenti la loro cecità perché anche loro aprano gli occhi. Chi infatti viene alla luce, deve sostenere l'opposizione di chi sta nelle tenebre; chi è immerso nelle tenebre avverte il dilagare della luce, che non può in alcun modo fermare. E' il dramma di ogni uomo in cui si compie il faticoso passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, da quel sistema di omologazione che rende tutti ciechi alla piena libertà di essere finalmente se stessi. «Solo adesso l'ex cieco, espulso fuori dalle tenebre di chi lo vuole cieco, può finalmente incontrare il Volto di colui che gli ha dato la vista» (cit.)