domenica 16 giugno 2019

Visita di Papa Francesco a Camerino: visita a sei famiglie che vivono ancora nelle «casette» - preghiera silenziosa nella Cattedrale - incontro con i sindaci (cronaca, foto, testi e video)


VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALLE ZONE TERREMOTATE DELLA DIOCESI DI
CAMERINO-SANSEVERINO MARCHE
16 GIUGNO 2019


8.00Decollo in elicottero dall'eliporto del Vaticano.
8.45Atterraggio al Centro sportivo dell'Università di Camerino, in località Calvie.
Il Santo Padre è accolto da:
- S.E. Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino-Sanseverino Marche;
- Dottor Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche;
- Dottoressa Iolanda Rolli, Prefetto di Macerata;
- Dottor Antonio Pettinari, Presidente della Provincia di Macerata;
- Dottor Gianluca Pasqui, Sindaco di Camerino;
- Professor Claudio Pettinari, Rettore dell'Università di Camerino.
9.00Visita alle Strutture Abitative Emergenziali (SAE) con le Famiglie che vi abitano, in località Cortine.
A seguire:
- visita in Cattedrale;
- incontro con i Sindaci dei Comuni della Diocesi.

Papa Francesco si reca a Camerino, in provincia di Macerata, per condividere le sofferenze e le speranze della gente colpita dal terremoto nell’agosto e nell’ottobre del 2016. Francesco atterra al Centro sportivo dell'Università di Camerino accolto dall'arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, e dalle autorità.

«Santità, affidiamo a lei il nostro futuro»; «Ridateci la nostra dignità!»; «Ricostruzione assente»: sono alcuni degli striscioni-grido con i quali i terremotati di Camerino hanno tappezzato il villaggio Sae delle Cortine, le strutture abitative emergenziali, dove si è subito recato il Pontefice. La visita alla zona delle «casette» è infatti la prima tappa di questa giornata nelle Marche.

Il Papa visita sei famiglie, mentre da programma ne erano previste solo due o tre. Nella prima casetta, ospite di una coppia, rispondendo alla loro insistenza, fa anche colazione: e siccome i padroni di casa non prendono nulla, forse per l'emozione, il Pontefice scherza: «Allora sono avvelenate?». In tutte le case prega, benedice, incoraggia alla speranza, posa in foto con chi è presente. Chiede della vita quotidiana e ai più anziani della salute. A un giovane della associazione «Io non crollo», dice: «Bisogna fare una scommessa sulla speranza, ci fa aspettare, ma non delude».
Anche nelle altre casette, tutte uguali, i tavoli sono imbanditi per la colazione ma il Pontefice, dopo la prima visita, declina con gli altri l'invito: «Altrimenti faccio come le galline...», scherza, alludendo al fatto che beccano qui e lì.













Poi si rivolge a tutti con un saluto e una benedizione: «Buon giorno a tutti voi, avrei voluto visitare tutte le case, ogni casa, ma non è possibile. Per questo vi saluto da qui. Sono vicino ad ognuno di voi, prego per voi, perché questa situazione si risolva il più presto possibile. Grazie della vostra pazienza e del vostro coraggio, pregate per me». Invita ad avere «speranza: andate avanti», ripete.
Quindi si avvicina e saluta tutti soffermandosi per scambiare qualche parola, carezze ed abbracci per i bambini e gli immancabili selfie.






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Toccante la visita del Pontefice nella cattedrale, ancora inagibile a tre anni dal sisma. Scortato nella zona rossa, Papa Bergoglio ha indossato l’elmetto di protezione dei Vigili del fuoco, depone fiori ai piedi di una statua della Madonna rimasta mutilata per le scosse di terremoto del 2016 e lì prega in un silenzio surreale.

 

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Francesco successivamente saluta tutti i sindaci dei Comuni che si trovano nell'arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. Presenti alla visita del Papa diversi vescovi e anche il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona, che è nato a San Severino Marche.
Sua Santità ha stretto la mano ai primi cittadini presenti all'interno del cortile del Palazzo Ducale, incoraggiandoli con la sua presenza a continuare nella difficile opera di ricostruzione.