venerdì 22 marzo 2019

22 marzo Giornata mondiale dell’acqua - Papa Francesco: L’acqua è un bene prezioso, non lasciamo indietro nessuno, sono in gioco la vita e la dignità delle persone.


22 marzo Giornata mondiale dell’acqua

Papa Francesco:
L’acqua è un bene prezioso, 
non lasciamo indietro nessuno, 
sono in gioco 
la vita e la dignità delle persone



Rispettare il «diritto umano fondamentale» dell’accesso all’acqua perché sono in gioco «la vita delle persone e la loro stessa dignità»: è l’appello lanciato da Papa Francesco nel messaggio indirizzato al direttore generale della Fao venerdì 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, che quest’anno ha per motto: «Non lasciare nessuno indietro».
Scritto in spagnolo, la sua lingua madre, il testo del Pontefice è stato letto da monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam — le agenzie Onu del polo di Roma impegnate nella lotta alla fame — durante l’incontro celebrativo della giornata, svoltosi al mattino nel quartier generale della Fao.


La guerra per l’oro blu

· Gli appelli del Pontefice per l’accesso all’acqua potabile e sicura ·

La guerra mondiale per l’«oro blu»: non ha mai usato giri di parole Papa Francesco per richiamare «il diritto di ogni persona all’accesso all’acqua potabile e sicura» e denunciare lo scandalo della sete. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 22 marzo su iniziativa delle Nazioni Unite, le parole del Pontefice pongono l’allarmante questione «se, in mezzo a questa “terza guerra mondiale a pezzetti” che stiamo vivendo, non stiamo andando verso la grande guerra mondiale per l’acqua». E con questa denuncia, rilanciata al workshop sulle risorse idriche organizzato dalla Pontificia accademia delle scienze il 24 febbraio del 2017, il Papa ha fatto anche presente, più volte, che l’accesso all’«acqua potabile è un diritto umano essenziale e una delle questioni cruciali del mondo attuale». Di qui i suoi appelli agli stati, ricordando la drammatica realtà che costituisce una vergogna per l’umanità: mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie espressamente collegate all’acqua.

«San Francesco chiama l’acqua “sorella”» ha scritto, poi, il Papa nel messaggio al summit internazionale su acqua e clima, organizzato in Campidoglio nell’ottobre 2018. Chiedendo insistentemente di «trovare vie per preservare questo bene prezioso». E a un ragionamento organico sull’acqua, Francesco ha dedicato una parte specifica dell’enciclica Laudato si’. Le drammatiche statistiche della sete, tra sprechi e ingiustizie, rivelano che la mancanza di acqua porta povertà, malattia e morte. Eppure, sostiene Francesco, in molti paesi in cui la popolazione non ha accesso regolare all’acqua potabile c’è la fornitura di armi. Mentre la corruzione e gli interessi di un’economia che esclude e uccide continuano a prevalere sugli sforzi che, in modo solidale, dovrebbero garantire l’accesso all’acqua. Ed è dunque «prevedibile che il controllo dell’acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto».
(fonte: L'Osservatore Romano 21 marzo 2019)

Francesco: l’acqua non sia una mera merce, 
l'accesso a questo bene è un diritto

Nel messaggio per l’odierna Giornata mondiale dell’acqua, Francesco ribadisce che l’accesso a questo bene è un diritto umano fondamentale che deve essere rispettato perché sono in gioco la vita e la dignità delle persone


L'acqua è un bene essenziale per l'equilibrio degli ecosistemi e per la sopravvivenza umana ed è necessario gestirla e prendersene cura in modo che non sia contaminata o persa. È quanto sottolinea il Papa nel messaggio per l’odierna Giornata mondiale dell’acqua incentrata sul tema “Acqua per tutti: non lasciare nessun indietro” e indetta dalle Nazioni Unite. In occasione di questa giornata, il Pontefice ha anche scritto un tweet: “Ringraziamo Dio per sorella acqua, elemento tanto semplice e prezioso, e impegniamoci perché sia accessibile a tutti”.



Ingiustizie da sanare

L'aridità del pianeta, osserva il Santo Padre nel messaggio, si estende a nuove regioni e le popolazioni di queste terre soffrono sempre di più a causa della mancanza di fonti d'acqua adatte al consumo. Non lasciare nessuno indietro, scrive Francesco, significa impegnarsi per porre fine a questa ingiustizia. Il lavoro congiunto, spiega il Papa, è essenziale per sradicare questo male che flagella così tanti nostri fratelli e sorelle. Si devono unire gli sforzi nella ricerca del bene comune, vedendo nell’altro un volto concreto. Solo attraverso questo sforzo, si legge nel messaggio, le misure adottate avranno il sapore dell'incontro e la capacità di rispondere a un'ingiustizia che deve essere sanata.

Educare le nuove generazioni

Non lasciare nessuno dietro, aggiunge il Papa, significa anche essere consapevoli della necessità di rispondere con fatti concreti: non solo attraverso il mantenimento o il miglioramento delle strutture idriche, ma anche investendo nel futuro, educando le nuove generazioni ad utilizzare e ad avere cura dell'acqua. Questa presa di coscienza, sottolinea Francesco, è una priorità in un mondo in cui tutto viene scartato e disprezzato e che, in molti casi, non comprende l'importanza delle risorse a nostra disposizione.

Sfida educativa

Le nuove generazioni sono chiamate - insieme a tutti gli abitanti del pianeta - a valorizzare e a difendere questo bene. È un compito, sottolinea Francesco, che inizia con la consapevolezza di quelle persone che subiscono le inevitabili conseguenze dei cambiamenti climatici e di tutti coloro che sono vittime di una o più forme di sfruttamento e contaminazione delle acque. Questa sfida educativa, scrive il Papa, genererà una nuova visione di questo bene, formando generazioni che valorizzano e amano le risorse della Terra.

Artefici del futuro

Siamo tutti artefici del futuro e la comunità internazionale, conclude il Papa, sta già investendo nel domani del nostro pianeta. È necessario sviluppare piani di finanziamento come anche progetti idrici a lungo raggio. Questa fermezza porterà a superare la visione di trasformare l'acqua in una mera merce, regolata esclusivamente dalle leggi del mercato.
(fonte: Vatican News, articolo di Amedeo Lomonaco 22/03/2019)