martedì 25 giugno 2019

Brave e sorridenti in un tempo violento


Brave e sorridenti in un tempo violento

di Lucia Rossi, 67 anni, Figline Valdarno, insegnante in pensione 
che ama viaggiare e riflettere

"Guardando giocare la nazionale femminile di calcio mi piace osservare la bravura di queste ragazze, le facce sorridenti, l’atteggiamento sicuro, il fair play, il fatto che non facciano le sceneggiate tipiche dei colleghi maschi e vedere che sono donne anche l’allenatrice, l’arbitro e le sue collaboratrici, le telecroniste che seguono le partite: una presenza in maggioranza femminile che comunica un’immagine della donna che non siamo abituati a vedere nei palinsesti televisivi.
Poiché il modo di praticare uno sport si riflette anche sul sentire comune, ben vengano queste giovani protagoniste del campionato mondiale di calcio che si comportano con semplicità, correttezza, affiatamento e senza gesti maleducati, esibizionistici, aggressivi".

"E aggiungo finalmente, perché il momento in cui viviamo è contraddistinto dal suo esatto contrario: il comportamento violento e il senso di superiorità e l’eccesso di personalizzazione la stanno facendo da padroni (maschi). In una società caratterizzata dal predominio mediatico di questi comportamenti penso che sia importante amplificare quel messaggio positivo, anche utilizzando un linguaggio più aderente al buon esempio che vediamo scorrere nelle immagini sul teleschermo".

"Mi rivolgo quindi alle croniste che commentano la partita invitandole a usare al femminile le parole che contraddistinguono i vari ruoli o almeno a mettere l’articolo femminile davanti ad ogni termine per sottolineare la differenza in positivo di una partita giocata da donne. Ma soprattutto per chiedere loro di non adoperare certi termini e modi di dire che caratterizzano il mondo del calcio maschile, perché, per esempio, ho trovato molto poco appropriato che nei momenti più difficili della partita contro il Brasile una delle telecroniste abbia ripetuto più volte parole come soffrire, fargliela vedere, tenere botta, far male, essere più cattive, più aggressive, stringere i denti, resistere fino alla fine, senza rendersi conto di stare usando quella retorica militaristica della sofferenza tanto sfruttata dai suoi colleghi maschi in situazioni analoghe, ma visibilmente in dissonanza col piacere e il divertimento di giocare a pallone che le ragazze della nazionale italiana stanno dimostrando in queste partite".


Lucia fotografata in uno dei suoi viaggi


(fonte: Repubblica, Invece Concita di Concita De Gregorio 23/06/2019)