lunedì 24 giugno 2019

Sea-Watch. Card. Montenegro: “Incomprensibile. Le leggi dovrebbero rispettare gli esseri umani”

Sea-Watch. 
Card. Montenegro: “Incomprensibile. 
Le leggi dovrebbero rispettare gli esseri umani”

"C'è un uomo che soffre. Potrebbe essere mio fratello, potrei essere io, laddove c'è sofferenza non posso voltare le spalle": a parlare al Sir è il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento. La cosa "più logica" sarebbe far sbarcare le 42 persone ancora bloccate in acque internazionali sulla nave Sea-Watch 3 e poi decidere dove accoglierli: "L'Europa è così grande, non credo che così poca gente possa mettere in crisi un continente".


“Incomprensibile”. Per il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, le leggi “dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini, invece a quanto pare ci dimentichiamo di avere davanti a noi degli esseri umani”. E’ il suo commento alla vicenda della nave Sea-Watch 3 bloccata da dodici giorni in acque internazionali, al largo delle coste di Lampedusa, con 42 persone a bordo, alcuni dei quali in condizioni fisiche molto precarie a causa delle torture subite nei centri libici. Per effetto del decreto sicurezza bis se la nave entrasse in acque italiane rischierebbe il sequestro e 50.000 euro di multa. La Corte di Strasburgo ha ricevuto una richiesta di “misure provvisorie” da parte della Sea Watch 3 per chiedere all’Italia di consentire lo sbarco dei migranti a bordo della nave. Il governo italiano deve rispondere alle richieste di chiarimento della Corte europea entro oggi pomeriggio. Nel frattempo il ministro dell’interno Salvini chiede che Olanda e Germania si facciano carico dei profughi mentre l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, si dice disposto ad accoglierli. “C’è un uomo che soffre. Potrebbe essere mio fratello, potrei essere io, laddove c’è sofferenza non posso voltare le spalle”, è questo l’appello del cardinale Montenegro. La cosa “più logica” sarebbe farli sbarcare e poi decidere dove accoglierli: “L’Europa è così grande, non credo che così poca gente possa mettere in crisi un continente”.

42 persone a bordo di una nave che nessuno vuole accogliere. Cosa pensa di questa ennesima vicenda?

A volte sembra che l’unico parere possibile sia il silenzio perché determinati atteggiamenti sono incomprensibili. Le norme, le leggi, dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini ma a quanto pare ci dimentichiamo che abbiamo davanti degli esseri umani.

Che esseri umani debbano vivere così, in attesa chissà di chi o cosa, soltanto perché ci sono dei “no” mi sembra incomprensibile.

Perché va contro ogni logica: della sicurezza, della difesa… Si resta proprio senza parole.

E‘ una società incattivita? Non riesce più a considerare l’altro, il diverso da sé, un essere umano?

Oramai stiamo cavalcando il cavallo dell’odio. La cosa più triste è che se una persona ha un’idea tutti possono permettersi il lusso di insultare, invece di avere un sereno confronto delle idee su qualsiasi argomento. Oggi ti intimoriscono perché tu non parli però loro possono gridare. Ma questa è convivenza, società civile, cercare il bene comune?

Ci stiamo incamminando verso la via della prepotenza e del far west. Quello che ha la pistola più veloce spara per primo.

Inoltre sui migranti vengono diffuse fake news a scopo di consenso.

Può anche darsi che qualche verità ci sia. Non è che siano tutti angioletti, nemmeno noi siamo tutti angioletti. Ma non possiamo, per difendere un principio, dire che tutti sono diavoletti. Mi sembra assurdo dover massificare così la gente, le categorie di persone, gli esseri umani. La mia terra ha 155.000 migranti all’estero. Se avessero trovato porte chiuse cosa avrebbe significato per questa gente? Se dovessero rimandarli tutti indietro – qui non c’è lavoro, non ci sono industrie – come farebbero?

Intanto nella sua diocesi, il parroco di Lampedusa dorme da diverse notti sul sagrato per dimostrare solidarietà ai migranti della Sea-Watch e chiedere lo sbarco.

Ho mandato un messaggio, sono con loro. E’ una protesta silenziosa che non insulta nessuno.

Ci si mette accanto a chi soffre. Il Vangelo ci insegna questo.

Il gesto del parroco ha colpito molto ed è stato imitato anche in altre località.

E’ chiaro. Il problema non è la critica, mi meraviglierei se non ci fosse. Noi abbiamo il dovere di vivere le beatitudini. Il Vangelo o lo prendo tutto o lo lascio tutto. Non posso scegliere solo le pagine che mi piacciono.

Però la comunità cattolica sul tema migranti è divisa: c’è chi non accetta proprio le pagine che invitano all’accoglienza dello straniero.

Ognuno dovrà vedersela con la propria coscienza.

Escludere l’altro, che sia un profugo o il disabile o il povero o l’anziano, vuol dire costruire una società dell’esclusione.

Pochi fortunati che decidono mentre la maggioranza deve sottostare alle decisioni di pochi. Dove c’è un uomo che soffre là ci dobbiamo tutti fermare. Il Signore ha fatto scrivere la pagina del Buon Samaritano e davanti a quella dobbiamo interrogarci: e io?

Qual è il dunque il suo appello oggi?

C’è un uomo che soffre. Potrebbe essere mio fratello, potrei essere io, laddove c’è sofferenza non posso voltare le spalle.

Nemmeno altri Paesi europei hanno dimostrato disponibilità all’accoglienza.

Con queste vicende abbiamo avuto la prova di cosa è l’Europa. L’Europa non esiste. Se serve solo come banca è una cosa. Se invece deve unire delle nazioni allora può dichiarare fallimento, perché non sta affrontando i problemi. Se ognuno pensa per sé perché insistono tanto sull’Europa unita? La somma di tutti egoismi non fa mai una comunità.

Una soluzione potrebbe essere farli sbarcare a Lampedusa e poi decidere dove accoglierli?

Sarebbe la cosa più logica. L’Europa è così grande, non credo così poca gente possa mettere in crisi un continente. Saperli ripartire, magari non tutti vogliono stare in Italia perché hanno parenti altrove. E’ possibile che non ci si riesce ad organizzare? Oramai il tema immigrazione è diventato un modo per non parlare di altri problemi. Ma questo non è costruire il futuro.

Il paradosso è che, in questo caso, stiamo parlando di 42 persone a fronte di 500 milioni di abitanti. Invece si usa sempre il termine invasione.

In Europa siamo stati tutti invasori e invasi. Mi chiedo se, a furia di stare solo tra noi, ce la faremo a sopravvivere? Se le statistiche sono vere ci dicono che nel 2050 saremo dai 7 ai 10 milioni in meno di italiani. Allora dovremo telefonare a questa gente e dire: venite, vi paghiamo il viaggio? Possibile che non vogliamo cominciare a costruire il futuro già da adesso?

Il problema è che, per effetto del decreto sicurezza bis, la nave rischia il sequestro e una multa molto salata.

Poi ci sarà il decreto ter e quater… faremo una somma di decreti, tutte forme più o meno pulite. Sono leggi che dicono: qui non devi mettere piede. Quando diciamo “aiutiamoli nella loro terra” chiediamoci cosa ha fatto l’Occidente per aiutarli.

Questo per dire che la legalità non sempre va di pari passo con la giustizia?

C’è stato qualcuno che per la verità è finito sulla Croce, non ha avuto applausi. Perché la verità e la giustizia hanno sempre un prezzo alto. Anche la misericordia ha un prezzo alto.

Qual è il suo auspicio?

C’è da augurarsi che certe cose non succedano più.

Io amo gli animali e li rispetto. Ma ho davanti agli occhi un poster con il volto di un cane e la scritta “Non mi abbandonare”. Perché un uomo questa frase non può scriverla?



(fonte: SIR, articolo di Patrizia Caiffa 24 giugno 2019)

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