domenica 21 agosto 2016

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 38/2015-2016 (C) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'
"Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere
giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)


Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: 
Lc 13,22-30




Convertirsi non significa diventare più bravi ma prendere coscienza della nostra miseria per aprirci alla misericordia del Padre, passare dall'auto-giustificazione per i nostri meriti all'accoglienza della gratuità della sua Grazia. L'amore del Padre, infatti, non è attratto dai nostri meriti, se mai possiamo vantarne, ma dai nostri bisogni.  "Per la Sacra Scrittura, infatti, all'uomo è impossibile salvarsi: tutti veniamo salvati per l'amore gratuito del Padre. "Salvare", perciò, è un verbo che noi possiamo coniugare solo al passivo" (cit.). La salvezza allora è un dono gratuito del Padre nel Figlio, per questo Gesù è sempre in viaggio, per cercare ogni frammento di umanità perduta e poterla presentare al Padre. Ma la salvezza è anche una lotta che comporta la grande fatica della nostra accoglienza ed il suo prezzo è la nostra stessa vita. Bisogna allora operare come se ogni cosa dipendesse da noi, nella consapevolezza che invece tutto dipende da Dio, come dice S.Ignazio di Loyola, La salvezza ha dunque una sola porta e questa porta è Gesù, servo umile dei fratelli. Ma per attraversare questa porta è necessario essere 'magri', sgonfiati dall'idropisia del nostro super io, accogliendo di vivere della sua grazia e della sua misericordia. Nessuno, infatti, ha la forza di salvare sé stesso, perché uno solo è l'uomo forte, che tutti ci salva: Gesù !  "Per questo la conversione più grande è riconoscere di essere peccatori: stare all'inferno senza disperare "(Silvano del Monte Athos)