venerdì 5 maggio 2017

«L’Egitto, per noi, è stato segno di speranza, di rifugio, di aiuto» Papa Francesco Udienza Generale 03/05/2017 (Foto, testo e video)

UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 3 maggio 2017

Il Papa è arrivato qualche minuto prima delle 9.30 in piazza San Pietro, e subito le prime soste della “papamobile” sono state dedicate ai saluti e agli abbracci con i bimbi, come sempre ospiti privilegiati dell’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. Presenti 15mila fedeli. Tra i vari dono offerti a Francesco, anche un suo grande ritratto a olio, incorniciato con una cornice dorata. Molti gli striscioni variopinti e “artigianali”, scritti dai ragazzi delle scuole. Prima di compiere il tratto a piedi che lo separa dalla sua postazione al centro del sagrato, Francesco è tornato indietro per stringere le mani dei fedeli in prima fila nelle transenne anteriori, richiamato da loro a gran voce.

A nove giorni dal pellegrinaggio a Fatima, l'artista portoghese Maria Joao Bahia ha portato in dono al Papa un calice di cristallo, con dentro una manciata di terra del santuario, realizzato per il centenario delle apparizioni. Il Pontefice ha anche benedetto la corona per la copia della statua della Madonna di Fatima venerata nel santuario ucraino di Krysowice: a presentargli l'iniziativa è stato l'arcivescovo di Leopoli dei latini, monsignor Mokrzycki.

Il recente viaggio apostolico del Papa in Egitto è stato al centro dell’udienza generale. Un resoconto che rientra nel ciclo di catechesi dedicato alla speranza cristiana in quanto, ha osservato Francesco, «l’Egitto è per noi segno di speranza»: lo è stato per i figli di Giacobbe che fuggivano dalla fame, lo è stato per la Santa Famiglia di Nazareth che fuggiva da Erode e lo è oggi per tutti noi che speriamo nella pace in quella travagliata regione del Medio Oriente.





Viaggio Apostolico in Egitto

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi desidero parlarvi del Viaggio apostolico che, con l’aiuto di Dio, ho compiuto nei giorni scorsi in Egitto. Mi sono recato in quel Paese in seguito a un quadruplice invito: del Presidente della Repubblica, di Sua Santità il Patriarca Copto ortodosso, del Grande Imam di Al-Azhar e del Patriarca Copto cattolico. Ringrazio ciascuno di loro per l’accoglienza che mi hanno riservato, veramente calorosa. E ringrazio l’intero popolo egiziano per la partecipazione e l’affetto con cui ha vissuto questa visita del Successore di San Pietro.

Il Presidente e le Autorità civili hanno posto un impegno straordinario perché questo evento potesse svolgersi nel migliore dei modi; perché potesse essere un segno di pace, un segno di pace per l’Egitto e per tutta quella regione, che purtroppo soffre per i conflitti e il terrorismo. Infatti il motto del Viaggio era “Il Papa della pace in un Egitto di pace”.

La mia visita all’Università Al-Azhar, la più antica università islamica e massima istituzione accademica dell’Islam sunnita, ha avuto un doppio orizzonte: quello del dialogo tra i cristiani e i musulmani e, al tempo stesso, quello della promozione della pace nel mondo. Ad Al-Azhar è avvenuto l’incontro con il Grande Imam, incontro che si è poi allargato alla Conferenza Internazionale per la Pace. In tale contesto ho offerto una riflessione che ha valorizzato la storia dell’Egitto come terra di civiltà e terra di alleanze. Per tutta l’umanità l’Egitto è sinonimo di antica civiltà, di tesori d’arte e di conoscenza; e questo ci ricorda che la pace si costruisce mediante l’educazione, la formazione della sapienza, di un umanesimo che comprende come parte integrante la dimensione religiosa, il rapporto con Dio, come ha ricordato il Grande Imam nel suo discorso. La pace si costruisce anche ripartendo dall’alleanza tra Dio e l’uomo, fondamento dell’alleanza tra tutti gli uomini, basata sul Decalogo scritto sulle tavole di pietra del Sinai, ma molto più profondamente nel cuore di ogni uomo di ogni tempo e luogo, legge che si riassume nei due comandamenti dell’amore di Dio e del prossimo.

Questo medesimo fondamento sta anche alla base della costruzione dell’ordine sociale e civile, in cui sono chiamati a collaborare tutti i cittadini, di ogni origine, cultura e religione. Tale visione di sana laicità è emersa nello scambio di discorsi con il Presidente della Repubblica dell’Egitto, alla presenza delle autorità del Paese e del Corpo diplomatico. Il grande patrimonio storico e religioso dell’Egitto e il suo ruolo nella regione mediorientale gli conferiscono un compito peculiare nel cammino verso una pace stabile e duratura, che poggi non sul diritto della forza, ma sulla forza del diritto.

I cristiani, in Egitto come in ogni nazione della terra, sono chiamati ad essere lievito di fraternità. E questo è possibile se vivono in se stessi la comunione in Cristo. Un forte segno di comunione, grazie a Dio, abbiamo potuto darlo insieme con il mio caro fratello Papa Tawadros II, Patriarca dei Copti ortodossi. Abbiamo rinnovato l’impegno, anche firmando una Dichiarazione Comune, di camminare insieme e di impegnarci per non ripetere il Battesimo amministrato nelle rispettive Chiese. Insieme abbiamo pregato per i martiri dei recenti attentati che hanno colpito tragicamente quella venerabile Chiesa; e il loro sangue ha fecondato quell’incontro ecumenico, a cui ha partecipato anche il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo: il Patriarca ecumenico, mio caro fratello.

Il secondo giorno del viaggio è stato dedicato ai fedeli cattolici. La Santa Messa celebrata nello Stadio messo a disposizione dalle autorità egiziane è stata una festa di fede e di fraternità, in cui abbiamo sentito la presenza viva del Signore Risorto. Commentando il Vangelo, ho esortato la piccola comunità cattolica in Egitto a rivivere l’esperienza dei discepoli di Emmaus: a trovare sempre in Cristo, Parola e Pane di vita, la gioia della fede, l’ardore della speranza e la forza di testimoniare nell’amore che “abbiamo incontrato il Signore!”.

E l’ultimo momento l’ho vissuto insieme con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i seminaristi, nel Seminario Maggiore. Ci sono tanti seminaristi: questa è una consolazione! E’ stata una liturgia della Parola, in cui sono state rinnovate le promesse di vita consacrata. In questa comunità di uomini e donne che hanno scelto di donare la vita a Cristo per il Regno di Dio, ho visto la bellezza della Chiesa in Egitto, e ho pregato per tutti i cristiani nel Medio Oriente, perché, guidati dai loro pastori e accompagnati dai consacrati, siano sale e luce in quelle terre, in mezzo a quei popoli. L’Egitto, per noi, è stato segno di speranza, di rifugio, di aiuto. Quando quella parte del mondo era affamata, Giacobbe, con i suoi figli, se n’è andato là; poi, quando Gesù è stato perseguitato, è andato là. Per questo, raccontarvi questo viaggio significa percorrere il cammino della speranza: per noi l’Egitto è quel segno di speranza sia per la storia sia per l’oggi, di questa fraternità che ho voluto raccontarvi.

Ringrazio nuovamente coloro che hanno reso possibile questo Viaggio e quanti in diversi modi hanno dato il loro contributo, specialmente tante persone che hanno offerto le loro preghiere e le loro sofferenze. La Santa Famiglia di Nazaret, che emigrò sulle rive del Nilo per scampare alla violenza di Erode, benedica e protegga sempre il popolo egiziano e lo guidi sulla via della prosperità, della fraternità e della pace.

Grazie!
Guarda il video della catechesi

Saluti:

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Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana.
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Nel giorno della Festa dei Santi Filippo e Giacomo auguro a ciascuno che il ricordo degli Apostoli, gioiosi annunciatori del Risorto, accresca la fede e incoraggi la testimonianza del Vangelo.

Porgo infine un saluto ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. All’inizio del mese di maggio invochiamo la celeste intercessione di Maria, la Madre di Gesù. Cari giovani, imparate a pregarla con la preghiera semplice ed efficace del Rosario; cari ammalati, la Madonna sia il vostro sostegno nella prova del dolore; cari sposi novelli, imitate il suo amore per Dio e per i fratelli!

Guarda il video integrale


Vedi anche il nostro post (all'interno i link ai post precedenti)