mercoledì 20 novembre 2019

20 novembre: Giornata Mondiale dei diritti dei bambini - I BAMBINI, RICCHEZZA CHE CI GIUDICA di Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli

20 novembre: Giornata Mondiale dei diritti dei bambini 
I BAMBINI, RICCHEZZA CHE CI GIUDICA 
di Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli,
presidente di Caritas Italiana



La Convenzione Onu sui diritti di infanzia e adolescenza (Crc) fu approvata 30 anni fa, il 20 novembre 1989. È stata ratificata in quasi tutto il mondo. Tuttavia, pur sorvolando su assenze di peso, come gli Usa, il cammino da fare per rendere effettivi questi diritti è ancora lungo. Basti ricordare alcuni dati, richiamati in un dossier pubblicato da Caritas Italiana per l’occasione: un bambino su 4 vive in paesi colpiti da guerre o disastri naturali, 28 milioni di minori sono stati cacciati dalle proprie abitazioni, ben 75 milioni di bambini e giovani hanno interrotto i percorsi scolastici a causa di conflitti e catastrofi naturali. Anche in Italia, nel 2018, i minori in povertà assoluta erano 1.260.000. Semplicità e sorpresa Papa Francesco, nel Messaggio per la 3ª Giornata mondiale dei poveri, denuncia le nuove schiavitù a cui sono sottoposti milioni di uomini, donne e minori, e invita a «rianimare la speranza e restituire fiducia», ricordando che «ne va della credibilità del nostro annuncio e della testimonianza dei cristiani». Proprio pensando ai troppi bambini rifiutati, derubati dell’infanzia e del futuro – minori che affrontano viaggi disperati per fuggire da fame e guerra, o che non nascono perché le loro madri subiscono condizionamenti economici, sociali, culturali… –, il Papa nel marzo 2015 aveva ricordato che «da come sono trattati i bambini si può giudicare una società» e che «i bambini sono in se stessi una ricchezza per l’umanità e la Chiesa, perché ci richiamano costantemente alla condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio: [...] non considerarci autosufficienti, ma bisognosi di aiuto, di amore, di perdono»

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Servizio TG2000


Il 20 novembre 2019 ricorrono i 30 anni dell’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificato dall'Italia il 27 maggio 1991. Su questo è incentrato il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.
La Convenzione è divenuta il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: oggi sono 196 gli Stati che si sono impegnati nel rispetto dei diritti in essa riconosciuti. Rappresenta un testo giuridico di eccezionale importanza poiché riconosce, in forma coerente, tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. “Il cammino da fare per rendere effettivi questi diritti è ancora lungo” sottolinea mons. Redaelli, Presidente di Caritas Italiana che, rivolgendo il pensiero ai “troppi bambini rifiutati, derubati della loro infanzia e del loro futuro” ricorda le parole di papa Francesco: “da come sono trattati i bambini si può giudicare una società" (vai a editoriale IC novembre 2019)

Al tema della tutela dei diritti dell'infanzia Caritas Italiana dedica il suo 52° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT), dal titolo "Un orizzonte di diritti. Trent’anni di Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza" (.pdf), che contiene anche un focus sulla condizione dei bambini siriani profughi in Libano. Nel Dossier si ripercorre la storia della Convenzione e lo stato della sua applicazione a livello internazionale, con alcuni zoom su: i bambini in guerra, la pena di morte e la detenzione, lo sfruttamento sessuale, il diritto alla scuola, la protezione dei minorenni rifugiati, ecc.. Allarmanti i dati: un bambino su 4 vive in paesi colpiti da guerre o disastri naturali, 28 milioni di bambini sono stati cacciati dalle proprie abitazioni, mentre ben 75 milioni di bambini e giovani hanno interrotto i percorsi scolastici a causa di conflitti e catastrofi naturali.

Nel nostro paese nel 2018 i minori in povertà assoluta erano 1.260.000. Una testimonianza raccolta sul campo da operatori Caritas si sofferma inoltre sulla situazione specifica dei bambini siriani in Libano. Sono infatti almeno 550mila i bambini siriani accolti nel Paese dei cedri, ma i numeri precisi sono fermi all’inizio del 2015, anno in cui il governo di Beirut ha imposto all’UNHCR il veto sulla registrazione degli arrivi. Dunque, nonostante il grande sforzo di accoglienza, il Libano non ha firmato la convenzione di Ginevra, dunque non riconosce lo status di rifugiato: di conseguenza non esistono campi strutturati.

Il Dossier contiene infine alcune prospettive di impegno e proposte, rivolte ai diversi soggetti istituzionali, sia a livello generale che sulla sicurezza dei minori sul web.

Quest’ultima pubblicazione si aggiunge alle 51 già realizzate da Caritas Italiana a partire dal 2015, tutti disponibili on-line.


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- Rapporto Unicef