giovedì 14 marzo 2019

Una bella storia di solidarietà: «Luisa vive… se l’aiutiamo» campagna promossa dagli studenti dell'Università di Bologna per la loro docente di statistica Luisa Stracqualursi

Solidarietà. La sfida online degli studenti:
«Così salveremo la nostra prof malata»

Lanciata una campagna di raccolta fondi per aiutare la docente dell'Università di Bologna. Obiettivo permettere a Luisa, che insegna statistica, di accedere a nuove cure sperimentali anticancro

Campagna di solidarietà. Luisa Stracqualursi, docente di Statistica all’Università di Bologna, con i suoi studenti

«Luisa vive… se l’aiutiamo». Nel titolo della campagna di crowdfunding una perfetta sintesi di questa mobilitazione dal basso, che in poco meno di due mesi ha già coinvolto più di 3.000 donatori. Luisa è Luisa Stracqualursi, docente di Statistica all’Università di Bologna.

Dal 2014 la donna lotta contro un carcinoma infiltrante al seno per cui, a gennaio di quest’anno, i medici le hanno detto quello che nessuno vorrebbe mai sentirsi dire: non c’è più niente da fare. Così, un giorno, Luisa si reca a fare lezione, come sempre. Sa che si tratta di un congedo dai suoi studenti, ma è decisa a non far trapelare nulla. Poi, fra una formula di statistica e l’altra, è il cuore a prendere il sopravvento sulla ragione: decide di rendere partecipi questi giovani, poco più che ventenni, della prova che sta attraversando. Descrive con sincerità la sua malattia, presentandola, però, come uno strumento utile a compiere scelte importanti e a seguire la propria vocazione.

La risposta degli studenti è sorprendente: la inondano di email, messaggi, bigliettini timidi e un po’ vecchio stile, che le danno la forza di non arrendersi e cominciare a cercare una soluzione al suo problema. È così che scopre una cura sperimentale negli Usa, che potrebbe fare al caso suo: ha già avuto successo su un’altra paziente. Il costo, però, è proibitivo: 500mila euro, una cifra che spaventa solo a leggerla. Non è così per i suoi studenti ed amici, che si rimboccano le maniche e in pochi mesi raccolgono quasi 200mila euro. La strada è ancora lunga, ma le iniziative per raccogliere fondi si moltiplicano e si diffondono, e l’obiettivo è, ogni giorno, un po’ più vicino.

La voglia di vivere e di lottare a Luisa non manca: continua a lavorare e i suoi studenti le stanno vicino anche adesso che non può recarsi in aula, perché si sta sottoponendo a cure molto pesanti, qua in Italia, in attesa del “sogno americano”.

«Tra i tanti messaggi ricevuti dagli studenti in questi giorni vorrei condividere un frammento della lettera di un’alunna – racconta Luisa – che mi scrive così: “Vede, nonostante l’educazione cattolica ricevuta, non sono del tutto sicura di definirmi cattolica, o di riconoscermi ancora in una religione specifica. Sto crescendo e sto riflettendo da un po’ su questo tema. Tuttavia, la sua storia mi sta sussurrando all’orecchio che forse Dio, al di là di precetti ed istituzioni, è qualcosa di molto simile a questo “ponte” che collega gli esseri umani. Questo amore inspiegabile, indescrivibile, spontaneo, puro, che ci sta facendo sentire così vicini, che ci sta facendo commuovere, che ci sta dando il coraggio di lottare per lei, e che sta dando a lei la forza per non arrendersi mai. Lei forse non comprende quanto ci sta insegnando…”».

E proprio la profonda fede di Luisa la sta sostenendo in questa dura prova cui la vita l’ha sottoposta: «Io non penso di avere delle qualità speciali, credo solo di essere lo strumento attraverso cui Lui sta mostrando qualcosa. Io credo in Dio e so che Dio non ci abbandona nemmeno in momenti difficili come questi. Siamo noi che spesso abbandoniamo Lui. Siamo noi che ci chiudiamo e non riusciamo più a sentire la scintilla di amore che ci unisce. Tutti noi abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma spesso lo dimentichiamo e smettiamo di sentire l’umanità e la vita stessa che Dio ha messo dentro ognuno di noi. Gesù diceva “date e vi sarà dato”: per una persona che soffre, anche solo un sorriso, una parola gentile, un abbraccio… se iniziamo a scegliere di alimentare questo circolo virtuoso di amore, solidarietà e sostegno, comunque vada sarà una bellissima cosa per tutti! A volte dimentichiamo quanto bene possa fare un sorriso!».

Non sappiamo quanti dei suoi studenti arriveranno alla laurea, otterranno un trenta e lode in Statistica, avranno successo negli studi e sul lavoro: ciò che sappiamo per certo è che l’insegnamento che hanno ricevuto dalla professoressa Luisa Stracqualursi non verrà facilmente dimenticato.

Chi volesse contribuire alla raccolta fondi «Luisa Vive... se la aiutiamo», può farlo visitando il sito www.luisavive.it.

(fonte: Avvenire, articolo di Chiara Pazzaglia, 14 marzo 2019)

Era tentata di arrendersi Luisa; aveva appena scoperto che il suo cancro al seno si era esteso al punto da non essere più curabile in Italia. Così è entrata in aula come sempre, ma quella volta per dire ai suoi studenti che non sarebbe più tornata. Ha aperto il suo cuore, e i ragazzi hanno ascoltato quel grido di aiuto e da quel giorno si sono mobilitati per aiutare la loro professoressa, di statistica e di vita. Questa è la storia di Luisa Stracqualursi, ricercatrice in Statistica presso l’Università di Bologna. Luisa sta lottando contro un carcinoma infiltrante al seno, in stadio avanzato. Ha vagliato tutte le possibilità disponibili in Italia e in Europa, ma nessuna terapia è indicata per risolvere il suo caso. L’unica possibilità di cura è una immunoterapia sperimentale disponibile solo negli USA. Per sottoporsi a questa terapia, Luisa, i suoi studenti, gli amici e i colleghi, hanno unito le forze per raccogliere i 300.000 euro necessari per continuare a sperare: "La vita è un po' come il gioco del calcio. Il risultato non è detto fino all'ultimo minuto; un giocatore da solo non è nessuno, ha bisogno della squadra e quindi noi esseri umani abbiamo bisogno tutti gli uni degli altri".

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Cento perle tra le onde 
di Luisa Stracqualursi

Luisa ha raccolto quello che i suoi ragazzi le hanno scritto per darle sostegno e conforto. Le “Cento perle tra le onde” sono le lettere e messaggi scritti con il cuore che navigano tra le onde che simboleggiano le inquietudini e le dure prove della vita. Ognuno di noi può ricordare come diventare la forza e il sostegno dell’altro.



Intervista di Marco Liorni a Luisa Stracqualursi - la vita in diretta - Rai1 16/2/2018

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