martedì 11 giugno 2019

Camille e Guillemette: da Parigi a Gerusalemme in 7 mesi 5000 km a piedi e senza soldi

A piedi e senza soldi da Parigi a Gerusalemme, 
Vatican News racconta il viaggio di due ragazze

Il portale della Santa Sede lancia la nuova rubrica “Storie”. Prima puntata dedicata alle due giovani francesi protagoniste di un pellegrinaggio di sette mesi alla ricerca di Dio

Camille e Guillemette in Terra Santa (foto © Vatican News)

Aveva solo 14 anni Camille Desveaux quando, nella sua testa di giovane sognatrice, affiora il desiderio di compiere un’impresa umanamente folle: partire da Parigi, la sua città, a piedi e senza un soldo, verso Gerusalemme per trovare Dio e ritrovare se stessa. Il desiderio si realizza insieme a Guilemette de Nortbecourt, ragazza conosciuta all’università, anche lei in mezzo ad una ricerca spirituale. Con l’aiuto di un prete le ragazze si imbarcano in questo pellegrinaggio che, dopo 248 giorni di cammino (cinquemila i chilometri percorsi a piedi) e notti trascorse in casa di sconosciuti di diverse religioni, le porta nella Città Santa.
Potrebbe essere la trama di un film, di una serie Netflix o di un romanzo l’avventura di queste due coraggiose giovani francesi. Invece è la prima delle “Storie” della nuova rubrica che il portale multilingue della Santa Sede Vatican News inaugura oggi. Un piccolo ma importante spazio nel sito che ogni giorno informa il mondo sulle attività del Papa e della Chiesa dei cinque continenti per raccontare realtà e percorsi di vita straordinari ma che, il più delle volte, rimangono lontani dai riflettori.

La narrazione è originale perché si avvale non solo di testi ma anche di foto e video realizzati in giro per il mondo dalle 34 redazioni linguistiche che lavorano al portale della Santa Sede. La prima puntata è dedicata appunto a Guillemette e Camille, “intercettate” nella loro tappa finale di Gerusalemme dal giornalista Jean Charles Putzolu. Le ragazze ripercorrono a ritroso tutto il percorso che le ha portate a compiere questo viaggio iniziato il 10 settembre 2018 e finito il 19 aprile 2019. Ben sette mesi, in cammino da Parigi, con neanche uno spicciolo in tasca, delle buone scarpe e uno zaino di 10 kg sulle spalle. «Volevamo spogliarci di tutto per rimetterci unicamente alla volontà di Dio, perché è Lui che ha fatto questo cammino», spiegano, «è stata una scelta ragionata».

Sì, perché mica è stato tutto così semplice da organizzare. A cominciare dal fatto che Camille voleva realizzare il progetto da sola. Aveva tenuto il sogno nel cassetto per mesi prima di rivelarlo a Guillemette, amica incontrata all’università e coinquilina. Zitta, quasi gelosa della sua pazza idea, Camille decide di condividerla poco prima di partire. Per Guillemette si apre un mondo: «In quello stesso periodo, anche io ero alla ricerca dell’assoluto: avevo sete di Dio. Camille è stata provvidenziale», racconta a Vatican News.

Il pellegrinaggio si concretizza grazie ad un prete, don Louis Hervé Guiny, che lascia alle due giovani una settimana di tempo per riflettere. Al termine le ragazze decidono di partire. Dopo una messa con tutti i familiari inizia il cammino: i primi giorni sono facili, tappe programmate non troppo lontane da Parigi e soggiorni in case di amici e conoscenti. Il salto nel buio avviene già al quinto giorno, la mattina non sanno dove dormire. Arrivano in un piccolo villaggio nella regione del Loiret e vedono un castello. Si presentano all’entrata pensando a chissà quante stanze libere ci fossero, ma vengono respinte. Educatamente, ma respinte. 

Da brave avventuriere non mollano: bussano a un’altra porta e trovano ospitalità da una signora, Veronica. È il primo di una lunga serie di legami che le ragazze intrecciano in Svizzera, tra le Alpi italiane, in Slovenia, Croazia e anche in Bosnia Erzegovina, dove incontrano Pierre, serbo di 80 anni, con una vita di lavoro alle spalle e nessuna conoscenza delle lingue straniere. Comunicano grazie alla figlia che conosce qualche parola di inglese. «Pierre ci ha offerto un letto singolo», raccontano, «l’indomani al risveglio ci siamo accorte che aveva dormito sul divano e ci aveva lasciato il suo letto. Non so se io sarei stata capace di fare la stessa cosa». 

«Abbiamo imparato molto da questi incontri. Siamo rimaste sorprese dalla straordinaria bontà di queste persone», affermano le giovani. Le difficoltà non mancano, le due non avevano fatto i conti con le rigide temperature invernali nei Balcani: -12° in alcuni giorni e passeggiate con i piedi nella neve e la testa sotto il sole. La bellezza del paesaggio ristora da ogni fatica: «Non poteva che spingerci alla contemplazione e a rendere grazie a Dio».

Nelle loro 248 notti di pellegrinaggio, Camille e Guillemette non restano mai senza un tetto. Per loro si aprono le porte di chiese cattoliche e ortodosse o di case nei villaggi musulmani di Bulgaria, Grecia e Turchia. Fortunatamente non subiscono aggressioni, ma non mancano gli sguardi degli uomini che le scambiano per prostitute. Non hanno mai dovuto temere per la loro sicurezza, ma sicuramente è uno dei momenti più difficili del pellegrinaggio. In mano le ragazze hanno un solo smartphone, giusto per rassicurare i genitori. 

Per questioni di sicurezza Camille e Guillemette prendono un aereo per superare la Siria atterrando a Tel Aviv. Arrivano a Gerusalemme da Est e per farlo girano intorno alla città passando per Betlemme. Il corpo è stanco - alle spalle hanno 215 giorni di cammino con una media tra i 25 e i 35 km al giorno -, lo spirito no. Nessuna delle due è mai stata in quei luoghi ed è troppo grande la gioia di essere riuscite nell’impresa e troppo forte l’esperienza di aver toccato con mano la Provvidenza divina. A Gerusalemme le giovani rimangono dieci giorni, accolte dai domenicani. 

Al momento dell’intervista non sapevano cosa fare al ritorno a Parigi. Sicuramente, dicono, continueranno a coltivare la prossimità con Dio nella vita quotidiana e cercheranno di essere capaci di replicare la generosità incontrata durante questo pellegrinaggio così assurdo ma anche così bello.
(fonte: Vatican Insider, articolo di Salvatore Cernuzio 05/06/2019)


Hanno camminato più di 7 mesi, da Parigi a Gerusalemme, senza un soldo in tasca. Un pellegrinaggio alla ricerca di Dio, fatto di incontri, della scoperta degli altri e di sé