lunedì 19 febbraio 2018

Dal palazzo alla tenda - Il cristianesimo in cammino - Anticipazioni dalla prefazione del libro di Andrea Riccardi «Il cristianesimo al tempo di Papa Francesco»

Dal palazzo alla tenda
Il cristianesimo in cammino

Andrea Riccardi cura un volume sulla Chiesa di Papa Bergoglio, alla vigilia del quinto anniversario dell’elezione al soglio pontificio. Anticipiamo un brano della prefazione

Gli zaini dei migranti che hanno attraversato il confine tra Messico e Stati Uniti,
esposti nel 2017 alla New School di New York

Forse non si sono colti del tutto i contorni della figura di Papa Francesco. Non si sono colte le dinamiche del suo pontificato, anche se abbondano i testi biografici sulla sua persona e vengono pubblicati tanti suoi scritti. Chi è Papa Francesco? Ancora non è facile dirlo. Com’è ovvio per un contemporaneo nel pieno della sua azione. Ma c’è un segreto in lui, pur essendo una personalità cordiale e accessibile. È il segreto di una storia tutt’altro che conclusa, ma anche di un personaggio originale dalle dimensioni complesse. La sua personalità è molto conosciuta e scandagliata, ma conserva aspetti di riservatezza. Il segreto non riguarda solo le sorprese che egli riserverà in futuro con le sue decisioni, ma anche gli approdi verso cui sta conducendo la Chiesa cattolica, quale ruolo potrà svolgere tra i cristiani e le religioni, quale opera internazionale avrà modo di condurre. (...)

Francesco non ha un modello unico di governo o di pastorale né persegue una forma perfetta di Chiesa. Più volte ha ribadito che il suo modello di figura geometrica è il poliedro e non la sfera. Questo testo sul cristianesimo al tempo di Papa Bergoglio vuole essere proprio un libro «poliedrico», con approcci differenti alla realtà cristiana del secondo decennio del XXI secolo, ma anche al Papa e al suo governo. (...)

La Chiesa è realtà complessa, che viene da una grande storia, di cui essa stessa vive. Si misura e si confronta anche con religioni (d’ispirazione cristiana o non cristiana) che hanno compiuto operazioni di profonda deculturazione, riallacciandosi solo ai testi fondativi, saltando tanta storia con operazioni dai significativi successi di consenso. Queste «nuove religioni» incalzano le Chiese storiche, come il cattolicesimo, rappresentando una vera sfida nelle meccaniche di un mondo globale fatto tutto di mercato.

Francesco, alla testa di un’antichissima istituzione storico-religiosa, ha saputo dare alla sua presenza e al suo messaggio una nota di semplicità comunicativa, in un tempo in cui le «religioni dell’emozione», tutte deculturate e tanto nel mercato, sembrano avere la meglio rispetto alle Chiese storiche. Capire Papa Francesco vuol dire comprendere anche come sia cambiata la dimensione religiosa dei nostri contemporanei, che abitano un mondo globale. Tuttavia la dimensione storica resta decisiva, non solo per capire il cattolicesimo, ma anche per considerare nella giusta luce le scelte di un Papa.

«Il cristianesimo al tempo di Papa Francesco» esce il 22 febbraio per Laterza (pagine 392, euro 22).

Jorge Bergoglio, arcivescovo argentino alle soglie della pensione e già candidato (sconfitto) al conclave del 2005 in cui fu eletto Benedetto XVI, è stato scelto non per attuare un programma dettagliato (salvo la riforma della Curia vaticana), quanto per far uscire la Chiesa dall’impasse in cui si trovava. Il Papa ha risposto a questa attesa con la sua iniziativa, risultata imprevista a vari suoi elettori o apparsa sconvolgente a una parte dei cattolici. Giustamente Agostino Giovagnoli ha così rappresentato il movimento inaugurato da Bergoglio (che non è un progetto di riforma del tipo di quello di Paolo VI): la Chiesa «è diventata sempre meno simile a uno splendido palazzo... e sempre più protesa ad assomigliare a una tenda piantata in mezzo ai popoli, che si sposta seguendone il cammino». Insomma, «dal palazzo alla tenda»: questo sembra essere l’itinerario del cattolicesimo bergogliano.

Come hanno reagito i vari segmenti della Chiesa? È una domanda la cui risposta è tanto importante quanto difficile. Quale è stato l’impatto nella vita quotidiana dei cattolici, con tutte le diverse gradazioni di rapporto con la Chiesa? E come hanno reagito le altre Chiese cristiane e i mondi religiosi? Quale l’impatto sullo scenario internazionale? Rispondere a queste domande porta a ricostruire tanti attori, soggetti e segmenti, che hanno incrociato il pontificato di Bergoglio, che vengono da lontano, ma vanno anche lontano con una loro dinamica propria. Il «poliedro» vuole suggerire anche il metodo plurale per rispondere alle tante domande aperte e ricostruire il pontificato di Francesco e il cristianesimo del suo tempo. Questo metodo plurale aiuta a conoscere di più il mondo della globalizzazione, a provare a ricostruire una storia globale, così necessaria e difficile da scrivere.

Del resto Papa Francesco è ormai una figura che si è imposta nel suo tempo, anche al di fuori dei confini della Chiesa cattolica, come un leader particolare tra i leader del mondo.

Non si tratta solamente del perimetro dei grandi leader dell’Occidente o dei Paesi storici che hanno un rapporto con la Chiesa di Roma. Con le sue visite a vari Stati, «periferici» e non cattolici, Bergoglio è divenuto un interlocutore rilevante per popoli e governi fuori dal giro tradizionale del cattolicesimo. Forse si potrebbe dire che per le sue scelte, ma anche per le dinamiche della realtà contemporanea, è il primo «Papa globale». La sua è una vicenda tutt’altro che conclusa. Resta però da chiedersi se gli anni di Papa Francesco non portino ad una configurazione nuova dell’antica Chiesa cattolica. Anche questo fa parte del segreto di Papa Bergoglio.

Il volume

Alla vigilia del quinto anniversario dell’elezione di Bergoglio al soglio pontificio (13 marzo), esce il 22 febbraio per Laterza una raccolta di saggi curata da Andrea Riccardi dal titolo Il cristianesimo al tempo di Papa Francesco (pagine 392, euro 22). Il volume ospita contributi, tra gli altri, di Massimo Franco, Walter Kasper, Pierangelo Sequeri, Marinella Perroni. La postfazione è di Agostino Giovagnoli