lunedì 17 settembre 2018

Visita di Papa Francesco in Sicilia - PALERMO - Pranzo alla Missione Speranza e Carità e Visita alla Casa del Beato Pino Puglisi - (cronaca, foto, testi e video)

VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A
LLE DIOCESI DI PIAZZA ARMERINA E DI PALERMO
IN OCCASIONE DEL 25° ANNIVERSARIO DELLA MORTE
DEL BEATO PINO PUGLISI
15 SETTEMBRE 2018


13.30 - Alla Missione di Speranza e Carità (Fra' Biagio Conte): 
            Il Santo Padre pranza con gli ospiti della Missione e una rappresentanza di detenuti e immigrati
15.00 - Visita in forma privata alla Parrocchia San Gaetano al Quartiere Brancaccio e alla Casa del Beato Pino Puglisi



Nella sua Visita pastorale a Palermo, il Papa ha scelto di pranzare con gli ospiti della “Missione Speranza e Carità”, fondata da Biagio Conte

Una barca realizzata con materiale riciclato è stata posta nella sala mensa dove hanno mangiato con il Papa circa 160 fratelli. L'autore è un falegname tunisino sordomuto. La comunità femminile della missione composta da persone di varie nazionalità ha realizzato delle statuine che raffigurano persone di tutto il mondo. Tutte la statuine sono state messe sulla barca. Per lanciare il messaggio: "siamo tutti sulla stessa barca per costruire insieme un mondo migliore".
la barca della missione di Biagio Conte



 









 


Il menù preparato per Papa Francesco

Un menu con piatti semplici e un pizzico di Sicilia da gustare insieme agli "ultimi". Va dalla caponata ai cannoli il pranzo preparato alla missione "Speranza e Carità" di Palermo per Papa Francesco. Il Pontefice ha pranzato in compagnia di ospiti, missionari e volontari del centro fondato dal missionario laico Biagio Conte per andare incontro alle persone in difficoltà e in condizioni di povertà. Nel refettorio, insieme al Papa in tutto circa centocinquanta persone, tra cui anche alcuni detenuti e alcuni migranti. E hanno gustato, insieme a Bergoglio, pietanze leggere fatte con prodotti coltivati direttamente dalle persone che lavorano alla missione.

La lista comprendeva pane e olio, formaggio, olive e caponata come antipasti. Primi piatti del menu il cous cous e l'insalata di riso. Di secondo, petto di pollo panato alla siciliana e insalata. Come dessert, i dolci più noti dell'isola - i cannoli - ma anche pasticcini e sorbetto al limone. Il pranzo per Papa Francesco e i suoi commensali è stato preparato da un gruppo di circa ventisei persone che include ospiti della missione e volontari. 

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La commozione di Brancaccio, il silenzio nel luogo del Martirio

Per questo quartiere è morto il beato Pino Puglisi. È stata una giornata di commozione ma anche di festa cristiana
Papa Francesco nella parrocchia del Brancaccio (Ansa)

Attraversa strade anguste, periferiche, entra nei portoni, saluta la gente sui balconi. È questa la sorpresa della visita di papa Francesco a Palermo, non è dislocata solo nei luoghi ufficiali dell’incontro: il Papa passa da casa. Per questo Brancaccio si sveglia vestito di bianco. Un quartiere addobbato per il Papa. Tantissimi balconi, come aveva chiesto nei giorni scorsi il parroco don Maurizio Francoforte, mostrano con orgoglio il bianco della purezza e della ribellione alla mafia. Ci sono tovaglie da tavola ricamate e lenzuoli con scritte che aprono il cuore alla speranza: «Dio salva sempre tramite qualcuno» si legge nei tre balconi della palazzina di via Brancaccio di fronte alla parrocchia di San Gaetano. Brancaccio è il quartiere per cui è morto il beato Pino Puglisi, quel territorio ancora vessato dalla piaga mafiosa, ma che, attraverso il lavoro della parrocchia, del Centro Padre Nostro, delle scuole, delle associazioni, cerca di voltare la pagina nera della storia.

Ci sono due ali di folla a fare festa a papa Francesco che arriva davanti a San Gaetano intorno alle 15, a bordo di una Volskwagen Golf blu. C’è monsignor Corrado Lorefice con lui, trova il parroco don Maurizio Francoforte e il diacono Angelo Nocilla ad accoglierlo. Un momento lontano dalle telecamere, intimo, di preghiera. «Si è soffermato davanti all’altare di don Pino – ripercorre ogni istante don Maurizio – ha pregato davanti al Santissimo, abbiamo dato un dono che è la sintesi del martirio di don Pino e poi il Papa ha scritto un messaggio nel nostro libro dei ricordi. Adesso possiamo dire che abbiamo un’impronta indelebile a Brancaccio, quella di Francesco».

Fuori Brancaccio che si emoziona, che chiede a gran voce un segno, un gesto speciale. E papa Francesco non si sottrae: si dirige verso i bambini che gridano il suo nome e lo ringraziano, assieme ai volontari del Centro parrocchiale Padre nostro, e li saluta uno per uno. Hanno toccato la mano del Papa, quei ragazzini, anche i più scapestrati, sono in estasi. «Questa è una giornata che sarà incisa nel cuore di molti, anche di chi ha vissuti difficili. Ho visto persone che non finivano di ringraziare per questo grande dono» aggiunge il parroco.

Poi di nuovo in auto e via veloce verso il luogo del martirio di don Pino. Esattamente 25 anni fa in quel marciapiede di piazza Anita Garibaldi 5, che adesso si chiama piazzetta Beato padre Puglisi, quel sacerdote veniva ucciso da killer di Cosa nostra. Lo ricorda proprio lì, attendendo il Papa, Pippo De Pasquale, 75 anni, che la sera del 15 settembre 1993 soccorse don Pino trovato a terra in stato di incoscienza: «L’ho accompagnato, ero con lui nell’ambulanza che lo ha portato all’ospedale Buccheri La Ferla. Non è morto da solo, accanto aveva un suo amico di infanzia. L’idea di aver avuto tra le braccia un santo non mi sfiora, perché non è morto. Qualche volta gli parlo ancora».

Anche a piazza Anita Garibaldi c’è una folla in delirio. Arriva papa Francesco e, accompagnato da sorrisi, foto e applausi, raggiungere il luogo del delitto; prende dalle braccia di Antonella D’Alia, un’educatrice in sedia a rotelle del Centro Padre nostro, un grande cuscino di rose rosse e le pone sopra una croce scolpita a terra accanto al civico numero 5. Si ferma pochi secondi in raccoglimento, poi una visita alla casa-museo, solo in compagnia di monsignor Corrado Lorefice. Le sue mani sfiorano la scrivania, il letto, i libri del beato Puglisi. Giù ad attenderlo tutti gli operatori del Centro Padre Nostro Ets, che curano anche la casa-museo visitata da centinaia di persone, e il presidente Maurizio Artale. Papa Francesco saluta tutti, benedice i familiari di don Puglisi, i fratelli Gaetano e Francesco, le mogli, i figli e i nipoti. Poi abbraccia il giovane Pablo Tabbita, disabile che vive al numero 4 della piazza, e il padre Giuseppe Tabbita. «È stato troppo emozionante» si commuove Pablo.
(fonte: Avvenire, articolo di Alessandra Turrisi sabato 15 settembre 2018)

Papa Francesco prima di raggiungere la casa di don Pino Puglisi si è recato in visita privata nella parrocchia di san Gaetano nel quartiere Brancaccio in cui il sacerdote è stato parroco nei tre anni precedenti l’assassinio


"Nel 25.mo della morte martiriale di Don Pino Puglisi - ha scritto il Papa - ringrazio il Signore per la sua testimonianza, e chiedo che il suo sangue diventi chicco di nuova vita cristiana."


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Nel luogo dove padre Pino Puglisi è stato ucciso dalla mafia, 25 anni fa, oggi sventolano lenzuola bianche dai balconi. E’ questa la splendida “coreografia” che Papa Francesco – il primo Pontefice a mettere piede a Brancaccio – si è trovato di fronte, arrivato davanti alla casa-museo di “3P”, dopo aver cominciato il suo pomeriggio palermitano con una visita in forma privata alla parrocchia di San Gaetano, retta oggi da don Maurizio Francoforte. Anche questa è una “fotografia” di come sia cambiata la “periferia della periferia” palermitana.


A Brancaccio, il Papa è entrato dunque per una visita strettamente privata nella parrocchia di San Gaetano e poi ha camminato anche in mezzo alla gente, passando prima davanti al famoso palazzo con la scritta: “Se ognuno di noi fa qualcosa, si può fare molto”, una delle frasi preferite di padre Puglisi.

Appena giunto in macchina in piazza Anita Garibaldi, è stato salutato da un applauso e ha ricevuto in dono da una ragazza ospite del Cento Padre Nostro un cuscino di rose rosse che poi ha deposto sul luogo esatto del martirio di don Pino, dove si è raccolto in preghiera per qualche minuto, prima di fare il suo ingresso al civico n. 5, al primo piano, per visitare al riparo dalle telecamere la casa di “3P”. All’uscita della casa-museo, il Papa ha salutato i familiari di don Pino – tra cui i fratelli e i nipoti – oltre ad alcuni ospiti e volontari del Centro Padre Nostro e abitanti del quartiere. Infine, una sosta sotto la statua di don Pino.






"Auguro che l'esempio di Don Pino faccia nascere tante vocazioni"
 l'intenzione di preghiera che Francesco ha lasciato nella casa del Beato.









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