domenica 25 febbraio 2018

"L’EREDITA’. QUELLA VERA!" - "Generale Errico, signor no!"


L’EREDITA’. QUELLA VERA!

La parola da scoprire è ‘esercito’. Tra gli indizi, anche ‘Giovanni XXIII’. Questo succedeva il 23 febbraio 2018, su Rai 1 in pre-serata con il programma L’Eredità! La guerra, l’esercito: un gioco! E tutto fa brodo, anche papa Roncalli. Pur di ammansire l’opinione pubblica e convincerla che è tutto bello, è tutto buono, anche l’esercito che fa la guerra. Forse un modo per salutare il Generale Errico che tra pochi giorni va in pensione, orgoglioso di aver portato il papa ‘buono’ ad essere nominato patrono dell’esercito italiano, e che qualche giorno fa in San Pietro ha ‘arruolato’ d’ufficio anche tutti i sacerdoti dicendo : ‘la missione dei militari al servizio della pace è simile a quella dei sacerdoti.’

E così, su Rai1, tutto diventa un gioco.

Qualche giorno fa CasaPound ha girato uno spot elettorale al Sacrario di Redipuglia. Nessun rispetto per i morti. Evvai con la guerra!

Poco importa che papa Francesco abbia invitato al digiuno e alla preghiera per la pace, in particolare in Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo: 6 milioni di morti in questi ultimi anni. E cosa succede in Siria? Ghouta? Afrin?

Fa niente, noi si gioca…

Alcuni canali Tv hanno già i loro inviati (nulla da dire, molto bravi!) guarda caso dove? In Niger… dove tra poco arriveranno i militari i italiani.

La Tv e l’informazione al seguito della guerra. Non è una novità. Ma è sempre sconcertante. E siamo nell’anno del centenario della fine della Prima Guerra mondiale, ‘inutile strage’. Quante ne sentiremo ancora!

Ma c’è un’altra eredità!

Quella di Josef Mayr-Nusser, l’uomo che disse no a Hitler, morto il 24 febbraio mentre veniva trasportato a Dachau. “Se nessuno avrà mai il coraggio di contrastare il nazionalsocialismo, questo sistema non crollerà mai” (Francesco Comina, L’uomo che disse no a Hitler, ed. Il Margine).

Quella di padre Rutilio Grande, assassinato 41 anni fa in Salvador, grande amico di mons. Oscar Romero, anche lui martire in Salvador, ucciso il 24 marzo 1980.

Quella di don Tonino Bello, tra due mesi circa saranno 25 anni dalla sua morte. Fu lui a dire con passione, nella città di Sarajevo assediata, nel dicembre 1992: “Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati!”.

Questa è l’eredità che dobbiamo raccogliere oggi!

24 febbraio 2018
Renato Sacco,
coordinatore nazionale di Pax Christi


Generale Errico, signor no!
Lettera aperta

Al Generale Danilo Errico
Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
Via XX Settembre, 123/A – 00187 ROMA

Egregio Generale Danilo Errico,

abbiamo letto sul sito dell’Ordinariato Militare che Lei “ha messo in evidenza come la missione dei militari al servizio della pace sia simile a quella dei sacerdoti“. Parole pronunciate in S. Pietro lo scorso 15 febbraio, in occasione della solenne Celebrazione presieduta dal Cardinale Segretario di Stato e concelebrata dall’Ordinario militare e da tanti cappellani militari.

Ci sentiamo offesi dalle Sue parole. Dal suo paragone tra il nostro essere sacerdoti e ‘la missione dei militari’. Sono vocazioni e scelte di vita radicalmente diverse.

Noi siamo preti, già coordinatori nazionali di Pax Christi. No, la nostra idea di pace non è per nulla vicina alla Sua.

La nostra scelta di essere preti è per annunciare Cristo nostra pace (una pace Made in Cielo, come diceva don Tonino Bello, già presidente di Pax Christi), non per servire progetti di guerra o difendere ‘interessi nazionali ovunque minacciati o compromessi’. Non ci coinvolga, per favore, in progetti e situazioni con cui non abbiamo nulla da condividere. Abbiamo il massimo rispetto per le persone che scelgono la vita militare, ma non venga a tirarci per la giacca.

Se vuole comandare, essendo Lei il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, comandi e dia le direttive nel Suo campo, ma lasci stare noi e tutti quelli che come noi credono a lavorano per la pace in tante situazioni, anche difficili, e non si affidano a missioni di pace armate… che con la pace non hanno proprio nulla a che vedere, come la prossima missione in Niger.

Siamo convinti che la chiesa non debba avere nessun compromesso con la logica folle della guerra, anche se oggi mascherata con la parola pace.

Siamo nel centenario della fine della Prima Guerra mondiale, ‘inutile strage’.

La storia ci sia maestra di vita.

Per i credenti e per i preti, dai tempi della Pacem in Terris la guerra è ‘alienum a ratione’ (pura follia),come ebbe a scrivere S. Giovanni XXIII che paradossalmente avete eletto patrono di chi persegue la pace ridotta a figlia degenere della guerra.

Generale Errico, come uomini, come credenti e come preti Le rinnoviamo, con rispetto ma con altrettanta fermezza, il nostro signor no!

17 febbraio 2018
Renato Sacco, parroco a Cesara e Arola (Vb),
attuale coordinatore nazionale di Pax Christi,
Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Ve),
già coordinatore nazionale di Pax Christi
Fabio Corazzina, parroco a Brescia,
già coordinatore nazionale di Pax Christi
Tonio Dell’Olio, Presidente Pro Civitate Christiana, Assisi,
già coordinatore nazionale di Pax Christi

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